POLEMICA SUL CORO DI NATALE
Ceresara, bagarre in chiesa
Il sindaco: "Colpa di certi giornali"
Scoppia il caos in chiesa, ad un ora dal fatidico coro natalizio dal quale sono stati esclusi i bambini che frequentano l'asilo statale. Cantano solo quelli che vanno all'asilo delle suore. Parole pesanti tra la madre di un bimbo escluso e i coristi. Dopo il parroco che se la prende con le mamme, ha parlato in chiesa il sindaco Enzo Fozzato, che fa la predica dal pulpito prendendosela con Repubblica e certi giornali "squallidi"
di Rossella Canadè
CERESARA. Per sentire le voci bianche bisogna
aspettare l’inizio del concerto, perché solo un’ora prima, qui,
nella chiesa di Ceresara, volano parole grosse con toni che evocano
tutto ma non certo la pax natalizia. Si può, precisano i
contendenti, «perché il Santissimo non c’è».
AUDIOINTERVISTE Parla
la direttrice del coro e la mamma di un bimbo
escluso
Non commetterebbero mai un sacrilegio, «per carità». Tra quelle
mura tanti di loro si sono sposati, i loro figli più grandi hanno
fatto la comunione, la domenica si sono scambiati il segno della
pace. «Siamo tutti cattolici» assicurano. Anche se la vicenda del
concerto del coro parrocchiale, a cui non partecipano i bambini che
frequentano l’asilo statale, li ha divisi come cani e gatti. Le
famiglie della materna pubblica hanno deciso di boicottare la
serata, «un po’ per principio - spiega una delle mamme - un po’
perché ci aspettiamo un altro attacco pubblico del parroco. In
quanto ‘oche’ forse non riusciremmo a stare zitte». Sembra una
festa tra amici, quindi, un’ora prima del la della canzoncina ‘A
Natale puoi’ con cui i bimbi dell’asilo delle suore apriranno la
serata, fino a quando una ardita mamma ‘statale’ varca il
portoncino laterale della chiesa.
I primi istanti sono segnati dai sibili, poi la rabbia di questi
due giorni esplode. Tutti i coristi contro una. Si conoscono da una
vita, si chiamano per nome, ma stasera l’amicizia non abita qui.
Chi accusa lei e gli altri genitori di aver infangato l’immagine di
Ceresara e del coro, «ci avete rovinato», chi parla di «attacchi
strumentali immotivati», chi di «incomprensioni stupide».
Tutti difendono a spada tratta la direttrice del coro, Barbara
Ruffoni, l’unica a mantenere la calma. «Noi non volevamo attaccare
te in quanto Barbara, ma la gestione di questo coro, che non è
aperto agli altri». E non cosa solo di oggi, spiega la mamma, ma
storia vecchia, «ci considerate meno cattolici perché mandiamo i
bambini alla scuola pubblica. La mia religiosità, se permettete, me
la gestisco io». Solo il richiamo alle prove stoppa le urla, ma non
la tensione.
Tensione e attesa: così tanta che la chiesa è già gremita,
nonostante la serataccia, mezz’ora prima del concerto, «che non è
una messa» precisa don Guido Zelada, che prende il microfono prima
dell’inizio dei canti. Secondo programma avrebbe dovuto parlare
nell’intervallo, ma, lo aveva preannunciato martedì sera, vuole
mettere i puntini sulle i prima della musica. E non la prende da
lontano, anzi. «Qui c’è una discussione che non coinvolge solo
Ceresara, ma è arrivata ben più lontano. Si contesta il fatto che i
bimbi della scuola delle suore siano qui e quelli della pubblica
non cantino. Ve lo ripeto: perché i primi hanno chiesto di
partecipare, mentre gli altri no. Tutto qui».
Ricorda i frequenti episodi di collaborazione tra le due scuole, ma
anche l’assenza dei bimbi del Bettini alla fiaccolata di Santa
Lucia, «non ci hanno invitato, ma noi non ci siamo mica offesi». Si
dimentica che è proprio quel ‘noi’ di identificazione tra
parrocchia e scuola privata ad aver fatto scattare la
protesta.
«Distinguiamo chi dice la verità da chi bazzica nel torbido. Ora
basta: ci siamo trovati in mezzo ad uno tsunami senza che ci sia il
mare».
(24 dicembre 2009)