Influenza A, prime vaccinazioni
Il piano interesserà cinquantamila cittadini. Ecco cosa prevede e le categorie interessate
di Roberto Bo
È iniziata anche a Mantova la vaccinazione pandemica contro
l'influenza A/H1N1. Martedì pomeriggio nella sede dell'Asl a Dosso
del Corso sono arrivate le prime tremila dosi di vaccino per
contrastare il virus H1N1 e ieri mattina si è partiti con le
somministrazioni.
Il primo soggetto vaccinato non poteva non essere
la dottoressa Fausta Caramaschi, dirigente dell'Igiene Pubblica e
responsabile del piano vaccinazioni. Insieme alla dirigente Asl
sono stati vaccinati anche i medici del dipartimento di prevenzione
e i medici vaccinatori dei distretti. In totale una decina di
persone. Oggi e domani, dalle 14 alle 17, e sabato mattina dalle
8.30 alle 12 nei sei distretti dell'Asl sarà invece il turno di
medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, infermieri
dell'assistenza domiciliare, ostestrice e medici della continuità
assistenziale.
Questa prima tranche di vaccinazioni, che
comprende circa 700 soggetti, è stata definita con urgenza perchè a
partire dalla prossima settimana la cittadinanza over 65 sarà
chiamata a partecipare alla vaccinazione contro l'influenza
stagionale.
Il calendario della vaccinazione pandemica contro
l'influenza A proseguirà la prossima settimana con altre categorie:
personale ospedaliero del pronto soccorso, dei reparti di
Pneumologia, Malattie Infettive e Medicina, personale delle case di
riposo e degli istituti di riabilitazione, categorie a rischio e
personale dei servizi essenziali.
A conti fatti saranno circa 50mila i mantovani
sottoposti al vaccino contro il virus H1N1: 40mila soggetti a
rischio e 10mila tra operatori sanitari e operatori dei servizi
essenziali. Dall'Asl fanno sapere che il vaccino per questi
soggetti non è obbligatorio, anche se «vivamente consigliato», e
che al momento non è disponibile in farmacia.
Ma quali sono nel dettaglio le categorie a cui
viene consigliato il vaccino pandemico? Ricapitoliamo: personale
sanitario e di assistenza, addetto ai servizi essenziali per la
sicurezza e l'emergenza, addetto ai servizi di pubblica utilità,
donatori di organi. I soggetti considerati a rischio sono invece
quelli tra i 6 mesi e i 65 anni affetti da patologie che possono
sfociare in complicanze: malattie croniche dell'apparato
respiratorio, malattie dell'apparato cardio circolatorio, diabete
mellito, insufficienza renale, malattie degli organi emopoietici,
tumori, malattie con carente produzione di anticorpi, malattie
infiammatorie croniche, sindromi da malassorbimento intestinale,
importanti interventi chirurgici, malattie neuromuscolari.
(19 ottobre 2009)