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martedì 09.02.2010 ore 14.43
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La Lega alza il tiro: a noi
gli assessorati alla sicurezza

I sindaci, anche del centrodestra, contrari all'appello del Comune di San Martino dall'Argine. Favorevoli quelli della Lega. La Caritas: "Così si fomenta l'odio". E ricorda che tra i clandestini ci sono anche le badanti.
Segnalare i clandestini, come invita a fare il comune di Man Martino dall'Argine. La Lega Nord passa al contrattacco e difende la legge sulla sicurezza. Anzi, non ci sta a farsi bacchettare perfino dai sindaci del centrodestra. «Lanciano il sasso e ritirano la mano» commenta il segretario provinciale Bottari, che rilancia: «Vogliamo gli assessorati alla sicurezza dove siamo in maggioranza».

LE REAZIONI. L'invito a denunciare i clandestini, rivolto ai cittadini dal comune di San Martino, suscita un coro di no fra i sindaci mantovani, anche del centrodestra. «E' una deriva da sceriffi», «Idee per fomentare l'odio», «Istigazione alla paura» sono alcuni commenti che arrivano da Viadana, Suzzara e Virgilio.

Il Comune di San Martino, retto dal sindaco di centrodestra Alessandro Bozzoli, ha affisso manifesti in paese in cui è scritto: «Chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio comunale di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con tempestività in Comune».

Un chiaro invito alla delazione che ha provocato malumori e perplessità anche tra gli amministratori del Pdl. Il sindaco di Castiglione, Fabrizio Paganella, è lapidario: «Idee che si commentano da sole». Zitti o d'accordo, invece, i sindaci della Lega. Daniele Panizzi, di Pomponesco, si dice pronto a valutare in giunta l'idea di San Martino: «Non mi sembra una cosa scandalosa, la clandestinità è un reato, si chiede solo la collaborazione dei cittadini».

Il clamore suscitato dalla vicenda non fa recedere il vicesindaco del Carroccio di San Martino dall'Argine: «E' vero, da noi gli immigrati sono pochi, il 5% circa. Però mediamente c'è un furto alla settimana e il problema sicurezza esiste» spiega Alessio Renoldi, 30 anni, operaio metalmeccanico. Finora nessuna segnalazione. «Nessuna caccia a nessuno - aggiunge - ma un semplice invito ai cittadini a collaborare perché emerga ciò che in paese non funziona, così come ci possono essere segnalati un marciapiede rotto o un albero caduto. Con gli immigrati - conclude - non abbiamo mai avuto problemi».


Arrivano anche le prese di posizione, molto critiche, della Caritas di Mantova e Cremona. «Il manifesto non lo trovo coerente - dice Giordano Cavallari - perché vengono riportate le norme del pacchetto sicurezza e poi si aggiunge l'appello ai cittadini, che non c'entra nulla, non è contemplato dalla legge. Inoltre ritengo che appelli di questo tipo non giovino al processo di integrazione e a creare una cultura dell'ospitalità».

Don Antonio Pezzetti, direttore della Caritas di Cremona, sostiene che «aver informato i cittadini del decreto sicurezza ha alcuni elementi positivi, perché permette di stigmatizzare il comportamento di chi, sfruttando la situazione precaria degli immigrati, offre loro un alloggio spesso ai limiti della decenza. Nello stesso tempo, però, appare assai rischioso investire i cittadini del compito di sceriffi. Non si può tacere il fatto, inoltre, che tra i clandestini vi sono molte badanti, che prestano un prezioso servizio sociale... Il diritto alla sicurezza non può calpestare il diritto alla dignità».
(24 novembre 2009)
 
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