La Lega alza il tiro: a noi
gli assessorati alla sicurezza
I sindaci, anche del centrodestra, contrari all'appello del Comune di San Martino dall'Argine. Favorevoli quelli della Lega. La Caritas: "Così si fomenta l'odio". E ricorda che tra i clandestini ci sono anche le badanti.
Segnalare i clandestini, come invita a fare il comune di Man
Martino dall'Argine. La Lega Nord passa al contrattacco e difende
la legge sulla sicurezza. Anzi, non ci sta a farsi bacchettare
perfino dai sindaci del centrodestra. «Lanciano il sasso e ritirano
la mano» commenta il segretario provinciale Bottari, che rilancia:
«Vogliamo gli assessorati alla sicurezza dove siamo in
maggioranza».
LE REAZIONI. L'invito a denunciare i clandestini,
rivolto ai cittadini dal comune di San Martino, suscita un coro di
no fra i sindaci mantovani, anche del centrodestra. «E' una deriva
da sceriffi», «Idee per fomentare l'odio», «Istigazione alla paura»
sono alcuni commenti che arrivano da Viadana, Suzzara e Virgilio.
Il Comune di San Martino, retto dal sindaco di centrodestra
Alessandro Bozzoli, ha affisso manifesti in paese in cui è scritto:
«Chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio comunale
di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con tempestività
in Comune».
Un chiaro invito alla delazione che ha provocato malumori e
perplessità anche tra gli amministratori del Pdl. Il sindaco di
Castiglione, Fabrizio Paganella, è lapidario: «Idee che si
commentano da sole». Zitti o d'accordo, invece, i sindaci della
Lega. Daniele Panizzi, di Pomponesco, si dice pronto a valutare in
giunta l'idea di San Martino: «Non mi sembra una cosa scandalosa,
la clandestinità è un reato, si chiede solo la collaborazione dei
cittadini».
Il clamore suscitato dalla vicenda non fa recedere il vicesindaco
del Carroccio di San Martino dall'Argine: «E' vero, da noi gli
immigrati sono pochi, il 5% circa. Però mediamente c'è un furto
alla settimana e il problema sicurezza esiste» spiega Alessio
Renoldi, 30 anni, operaio metalmeccanico. Finora nessuna
segnalazione. «Nessuna caccia a nessuno - aggiunge - ma un semplice
invito ai cittadini a collaborare perché emerga ciò che in paese
non funziona, così come ci possono essere segnalati un marciapiede
rotto o un albero caduto. Con gli immigrati - conclude - non
abbiamo mai avuto problemi».
Arrivano anche le prese di posizione, molto critiche, della Caritas
di Mantova e Cremona. «Il manifesto non lo trovo coerente - dice
Giordano Cavallari - perché vengono riportate le norme del
pacchetto sicurezza e poi si aggiunge l'appello ai cittadini, che
non c'entra nulla, non è contemplato dalla legge. Inoltre ritengo
che appelli di questo tipo non giovino al processo di integrazione
e a creare una cultura dell'ospitalità».
Don Antonio Pezzetti, direttore della Caritas di Cremona, sostiene
che «aver informato i cittadini del decreto sicurezza ha alcuni
elementi positivi, perché permette di stigmatizzare il
comportamento di chi, sfruttando la situazione precaria degli
immigrati, offre loro un alloggio spesso ai limiti della decenza.
Nello stesso tempo, però, appare assai rischioso investire i
cittadini del compito di sceriffi. Non si può tacere il fatto,
inoltre, che tra i clandestini vi sono molte badanti, che prestano
un prezioso servizio sociale... Il diritto alla sicurezza non può
calpestare il diritto alla dignità».
(24 novembre 2009)