Carriere/Tesoriere con la passione del noir
di Giorgia Mazzotti
Capacità, impegno, serietà e una riservatezza innata che sembra il
lasciapassare ideale per studio e lavoro: è con queste doti che
Paolo Bosio, 48enne mantovano, è salito su, fino ai quadri di
comando di uno dei gruppi bancari più importanti a livello
nazionale. Da un anno, Bosio è il responsabile del servizio di
tesoreria accentrata del gruppo Monte dei Paschi. Comincia come
semplice impiegato, ma si dedica subito alle problematiche delle
trattazioni per la banca.
Il rapporto con il pubblico, per lui, è stato sempre secondario.
Bosio stesso si racconta «poco orientato a parlare con i clienti».
Una caratteristica, questa, che non lo ha ostacolato. In banca
l'hanno capito e hanno trovato quel settore del mestiere che faceva
proprio per lui.
Dopo gli studi classici, Bosio ha già deciso come disegnare il suo
futuro. I greci e i latini l'avevano appassionato, a scuola. Ma in
casa il papà è un dipendente della Banca agricola e forse, in
qualche modo, questo gli indica la strada più pragmatica: facoltà
di Ecoomia e commercio, università di Parma.
Nel 1983 si laurea e quello stesso anno viene assunto a sua volta
dalla Banca agricola mantovana, a Mantova.
Dal giorno dell'assunzione, Bosio fa il suo lavoro d'ufficio e si
occupa via via di mercato dei cambi, di borsa e titoli. Viene
promosso prima responsabile e quindi dirigente. Nel frattempo
conosce quella che sarà sua moglie, che lavora in una società di
assicurazione. Si sposano e hanno due bambini, che ora frequentano
le scuole elementari.
Nel 2003 il gruppo Mps (di cui la Banca agricola fa parte) gli
chiede di andare nella sede centrale, a Siena, con compiti di
coordinamento e di staff all'interno dell'area. E' un chiaro
segnale di quanto la sua competenza stia diventando preziosa. La
famiglia, però, non si sposta: resta radicata in terra
mantovana.
Quando è arrivato il secondo figlio, del resto, sua moglie ha
lasciato il lavoro per dedicarsi tutta all'attività domestica. Lui,
invece, continua una carriera graduale e serrata. Fa avanti e
indietro da Siena alla villetta con giardino nel quartiere
Pompilio, dove i suoi bambini crescono tranquilli. E tranquilla
avanza anche la sua carriera.
Dopo quattro anni arriva la nomina a responsabile della tesoreria
accentrata, sede di Milano. Cambiano gli imbocchi autostradali, ma
poi il ritmo è sempre lo stesso: via al lunedì e ritorno a casa il
venerdì sera. Quando è possibile, aggiunge un rientro
infrasettimanale. Nel suo ufficio, a Milano, vengono gestiti i
cambi e i flussi monetari di raccolta di tutto il gruppo (Bam,
Banca toscana e Mps). Nel tempo libero, oltre alla famiglia, ci
sono i libri. Il genere preferito? «I legal thriller - racconta - e
anche le storie ambientate nel mondo della finanza, come Il broker
di Grisham». E la tranquilla routine si tinge di noir
mozzafiato.
LA SCHEDA
Paolo Bosio nasce a Mantova 48 anni fa. Cresce a Gazoldo degli
Ippoliti, dove il papà fa l'impiegato alla Banca agricola
mantovana. Dopo le scuole medie si iscrive al liceo classico
Virgilio. Gli studi classici lo appassionano e da ragazzo sogna di
fare l'archeologo. Dopo la maturità, però, non ha molti dubbi: si
iscrive alla facoltà di Economia e commercio, a Parma. Intanto
tutta la famiglia si trasferisce da Gazoldo a Mantova.
Nel 1983 Bosio si laurea e viene assunto in Banca agricola. In
filiale, però, ci passa appena e diventa presto una sorta di agente
di cambio. Si occupa pricipalmente delle problematiche relative
alle trattazioni per la banca. A lavorare, a Mantova, ci resta per
vent'anni esatti: dal 1983 al 2003. Qui fa tutta la carriera di chi
è destinato a cariche dirigenziali: dall'impiegato neo assunto
all'addetto alle varie mansione legate al mercato dei cambi, al
mercato della borsa e a quello dei titoli. La gestione di incassi,
pagamenti e custodia titoli rimarrà un comune denominatore, ma a
livelli via via più elevati: da quelli locali all'intero gruppo.
(20 febbraio 2008)