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mercoledì 17.03.2010 ore 00.03
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Capitali nascosti all'estero
coinvolto un industriale di Volta

La Guardia di Finanza ha sequestrato documenti alla Sirio Antenne. L'amministratore unico, Giuseppe Grazioli, indagato per appropriazione indebita e dichiarazione fraudolenta.
Il caveau di una banca svizzera
Il caveau di una banca svizzera
Un'evasione fiscale all'estero per una cifra che supera i 300 milioni di euro, un centinaio di indagati, in gran parte rappresentanti legali o titolari di medie e piccole imprese sparse in tutta Italia. Tra questi, un imprenditore mantovano. E poi due noti commercialisti Mario Merello, marito della cantante Marcella Bella, e Siro Zanoni e Fabrizio Pessina, il legale svizzero arrestato a febbraio nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità per la bonifica dell'area Montecity-Santa Giulia e al quale, allora, venne sequestrato un pc con una lista di 552 nomi di clienti che avrebbe aiutati ad aggirare l'erario.

Nel mirino della Guardia di Finanza è finito il titolare della Sirio Antenne di Volta Mantovano, Giuseppe Grazioli, 76 anni. Grazioli è indagato per appropriazione indebita e dichiarazione fraudolenta.

Lo sviluppo
delle indagini deriva proprio da quel computer che ha portato la Finanza di Milano ad effettuare perquisizioni e sequestri in un ottantina di società sparse in tutta Italia, dalla Lombardia alla Puglia, dal Veneto (qui c'è stato il maggior numero imprese visitate dalla Gdf) alla Campania, fino alla Romagna e alla Sardegna.

Perquisizioni e sequestri
anche negli studi dei professionisti e nelle loro abitazioni, anche quella su quattro piani nel quadrilatero della moda milanese di Merello. Le accuse a vario titolo sono associazione per delinquere, riciclaggio, appropriazione indebita, frode fiscale con l'aggravante della transazionalità.

Secondo la ricostruzione
dei pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, titolari del filone d'indagine, per circa sei anni, Pessina con i due commercialisti, definite dagli investigatori le «menti» dell'associazione, avrebbero creato una cinquantina di società, le cosidette «cartiere», come sede in vari paradisi fiscali, con il compito di emettere fatture false per operazioni inesistenti nei confronti delle aziende clienti.


Fatture fasulle per consulenze mai avvenute, generiche prestazioni di servizi e per parecchie polizze assicurative mai stipulate (coverage risk management), emesse nei confronti delle aziende italiane che avrebbero ricavato un doppio'vantaggio': da un lato potevano abbattere l'utile, dall'altro distrarre ingenti capitali all'estero. Capitali che, poi, o rimanevano all'estero su conti correnti di comodo o fatti rientrare in Italia attraverso i cosiddetti «spalloni». Per questa attività, è stato accertato, Pessina, Merello e Zanoni trattenevano per loro una provvigione del 10 per cento.

Gli imprenditori
al centro dell'operazione delle Fiamme gialle, come Grazioli, non potranno beneficiare dello scudo fiscale. Anzi rientrano nei 50mila casi che, prima del 15 settembre, hanno ricevuto il questionario che ha consentito al Fisco di accertare se i contribuenti avevano ancora immobili, beni o conti bancari all'estero, non dichiarati. Un atto che consentirà ora di inibire lo scudo sui circa 300 milioni di euro di fatture false contestate.

I due ex marescialli
della finanza Giuseppe Anastasi e Paolo Pasqualetti, in carcere da febbraio nell'ambito del troncone principale delle indagini, durante il processo con rito immediato hanno chiesto di patteggiare la pena a 2 anni e sei mesi con la restituzione di 300 mila euro e alcuni beni mobili e immobili.

Domani, venerdì, invece, davanti al Tribunale del Riesame si terrà l'udienza per la richiesta di revoca della misura cautelare in carcere presentata da Grossi (per altro cliente di Pessina), Rosanna Gariboldi, ex assessore alla provincia di Pavia nonchè moglie del parlamentare Giancarlo Abelli, e di altri due stretti collaboratori dell'imprenditore nel campo dei rifiuti.
(05 novembre 2009)
 
 
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