Alto Mantovano, più tumori della media
La causa: le falde inquinate dai solventi
Allarmante rapporto dell'Asl: nell'Alto mantovano i casi di tumore superiori del 9% della media. Sotto accusa le falde inquinante dai solventi.
L'area della Cava del pirata a Castiglione
di Francesco Romani Tumori oltre la media nell'Alto Mantovano. In particolare a Castiglione, Solferino e Medole. Sotto accusa le falde acquifere non profonde, inquinate da solventi aromatici di provenienza industriale. L'ipotesi è contenuta nell'indagine epidemiologica condotta dall'Asl che ha messo a confronto i casi tumorali effettivamente riscontrati con quelli attesi in base alla popolazione residente.
Lo scarto è generalmente a sfavore dell'Alto Mantovano, con un 9% in più di tumori rispetto alla media provinciale. In particolare carcinomi al fegato e leucemie, anche infantili, superano abbondantemente la norma.
I dati studiati dall'Osservatorio epidemiologico dell'Asl saranno resi pubblici nel corso di una presentazione ufficiale il 12 novembre. Ma già oggi le prime indiscrezioni confermano la necessità di procedere sulla strada delle bonifiche ambientali delle cosiddette «falde sospese», ovvero entro 20 metri di profondità, che risultano, secondo le conferme venute dall'Arpa, spesso inquinate da solventi aromatici.
Non presentano inquinamento, va precisato, né le acque superficiali, né le falde profonde, quelle che riforniscono gli acquedotti, risultati indenni da presenze indesiderate. Resta da spiegare il meccanismo in base al quale i solventi entrerebbero in contatto con la popolazione.
Le ipotesi fanno riferimento all'uso di pozzi privati poco profondi ed al riuso dell'acqua per fini industriali. In questo caso i solventi disciolti si libererebbero nell'aria creando un «aerosol» inquinante. Ipotesi che ora saranno al vaglio di un successivo approfondimento.
(22 ottobre 2009)