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domenica 21.03.2010 ore 17.24
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Daniela, l'Inzaghi in gonnella

di Alessandro Taraschi
Re del gol Mantova ne ha conosciuti molti. Dal figlio prediletto Roberto Boninsegna, un'istituzione anche in nazionale, al capocannoniere dello scorso campionato di serie B Denis Godeas, che con 28 timbri ha battuto il record di gol in una sola stagione con la maglia biancorossa. Da Gabriele Graziani, il migliore realizzatore dell'Acm ogni epoca, a Giorgio Corona, uno che di reti ne ha sempre segnate a grappoli dai dilettanti alla serie A, e a Cristian Altinier, "puntero" mantovanissimo in prestito alla Sambonifacese con cui quest'anno ha già bucato i portieri di Seconda divisione 11 volte ed è così in piena corsa per il titolo di numero uno del girone A.

Una regina però non c'era mai stata. Con sedici gol in tredici partite e la leadership assoluta nella classifica delle marcatrici del campionato femminile di serie A, il titolo spetta di diritto a Daniela Sabatino. Nata ad Agnone (in provincia di Isernia), ma abruzzese a tutti gli effetti (la sua famiglia abita a Castelguidone, vicino a Vasto), Daniela è la bomber della Reggiana e vive nel mantovano, a Castellucchio per la precisione, dallo scorso anno.

«Mi sono trasferita qui per lavoro - racconta l'attaccante, che si occupa del rilevazione dei prezzi dei prodotti nei supermercati -. Prima la mia zona di competenza era la provincia di Vicenza ma per giocare con la Reggiana vivevo a Verona. Ho chiesto all'azienda di potermi avvicinare a Reggio Emilia, perché anche se mi piace moltissimo guidare i chilometri erano veramente troppi. Così mi hanno proposto Mantova e... eccomi qui». Il calcio femminile non permette di dedicarsi esclusivamente al pallone, non a tutte le atlete almeno.

«Ci sono alcune giocatrici che riescono a viverci - spiega Daniela - ma per la maggior parte di noi è meglio arrotondare». Il lavoro comunque non le impedisce di allenarsi al massimo. «E' una professione in cui posso autogestirmi - spiega - e mi permette di allenarmi tranquillamente ogni sera con la squadra».

 Tempo libero però ne rimane poco e Daniela fatica anche a godersi Mantova. «La città mi piace molto, così come la gente, ma mi piacerebbe conoscerla di più - ammette - quando posso mi piace andare in giro a fare shopping, soprattutto abbigliamento. Amo anche andare a cena fuori. Il mio vizio più grande però rimane il calcio: adoro rimanere in casa a guardare partite, anche i miei amici se ne lamentano».

Timida. «Quando ho saputo dell'intervista pensavo fosse uno scherzo». Modesta. «I miei gol sono merito soprattutto delle mie compagne». Ha lo sguardo vivace. E si descrive come una punta tutta grinta. «Non voglio mai perdere - specifica e, da milanista accanita, aggiunge - mi rivedo in Inzaghi e nella sua perenne voglia di segnare. Pippo però ha più fiuto del gol di me e io voglio migliorare». Parlando di Milan si illumina. «Ho visto la partita di Bologna: Beckham è spaventoso: fa cambi di gioco da 50 metri precisi al millimetro. Kakà ha una velocità impressionante».

Se gli si chiede quali siano i suoi difetti spostandosi all'esterno del campo parte come un treno. «Sono pigra - ammette candidamente - e permalosa, ma in miglioramento per quanto riguarda quest'ultimo problema». Esprimersi sui pregi, invece, la imbarazza un po'. Alla fine comunque si sbottona. «Sono schietta e sincera», sussurra, lei che sogna un calcio femminile più visibile di quanto non sia ora.

«Vorrei che il movimento potesse crescere, avesse più visibilità - spiega -. Senza sperare che possa arrivare ai livelli del calcio maschile sarebbe bello potesse ottenere maggior considerazione sia sui mezzi di comunicazione che tra la gente. La televisione fa vedere solo una partita di campionato a settimana, mentre anche quando gioca l'Italia sugli spalti non ci sono più di 20-30 persone».

E Daniela con la maglia azzurra ha già giocato tre volte. «La mia speranza è di restare nel giro della nazionale e di vincere un giorno lo scudetto con la Reggiana. Siamo una squadra giovane con grandi potenzialità, ci manca ancora un briciolo di esperienza ma in futuro avremo la nostra chance».

Sarebbe il coronamento perfetto di una carriera già nobile, nonostante l'età, iniziata da molto lontano e che l'ha staccata da casa sin da quando aveva 16 anni. «La famiglia mi manca molto, mamma Teresa, papà Gabriele, Alessandro, mio fratello, e soprattutto Francesca, la mia sorellina di due anni». La sua "famiglia" mantovana, invece, sono le due coinquiline con cui divide la casa di Castellucchio. Una "corte" minuscola per la prima "Regina" del gol "mantovana".
(20 febbraio 2009)
 
 
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