Sette candidati a sindaco di Mantova
Lombardia, no alla lista Formigoni
Tredici liste in corsa per Via Roma. Si vota anche a Redondesco, Manzambano e Curtatone
La sala del consiglio comunale di Mantova
La Lista per Lombardia di Roberto Formigoni non è stata ammessa
alle elezioni regionali per invalidità di oltre 500 firme. Lo ha
deciso la Corte di Appello di Milano.
I giudici dopo un controllo formale delle firme (l'unico
consentito in questa sede) ha ritenuto fondate le «doglianze»
contenute nel ricorso dei radicali. Le firme risultate non conformi
sono state 514 sulle 3.935 presentate. Questo comporta che le firme
valide sono 3.421, un numero inferiore da quello previsto dalla
legge la quale impone che le firme siano non meno di 3.500 e non
più di 5 mila. In particolare le irregolarità riguardano la
«mancanza di timbri sui moduli», mancanza di data
dell'autenticazione e «mancanza del luogo dell'autenticazione. Il
ricorso dei radicali non è invece stato accolto in riferimento alla
lista Penati presidente. La lista di Formigoni ha ora 24 ore di
tempo per presentare ricorso.
VERSO IL VOTO A MANTOVA
Verrà ricordata come la tornata elettorale dei colpi di scena.
Quelli riservati dalla presentazione delle liste per le comunali
sono parecchi. A partire dalla candidatura a sindaco a sorpresa
dell'ex assessore comunale Monica Perugini (già Pdci, poi Sinistra
Popolare) che entra in competizione con una lista ad hoc: Perugini
Sinistra Popolare. Sono dunque in sette i concorrenti per il posto
più importante di via Roma: Fiorenza Brioni, Nicola Sodano,
Antonino Zaniboni, Giampaolo Benedini, Corrado Andreani, Sergio
Ciliegi e, appunto, la Perugini. A sostenere i sette aspiranti
cittadini sono complessivamente tredici liste. Per un candidato
sindaco che spunta all'ultimo giorno utile, un altro rinuncia per
non aver raccolto le firme. E' il giovane avvocato Matteo Alberini
che da mesi aveva annunciato la sua scesa in campo con una lista
civica.
E c'è anche un aspirante sindaco fermato dall'ufficio elettorale
del Comune per irregolarità nelle firme. Si tratta di Walter
Malacarne, candidato indipendente dalla Destra di Storace. Ex
coordinatore di Alternativa sociale, Malacarne si è presentato ieri
mattina con il segretario del partito, Bruno Minotti, per
depositare le firme negli uffici di via Gandolfo. Ma ci sarebbero
dei sottoscrittori falsi e tutti i documenti sono stati sequestrati
dalla polizia. «Sospetto il trappolone - dice Malacarne - anche
perché si è presentato un esponente del Pdl dicendo che tra le
firme c'era anche la sua pur non avendo mai sottoscritto. E'
evidente che davamo fastidio proprio al Pdl. Fino alla sera prima
lo stesso Carlo Maccari ci aveva chiesto di allearci e sostenere
Sodano. Non abbiamo accettato. Non darò mai l'indicazione di voto
per Sodano. A questo punto meglio votare per la Brioni».
Le liste in campo. A sostegno della Brioni ci sono Pd Riformisti
per Mantova (con socialisti e civici), Insieme per la Brioni (verdi
e un radicale), Idv (con l'Api) e Per la Sinistra Unita (Prc, Per
la sinistra, Pdci e altre formazioni).
Per Sodano si sono schierate Pdl (con civici), Lega e Pri.
Zaniboni è sostenuto da Patto Nuovo e dall'Udc. Ciliegi da Forum.
Andreani dalla Acm, l'associazione civica mantovana. Perugini dalla
Perugini Sinistra popolare e Benedini da Per Benedini
sindaco.
L'architetto Benedini, intanto, replica all'attacco del leghista
Gianni Fava. «Dall'onorevole Fava né da chiunque altro intendo
subire diktat o ultimatum e ribadisco: sto con chi si rifiuta di
seppellire Mantova, dopo averla ridotta in coma - dice - quanto al
fatto di aver cercato in tutti i modi di essere il candidato dei
partiti, suggerirei col dovuto rispetto all'onorevole di non dare
interpretazioni forzate. Sono il candidato di una lista civica. I
contatti con i partiti sono stati esplorativi, con il solo fine di
conoscere i diversi esponenti».
(01 marzo 2010)