GIUSTIZIA MALATA
Giudici di pace in sciopero
In cinque per 1.600 processi
Le toghe onorarie non terranno udienze per due settimane. E nella sede di Mantova manca anche l'ascensore. L'udienza con un invalido si tiene in cancelleria.
di Andrea Moglia
«Abbiamo gli stessi doveri di un qualsiasi magistrato. Ma i
diritti?...». É scattato ieri lo sciopero di due settimane dei
giudici di pace. L'adesione, almeno in uno dei sette uffici della
provincia, quello di Mantova città, dovrebbe essere scarsa, se non
addirittura nulla. Eppure i motivi per protestare le toghe onorarie
di via Principe Amedeo li avrebbero. A partire da organico e
carichi di lavoro: ad affrontare la mole di quasi 1.600 sentenze
civili e penali all'anno sono in cinque. La metà di quelli
stabiliti per Mantova dal Consiglio superiore della
magistratura.
Chi è il giudice di pace? Lo sanno le centinaia di automobilisti
che fanno la fila per presentare ricorsi contro le multe da
autovelox o i contribuenti alle prese con le cartelle esattoriali
'impazzite'. Magistrati onorari, eletti per titoli e non a seguito
di un concorso come i giudici professionali, lamentano da sempre
una condizione di precarietà. «Troppi doveri, pochi diritti» dice
lo slogan dell'associazione nazionale sfoderato in occasione
dell'ultimo sciopero di categoria, nel luglio scorso. Per dire che
il giudice di pace non gode di assistenza per malattia e non ha
alcuna garanzia di continuità nell'incarico.
Nel Mantovano sono sette le sedi del giudice di pace: Mantova,
Castiglione delle Stiviere, Asola, Bozzolo, Gonzaga, Revere e
Viadana. Mantova, naturalmente, è la più corposa. Si fa per dire,
perché ad affrontare il volume di procedimenti che si accumulano al
ritmo di una trentina la settimana nella cancelleria di via
Principe Amedeo, a pronunciare sentenze sono solo la metà dei
giudici di pace previsti in organico. Chiaro che l'attività va a
rilento e che la logica dei cosiddetti
tempi certi è più
che mai aleatoria.
A rallentare la macchina della giustizia anche le carenze del
personale che assiste i giudici. «Dovremmo essere in sette, di
fatto siamo solo in cinque - lamentano alla cancelleria del giudice
di pace di Mantova - manca un cancelliere che segua le udienze
penali e l'attività d'ufficio, così come ci sarebbe bisogno di un
operatore giudiziario che faccia da assistente di cancelleria». E
con queste sono sette le figure professionali che mancano per
rendere gli uffici di via Principe Amedeo funzionanti come
stabilito, ma soltanto su carta, dal Ministero della giustizia.
Nonostante questo, così come avviene negli uffici giudiziari di
via Poma, anch'essi alle prese con croniche carenze di strumenti e
personale, la sede del giudice di pace riesce a far fronte ai suoi
obblighi di servizio. Lo fa con tre giorni di udienza la settimana:
il mercoledì e il giovedì con i procedimenti civili e
amministrativi, il martedì con quelli di carattere penale, in cui
vengono trattate sentenze che vanno dalle lesioni (non gravi) per
incidente stradale alla lite condominiale finita a parolacce e
ceffoni. Il ritmo è comunque relativamente sostenuto: la media è di
dieci fascicoli trattati per ogni giorno di udienza fino a un
massimo di quattordici. É anche vero che ad organico pieno si
potrebbero dimezzare i tempi.
MANCA L'ASCENSORE
Hai un'invalidità che ti costringe sulla sedia a rotelle? Sei
anziano e hai problemi a camminare? Il tuo posto allora non è
l'ufficio del giudice di pace di via Principe Amedeo. Qui le
udienze si tengono tutte al primo piano. Dove sta il problema? Che
non c'è ascensore. Per cui: o l'interessato è in grado di
affrontare i ventidue gradini della scala che porta alla sala
udienze o il procedimento sarà svolto in cancelleria, a piano
terra.
É accaduto il mese scorso, a cavallo di Natale, quando un anziano
invalido s'è presentato all'udienza che lo vedeva protagonista.
Aveva fatto ricorso contro una multa e quello era il giorno atteso
della sentenza. Ma dal giudice che l'aspettava di sopra non ha
potuto andare, non era in grado di affrontare la scala. E allora?
«Semplice, è accaduto ancora in passato: è sceso il giudice e il
procedimento s'è tenuto in cancelleria» spiegano negli uffici di
via Principe Amedeo.