Il "Gran concerto" di Mantova anticipa il nuovo doppio cd
Baglioni racconta per la Gazzetta il suo show e il nuovo cd, nell'incanto di Palazzo Te
UN SOGNO CHE NASCE CON AMORE E PSICHE
di Claudio Baglioni
Come raccontano gli straordinari affreschi della Sala di Amore e
Psiche a Palazzo Te, il più potente tra gli dei, non era Giove. Era
Amore. Temuto da tutti. Perché a lui nessuno poteva sottrarsi.
Nemmeno il 'Signore degli dei'. Non so se Giulia e Andrea fossero
consapevoli di tale primato. Forse sì. In fondo, lei si preparava
alla maturità classica e lui era una matricola di architettura. Ma,
anche ammesso che lo ignorassero, lo sperimentarono sulla propria
pelle. Nel modo più esaltante e, allo stesso tempo, più devastante:
il primo grande amore.
Quello che non dura tutta la vita, ma la cambia per sempre. 'Gran
Concerto' è esattamente questo: la storia in musica del primo
incontro di Giulia e Andrea con Amore. Dalla vertigine del sogno,
all'abisso del risveglio. Perché - come ammonisce uno dei
protagonisti del romanzo QPGA - "più il sogno è grande, più il
risveglio è duro". Ma quell'anno non furono solo Giulia e Andrea a
sognare. Tutto il mondo sognò. Forse per l'ultima volta. Il grande
sogno collettivo della generazione giovane. La prima che provò a
lasciare le proprie impronte sul marciapiedi della storia e che
agognava un futuro nel quale parole come amore, libertà e pace
ritrovassero, finalmente, il loro significato più alto e profondo.
E questa storia in musica raccoglie quell'invito e ci provoca a
guardare il futuro con energia nuova. A non lasciarsi soffocare dal
presente, perché "La parte più preziosa della vita è quella davanti
agli occhi, non quella dietro le spalle". Un futuro che 'Gran
Concerto' anticipa. Non solo nei temi, ma anche nella dinamica del
progetto. Un progetto che segna una vera e propria rivoluzione
nell'ordine delle cose della musica. Di solito, infatti, sono i
tour a seguire i dischi. In questo caso, invece, è il live ad
anticipare il doppio cd che uscirà in autunno. Per la prima volta,
i primi ad ascoltare nuove canzoni, nuovi testi e nuovi
arrangiamenti sono le persone sedute accanto a noi, nell'abbraccio
sublime dell'Esedra del Romano.
Un ribaltamento che vuole segnare il ritorno del primato della
musica suonata, su quella registrata. Del resto si tratta di un
progetto così intenso e innovativo che mi è sembrato giusto che l
album diventasse il documento, la testimonianza, la memoria di
quanto visto e sentito dal vivo. E non viceversa. In fondo è stato
così per migliaia di anni, prima dell'avvento del disco, ed è così
che avviene per le opere e gli spettacoli teatrali in genere. E
questo 'Gran Concerto' ha tutte le caratteristiche - narrative,
strutturali e formali - di un'opera. Opera popolare moderna. Anche
per questo le immagini avranno un ruolo da co-protagonista.
Immagini in gran parte inedite, trattate con innovative tecniche di
editing digitale. Una 'colonna visiva' animata da salti temporali,
interazioni fantastiche tra passato e presente ed emozionanti
ricordi di un 'dramma' giovanile.
Con la speranza che parole, note e immagini - cucite insieme
dall'impalpabile fil-rouge narrativo dei pensieri di Giulia e
Andrea - aiutino a ritrovare il desiderio, il coraggio e la forza
di sognare. Perché ogni volta che un sogno nasce, il mondo diventa
un posto migliore.
(17 marzo 2010)