LA GAZZETTA CON I PENDOLARI SUL MANTOVA-MILANO
2009: l'odissea sui binari
con i treni della vergogna
Scendiamo e, lungo il marciapiede che costeggia il treno,
incontriamo di nuovo il primo compagno di viaggio, quello che
cercava un amuleto. Com'è andata? «Tutto sommato poteva andare
peggio, sei stato un buon portafortuna» risponde guardando
l'orologio. Qui ormai ventisei minuti di ritardo sono
accettabili.
IL RACCONTO
«Quando rientro corro sotto la doccia»
«Salgo sul treno per Milano più o meno una volta al mese per
lavoro. Quando rientro a casa le prime cose che faccio sono
catapultarmi sotto la doccia e buttare i pantaloni in lavatrice. Di
certo non si possono indossare di nuovo». Più chiaro di così non
potrebbe essere
Francesco Molesini, uno dei
viaggiatori che abbiamo incontrato sul regionale delle 6.47 di ieri
mattina.
Aggiunge: «Il problema è amplificato d'estate. Ho
delle comuni allergie e con il sudore le polveri, che su questi
treni non mancano mai, si attaccano alla pelle con più facilità. In
primavera, la stagione più a rischio, il treno lo evito
proprio».
Altri guai nel pomeriggio di ieri per i pendolari che
rientravano in città con il treno che doveva partire da Milano alle
14.15. L'arrivo era previsto per le 16.17, ma il regionale è giunto
in città solo alle 16.50, con un ritardo di mezz'ora. E questa
volta, diversamente dai nostri compagni di viaggio del mattino, i
passeggeri hanno protestato vibratamente, alzando la voce con il
personale di Trenitalia lungo i binari. (
gds)
(14 novembre 2009)