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domenica 21.03.2010 ore 16.14
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Festivaletteratura, riscrivi la trama de "Il bacio di una morta"

La Gazzetta di Mantova aderisce a 'Qui comicia la lettura', l'iniziativa lanciata dal Festivaletteratura di Mantova, proponendo un'esercizio di scrittura sul libro di Carolina Invernizio, Il bacio di una morta. Letto il primo capitolo, ciascun lettore potrà continuare il romanzo proponendo una trama diversa o una sua personale interpretazione.

Dopo il “tormentone” di “Jolanda, la figlia del Corsaro Nero” dello scorso anno, l’avventura continua anche se dai mari d’Oriente si sposta ai salotti. Se Salgari, l’autore del libro dello scorso anno, non aveva mai viaggiato, la Invernizio "non ha mai peccato", come ha detto la scrittrice Bianca Pitzorno presentando l'evento. Era una signora molto dignitosa che certo non ha mai avuto un amante anche se ha scritto di tradimenti, tormenti d’amore e storie tanto torbide e travagliate».

Carolina Invernizio, piccolo borghese sposata a un militare di carriera, ha scritto qualcosa come 120 romanzi, almeno a quanto risulta, ma potrebbero essere anche di più. «Proprio per il fatto di essere stata tanto feconda, Gramsci la definì “onesta gallina della letteruratura italiana” e Gozzano disse di lei che “ aveva il nome di una serva” - ha continuato la Pitzorno -. Ma se ancora oggi, a distanza di cento anni e in una società tanto cambiata, la si legge ancora, questa gallina le uova non le faceva poi tanto male». Le sue storie in fondo sono davvero le “nonne” delle telenovelas anche se, con tutte le esagerazioni, le fughe, gli sbudellamenti, gli avvelenamenti, gli equivoci, i pentimenti e tanto altro ancora sanno smuovere i sentimenti. «I romanzi della Invernizio ci restituiscono la mentalità di un’epoca - ha proseguito la Pitzorno -. Erano tempi in cui il concetto di onore si basava su quello che la gente poteva pensare».

I protagonisti preferiti, almeno in quello che è stato il periodo fiorentino dell’autrice, sono gli aristocratici, mentre i poveri sono solo di “contorno”. Quando poi la Invernizio si trasferì a Torino con il marito, le storie cambiarono un po’ tono. Certo non si può parlare di coscienza di classe ma le storie si caricarono di umanità. Il mondo della povera gente cominciò a emergere sia nell’a spetto lombrosiano e irrecuperabile sia in quello dei miserabili ma onesti e puliti.

Sul sito di “Qui comincia la lettura”, è disponibile la versione integrale scaricabile del romanzo. Partecipate all'iniziativa leggendo il primo capitolo del romanzo (clicca qui per scaricarlo) e sviluppando una trama alternativa utilizzando non più di tremila battute.
(01 marzo 2007)
 
 
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