Rifiuti pericolosi, agli arresti
manager di Marcegaglia
Sigilli al laboratorio di analisi Made Hse del gruppo di Gazoldo. Un tecnico analista è stato arrestato. Nel laboratorio venivano redatti falsi certificati relativi ai rifiuti da smaltire provenienti da un'industria siderurgica del gruppo. Marcegaglia: "Il terreno di risulta era stato conferito a una società". Si è appreso che il repsonsabile acquisti del gruppo di Gazolo è stato poso agli arresti domiciliari.
La sede del gruppo Marcegaglia a Gazoldo degli Ippoliti
GAZOLDO. Sono quattro i dipendenti dell'azienda
Marcegaglia coinvolti nell'inchiesta su un traffico illegale di
rifiuti pericolosi. L'ultimo nome reso noto è quello di Franco
Leorati, responsabile degli acquisti del gruppo. E' ai domiciliari,
insiema agli altre due arrestati; mentre per un quarto la procura
di Grosseto ha disposto la misura dell'interdizione dai propri
incarichi. Da oggi tutti e 23 gli indagati nell'inchiesta Golden
Rubbish (Spazzatura d'oro) compreso Steno Marcegaglia, compariranno
davanti al giudice per essere interrogati.
LA VICENDA
Un colossale traffico di rifiuti tossici e pericolosi, smaltiti
come rifiuti normali grazie ad analisi compiacenti eseguite in un
laboratorio di Mantova posto sotto sequestro, è stato smantellato
dai carabinieri del Noe. L'epicentro a Scarlino, nel Grossetano,
con diramazioni in varie regioni italiane. Tra gli indagati figura
Steno Marcegaglia, presidente dell'omonimo gruppo e padre della
presidente di Confindustria, Emma.
Un laboratorio per le analisi dei rifiuti, la Made Hse di Gazoldo,
appartenente al suo gruppo, è stato sequestrato e un tecnico,
Stefano Anselmi, 42 anni, di Virgilio, si trova agli arresti
domiciliari. Stesso provvedimento per l'ex direttore dello
stabilimento di Ravenna del gruppo Marcegaglia, Mauro Bragagni, 59
anni. L'operazione Spazzatura d'oro (in codice Golden Rubbish) ha
portato all'arresto in Italia di 15 persone e al deferimento alla
magistratura di altre 61.
Tre i filoni d'inchiesta che si collegano alla discarica di
Scarlino, nel Grossetano, autorizzata per il trattamento di rifiuti
non pericolosi. In seguito a un'esplosione nell'impianto, un
operaio perse la vita e un suo collega rimase ferito. Dalle
indagini della Procura è emerso il colossale traffico di rifiuti
pericolosi: un milione di tonnellate, con un guadagno di milioni di
euro e un consistente danno all'Erario per l'evasione
dell'ecotassa.
MANTOVA-RAVENNA. Nell'inchiesta il nome più noto
delle persone coinvolte è quello di Steno Marcegaglia, per la
carica da lui ricoperta nel gruppo al quale appartiene la Made Hse,
azienda di consulenza che - secondo gli inquirenti - avrebbe
favorito lo smaltimento di rifiuti pericolosi classificandoli come
non pericolosi.
La Made Hse offre alle imprese e agli enti pubblici servizi di
progettazione, consulenza tecnica e giuridica integrati nei settori
ambiente salute e qualità, sicurezza processi produttivi, sicurezza
impianti, formazione laboratori di analisi. Ha il suo laboratorio a
Gazoldo, dove ha il suo quartier generale il gruppo fondato e
presieduto da Steno.
L'arresto di Mauro Bragagni è da collegare ai rifiuti contaminati
dal mercurio stoccati nell'area interna dello stabilimento di
Ravenna, situato nella zona portuale di Ravenna. Dalle indagini, i
militari hanno accertato che l'industria ravennate aveva la
necessità di smaltire un cumulo di quasi 100.000 metri cubi di
rifiuti originati dai lavori di sbancamento fatti nel corso di vari
anni e contaminato da mercurio, idrocarburi e da altri inquinanti,
provenienti da attività svolte in loco.
L'appalto per la gestione dello smaltimento è andato a una società
di intermediazione che poi lo eseguiva, secondo l'accusa, in modo
illecito, attraverso la predisposizione di falsi certificati di
analisi redatti dal laboratorio appartenente allo stesso produttore
dei rifiuti, destinandoli in siti non idonei a riceverli, con
notevole risparmio sui costi di smaltimento. Con i falsi
certificati i rifiuti potevano essere destinati a siti non idonei a
riceverli, come quello di Scarlino, con notevole risparmio sui
costi di smaltimento.
L'incendio dopo l'esplosione a Scarlino
MARCEGAGLIA: SIAMO ESTRANEI. «I dirigenti
interessati dalle indagini non ricoprono più da tempo gli incarichi
originariamente loro conferiti. L'azienda si dichiara certa del
loro corretto comportamento e confida di poter dimostrare la
propria estraneità ai fatti contestati». E' quanto afferma una nota
dei legali del Gruppo Marcegaglia. «Lo smaltimento di rifiuti
relativi al Gruppo Marcegaglia riguarda nello specifico il terreno
di risulta degli scavi eseguiti per l'ampliamento del suo
stabilimento sito nell'area portuale di Ravenna. Questo materiale,
analizzato da Made sotto il controllo degli enti pubblici di
competenza, è stato conferito a società legalmente autorizzate al
suo successivo smaltimento».