Farmacie, terza rapina in tre giorni
Allarme dell'ordine professionale
Dopo Roverbella e Soave, nuova rapina in una farmacia. Stavolta ad Asola. Il farmacista è stato rinchiuso nello sgabuzzino.
di Giancarlo Oliani
Farmacie sotto assedio. Dopo le due rapine messe a segno a
Roverbella e a Soave, sabato sera è stata la volta di Asola. Ad
essere presa di mira l'erboristeria Panacea di via Belfiore. Tre
colpi in tre giorni. La situazione è preoccupante e tra i
farmacisti serpeggia la paura. La stessa conosciuta qualche anno fa
quando un tossico si rese protagonista di una valanga di
assalti.
Il bandito di oggi è diverso. Si traveste, si camuffa e per
costringere alla resa le vittime si serve di un'arma, sempre la
stessa: un coltello da cucina. Anche i carabinieri, che stanno
indagando a tutto spiano, sono convinti che i rapinatori siano gli
stessi di tutti e tre i colpi. Sono in due: uno rapina, l'altro fa
da palo. Ma è probabile che di volta in volta si scambino le parti.
Anche gli orari degli assalti coincidono: apertura o
chiusura.
Sono le 19.30 quando il bandito, alto, robusto e con il volto
coperto da un passamontagna fa irruzione nell'erboristeria.
All'interno del negozio non c'è anima viva. Solo il titolare
Fernando Schinelli che sta per chiudere la saracinesca. Lo
sconosciuto gli si para davanti con il coltellaccio e glielo
avvicina minacciosamente al volto. "Dammi i soldi!" gli dice,
intimandogli di consegnare il portafogli all'interno del quale ci
sono cinquanta euro. Ovviamente non gli possono bastare. Il suo
obiettivo è il registratore di cassa.
Costringe quindi il farmacista ad entrare in uno sgabuzzino per poi
chiuderlo a chiave. Ha così il tempo di aprire la cassa e
impadronirsi di altri 150 euro. Non si impossessa di medicinali o
cosmetici, né prova a cercare altri posti dove potrebbe essere
custodito altro denaro. Incassata la somma esce e, con l'aiuto del
complice, si dà alla fuga facendo perdere le sue tracce.
Nel frattempo l'erborista, dalla finestra dello sgabuzzino, difesa
da inferriate, comincia ad urlare e a chiedere aiuto. Lo sente un
vicino che senza perdere tempo accorre e lo libera. Schinelli dà
subito l'allarme ai carabinieri, tant'è vero che la pattuglia di
Asola arriva sul posto in pochissimi minuti.
Purtroppo per dei banditi nessuna traccia. Gli uomini dell'Arma
continueranno la caccia per la notte intera ma, purtroppo, senza
risultato.
I militari sperano in qualche testimone, dal momento che ad Asola
non ci sono telecamere pubbliche.
(25 gennaio 2010)