Derivati, la Moratti minaccia azioni legali
Il sindaco di Milano Letizia Moratti, intervenendo in Consiglio
comunale durante una seduta dedicata all'uso da parte
dell'amministrazione di strumenti di finanza derivata, ha
annunciato che nominerà un pool di legali che indichi al Comune le
eventuali azioni da intraprendere in sede giudiziaria.
«Sto per nominare un collegio di consulenti legali di indubbia
esperienza - ha detto il primo cittadino - che esamini la
situazione dei derivati e individui e proponga tutte le iniziative
in sede civile, penale, amministrativa e contabile da assumere
anche in relazione ai rischi connessi con l'operazione». Ha poi
assicurato l'aula che i tempi per la nomina del collegio saranno
«rapidi» e non ha escluso che «nella tutela dei nostri interessi
l'amministrazione avvii azioni legali.
Rivolgendosi a tutti i consiglieri il primo cittadino si è
auspicato una condivisione del problema e delle sue soluzioni e si
è impegnata ad affrontare tutte le prossime tappe con un percorso
di trasparenza. «E' utile in questo momento - ha detto il sindaco
di Milano - che prevalga uno spirito unitario per fare chiarezza su
questa situazione, al fine di salvaguardare le nostre risorse e
preparare un futuro di benessere». Nel giugno del 2005 il Comune di
Milano aveva contratto con quattro istituti di credito altrettanti
contratti di finanza derivata collegati a un bond trentennale di
1,685 miliardi di euro che trasformava il tasso dell'emissione
obbligazionaria da fisso in variabile. Negli scorsi mesi si è avuta
notizia dell'apertura di un'indagine della Magistratura sulla
condotta delle quattro banche: JP Morgan, Deutsche Bank, Depfa Bank
e Ubs.
LE REAZIONI
Ma l'appello del sindaco è caduto nel vuoto. Le parole del
consigliere di Forza Italia Giacomo Beretta, prima, che ha escluso
ogni ipotesi di truffa aggravata in carico alle banche, quindi la
scelta di tutta la maggioranza di abbandonare l'aula al momento del
voto sugli ordini del giorno dell'opposizione, hanno spinto il
centrosinistra a salire sulle barricate.
Ma già dopo l'annuncio del sindaco di nominare un collegio di
legali, il dibattito aveva fatto emergere la spaccatura dell'aula:
con il centrodestra su posizioni di forte prudenza e la minoranza
rivolta a un atteggiamento più aggressivo nei riguardi degli
istituti bancari.
«Non ci sono gli elementi per dire che le banche abbiano truffato
il Comune - ha affermato Beretta, che presiede la commissione
Bilancio - e credo che la poca trasparenza dimostrata dalle banche
ci offra margini per rinegoziare i contratti». Parole, queste, che
hanno suscitato l'indignazione di Davide Corritore (Pd), primo
firmatario dei tre documenti che chiedevano alla Giunta specifiche
tutele legali sui costi impliciti patiti dal Comune, sui depositi
già versati dall' amministrazione e sulla efficacia stessa dei
contratti di derivati.
«Come può il presidente della commissione bilancio - si è
domandato Corritore - assumere questa posizione pregiudiziale a
difesa delle banche, dopo che la magistratura ha già avviato
un'indagine? Sono molto preoccupato per gli sviluppi futuri e,
visto che dopo un anno il sindaco è stato in grado soltanto di
nominare un collegio di legali, è ancor più necessario dare un
indirizzo specifico all'azione degli avvocati, in particolare sul
fatto che non siano coinvolti in conflitti di interessi con le
banche».
Sui tre documenti dell'opposizione, la Giunta, rappresentata in
aula dal vicesindaco Riccardo De Corato, ha espresso un parere
negativo e la maggioranza ha deciso di abbandonare l'aula, facendo
cadere il numero legale. A conferma del nuovo clima di muro contro
muro sono arrivate, a fine seduta, le parole del capogruppo del Pd,
Pierfrancesco Majorino. «Dopo quanto avvenuto oggi, temo che la
Giunta intenda nominare legali già coinvolti nella difesa delle
banche nostre controparti. Mi auguro di essere smentito».
(16 ottobre 2008)