Il vescovo di Mantova, Busti
"Eluana condannata a morte"
Diventa definitivo il decreto della Corte di Appello di Milano che
autorizza a sospendere l'alimentazione artificiale che tiene in
vita Eluana Englaro. È la conseguenza della sentenza della
Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura
di Milano contro il provvedimento del luglio scorso.
Il 9 luglio 2008 i giudici della prima sezione civile della Corte
di Appello di Milano non stabilirono soltanto che Eluana Englaro
aveva diritto a morire ma indicarono al padre Beppino, tutore della
figlia, anche le modalità per procedere all'interruzione
dell'alimentazione forzata che la tiene in vita la donna. Eluana,
si spiegava nel decreto, dovrà essere trasferita dalla clinica di
Lecco dove è ricoverata e che è gestita dalle suore Misericordine
di San Gerardo, in un hospice o in altra struttura adatta all'
«interruzione (...) del sostegno vitale».
Gli stessi magistrati milanesi ammisero di aver preso una
decisione «sofferta» ma «inevitabile» vista «la straordinaria
durata dello stato vegetativo permanente» di Eluana e la
«altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la
libertà e la sua visione della vita». Filippo Lamanna, il giudice
estensore del provvedimento, scrisse che si trattava di situazioni
che mal si conciliano «con la sopravvivenza solo biologica del suo
corpo in uno stato di assoluta soggezione all'altrui volere».
IL VESCOVO DI MANTOVA: UNA CONDANNA A MORTE
Il vescovo di Mantova, Roberto Busti, conosce molto da vicino la
vicenda di Eluana. Prima di guidare la diocesi di Mantova, Busti
era parroco di Lecco. Conosce il papà di Eluana e appena un mese fa
aveva visitato la donna, trovandola reattiva agli stimoli che
riceveva. Oltre ad avversare la decisione della Cassazione, il
vescovo di Mantova ha rilasciato questa dichiarazione:
«Viviamo in uno Stato di diritto. Ma è uno Stato di
diritto quello in cui si può condannare a morte? In nome di cosa
Eluana è condannata a morire? Che potere giuridico ha il papà di
Eluana?»
Il padre di Eluana,
Peppino Englaro, commenta: "La
sentenza dimostra che l'Italia è uno Stato di diritto". Toccherà a
Englaro dare il via all'interruzione dell'alimentazione alla figlia
che vive in stato vegetativo da 17 anni.
LA MOGLIE DI WELBY: FINITO IL LUTTO
Opposta la reazione di Mina Welby, moglie di
Piergiorgio,l'uomo condannato a vivere attaccato a una macchina. La
macchina fu staccata dopo una lunga battaglia
.
«Oggi finisce il lutto di Peppino Englaro - dice Mina
Welby, che si sente vicino al padre di Eluana - sono felice perché
la volontà di Eluana può essere adempiuta, temevo che tutto cioè si
prolungasse ancora di più e che le intrusioni ideologiche
continuassero. Capisco cosa prova Peppino Englaro, oggi l'ho
sentito ed era sereno. Credo che provi quello che anche io ho
provato per mio marito. Accettare la sua volontà, come ha fatto il
papà di Eluana, è stato un grande atto di amore».
Le suore: chi crede morta Eluana la lasci a noi
Quella ragazza, divenuta donna sotto i loro occhi in 16 lunghi
anni di stato vegetativo, le suore della clinica Beato Luigi
Talamoni di Lecco non la vogliono perdere e abbandonare per
sempre.
All'indomani della decisione della Corte di Cassazione, che ha
dato il via libera alla possibilità di rimuovere il sondino che
permette l'alimentazione e l'idratazione di Eluana Englaro, le
religioso che operano nella struttura sanitaria lanciano un ultimo
grido di speranza. «Se c'è chi la considera morta - supplicano -
lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva. Non
chiediamo nulla in cambio, se non il silenzio e la libertà di amare
e donarci a chi è debole, piccolo e povero».
Parole rivolte in una nota, indirettamente, alla famiglia Englaro,
chiamata ad un gesto capace di cancellare, in un sol colpo, una
battaglia che combatte da quasi vent'anni. «L'amore e la dedizione
per Eluana e per tutti coloro che si affidano alle nostre cure -
spiegano le suore lecchesi - ci portano ad invocare il Signore
Gesù, affinchè la speranza prevalga anche in questa ora difficile
in cui sperare sembra impossibile. Per questo, ancora una volta,
affermiamo la nostra disponibilità a continuare a servire, oggi e
in futuro, Eluana».