LA LEGA: UN FURTO A SETTIMANA, IL PROBLEMA ESISTE
Il sindaco invita alla delazione
"Denunciate i clandestini"
I manifesti affissi in tutto il paese. L'osservatorio sulle discriminazioni di Mantova: "E' un palese invito alla delazione, pericolosissimo". L'opposizione: "Caccia alle streghe". Il vicesindaco leghista: "In paese un furto alla settimana"
di Maria Antonietta Filippini
Arrivi da Marcaria ed ecco i portici gonzagheschi e la chiesa del
Castello. A sinistra, le affissioni: i defunti, «firma per il
lavoro» del Pdci e il manifesto del Comune di San Martino
dall'Argine, nel Mantovano, sui clandestini.
Una frase è maiuscola, in neretto, carattere più grande:
«...chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio
comunale di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con
tempestività al sindaco, all'ufficio di polizia municipale o
all'ufficio anagrafe del Comune per i necessari atti
conseguenti».
Il testo fa un po' impressione nella patria del pedagogista
Ferrante Aporti. Ma leggiamo anche la parte alta del manifesto:
riporta il decreto Maroni dove punisce «da 6 mesi a 3 anni» chi per
«trarre ingiusto profitto» affitta o rinnova la locazione a persone
senza permesso di soggiorno e impone la verifica delle condizioni
igieniche degli alloggi in caso di iscrizione o variazione
anagrafica.
Ricordare ai cittadini una nuova legge è utile. Ma perchè quella
frase che, non fossimo in un paese di nemmeno duemila anime, così
tranquillo, farebbe gridare allo scandalo, all'istigazione contro i
più deboli, alla caccia all'uomo?
«Clandestini? Non credo, c'è qualche albanese, un po' di indiani»
ci rispondono nei negozi. Dal fotografo, alla pasticceria e
all'edicola nessuno ha visto o sentito parlare del manifesto.
Qualcuno segnala spacciatori di droga («gente di qui, però»), altri
periodici furti. Una signora cita un nullafacente straniero con
moglie che lavora. Una commerciante ha sentito di stranieri che
ospitano un connazionale a 250 euro al mese: «Sono furbi, non
creda. Però penso abbia il permesso».
Finalmente, dal giornalaio, un giovane ci risponde che il manifesto
lo conosce bene. «Sono un consigliere comunale, Novellini. E' per
le case, ci sono stati casi di immigrati ammucchiati che pagavano
anche tanto». In tabaccheria qualcuno ha commentato: «Se non c'è
lavoro, è meglio che tornino a casa».
In realtà San Martino dall'Argine è uno dei Comuni
mantovani con la più bassa percentuale di stranieri. Lo ammette lo
stesso vicesindaco Alessio Renoldi. E in paese non ci sono
clandestini, lo sostiene l'assessore alle politiche sociali, Cedrik
Pasetti: «C'erano problemi coi cinesi, un laboratorio tessile che
fu chiuso. Ma adesso hanno riaperto, sono in 4 regolari».
Il vicesindaco Renoldi e l'assessore Pasetti (leghisti)
E allora? Il sindaco Alessandro Bozzoli: «Niente di speciale,
abbiamo fatto conoscere la legge, si è deciso all'unanimità». Poi
ci indirizza al vicesindaco. Renoldi e Pasetti sono della Lega
Nord. Forse è stato il partito a suggerire il manifesto? «Nessun
imput, anche se nel direttivo provinciale si parla di queste cose,
in generale».
Avete letto prima il testo al segretario provinciale Bottari? «No!»
risponde Pasetti, fresco responsabile leghista per la zona 'doc'
Viadana, Bozzolo, Sabbioneta... E' un avvocato e non vuole passare
per testa calda, spiega che la sicurezza sta a cuore, anche quella
degli stranieri, spesso vittime di padroni di casa che si fanno
dare molto per sistemazioni indecorose.
Il manifesto è affisso da lunedì e nessuno si è visto. Ma
se qualcuno venisse? «Lo faremmo parlare con la polizia municipale,
che sa cosa fare». Cioè? «Noi siamo amministratori, per far
rispettare la legge ci sono vigili e carabinieri». Ma se finisse
nella rete una badante? «Sono tutte in regola, l'anagrafe è
aggiornata. A San Martino c'è la casa di riposo, l'assistente
sociale, il centro anziani, i volontari. Troveremo una badante in
regola».
L'Osservatorio sulle discriminazioni
Il manifesto di San Martino dall'Argine è «un precedente
pericolosissimo» per Articolo 3, osservatorio sulle
discriminazioni, che cita pure Ceresara.
«L'obbligo di comunicare la notizia di reato non spetta al
cittadino - dice Articolo 3 - ma alle autorità di pubblica
sicurezza. La legge 94/2009 (dl Maroni, ndr) non prevede l'obbligo
di denuncia di una notizia di reato. Se non si trae un vantaggio
iniquo dalla presenza di una persona non in regola con i documenti
di soggiorno non c'è alcun obbligo di riferire della stessa.
Riteniamo questo (il manifesto, ndr) un invito alla delazione. Il
cittadino... deve rispondere solo alla propria coscienza... non gli
si può chiedere di segnalare la semplice presenza nel territorio
comunale di esseri umani». Articolo 3 raccoglierà anche pareri
legali.
(23 novembre 2009)