Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
domenica 21.03.2010 ore 10.00
PUBBLICITÀ
condividi:

La città gemella nei Caraibi
Spedizione a Mantua in nome della solidarietà

di Roberto Borroni
Tutti noi che viviamo o abbiamo vissuto a l'Avana sappiamo che, più che una città, è una condizione spirituale...è il vento che lambisce la calle 23, dal Malecon fino a Calle 12, ma è anche l'alba che profuma di pane appena sfornato, ferita dal ruggito di quel mezzo di trasporto collettivo, diabolico e antidiluviano che la gente - data la sua forma - chiama affettuosamente camelo; è il duro lavoro nelle fabbriche del tabacco, la donna che di fronte al mare pronuncia parole antichissime, mentre lancia fiori a Yemaya, la dea yoruba dell'acqua...l'Avana è la sua gente. E ci sono tante Avana quanti sono i suoi abitanti. Perchè oltre ad essere una città sofferente e bellissima, l'Avana è un tentativo di appropriazione, di invenzione collettiva, una superstizione, una ferita aperta e un motivo d'orgoglio...

(Alex Fleites, Leonardo Padula Fuentes, Sentieri di Cuba, Nuova Pratiche Editrice, Milano, 1998) All'angolo di una strada un ragazzo armeggia attorno al motore di un'auto sgangherata che, a prima vista, assomiglia ad una Lada, il modello Fiat 124 costruito, non ricordo più in quali anni, in uno degli stabilimenti dell'URSS. Vicino alla Bodeguita del Medio, il mitico locale reso celebre da Ernest Hemingway, staziona una Cadillac, probabilmente della fine degli anni 40, senza le ruote. Sia l'una che l'altra si fanno notare per la fantasiosa verniciatura a strati che nasconde l'antico splendore.

LE AUTO. L'Avana può vantare un parco macchine unico al mondo; a volte sono ferme agli angoli delle strade in attesa che la fantasia del proprietario produca il pezzo di ricambio, rigorosamente costruito in modo artigianale, altre volte sfrecciano lungo le strade diffondendo rumori lancinanti. Anche questa è l'Avana. E poi il lungomare più famoso del mondo, il Malecon, Plaza de las Armas, Plaza Vieja, Plaza de la Catedral, il Paseo del Prado, la Plaza de la Revolucion con il monumento a José Marti e l'immagine stilizzata del Che: un succedersi ininterrotto di palazzi in stile liberty, neoclassico, barocco coloniale. L'Avana che si distende tra splendide piazze e palazzi ristrutturati grazie ad un programma di recupero promosso dall'Unesco e alcune zone degradate dell'Avana Vieja. Ma l'Avana è soprattutto la sua gente, disponibile al dialogo, straordinariamente aperta, colta e sensibile al rapporto con lo straniero. Donne e uomini che si dibattono tra mille contraddizioni e difficoltà, sovrastati da tanti problemi e capaci di inventarsi fantasiose soluzioni, che resistono e non si arrendono mai, orgogliosi del loro essere cubani, della loro bandiera, delle lotte condotte per l'indipendenza della loro patria dallo straniero, prima spagnolo poi americano.


FIDEL CASTRO. Sono così, i cubani; anche quelli che criticano Fidel e il regime amano la loro bandiera e la loro terra. Cuba ai cubani è quanto si sente ripetere sia dagli oppositori, sia dai sostenitori del castrismo. Io e Daniela a Cuba ci siamo già stati, ma per Alessia, Mirco, Simone e Chiara, nostri compagni di viaggio e di avventura, è la prima volta. Così si presenta ai loro occhi la capitale quando arriviamo. Ci coglie un violento acquazzone e tira un vento freddo che scende dal Canada e che i cubani chiamano el frente frio. L'appuntamento con Flora e Amalia è per le 12,30 del giorno successivo al nostro arrivo sulla scalinata del Capitolio, uno dei simboli della città, costruito nel 1929 a imitazione quasi perfetta del Campidoglio di Washington. Flora e Amalia sono le rappresentanti del Gruppo di Volontariato Civile-onlus di Bologna, una Organizzazione Non Governativa che gestisce alcuni progetti di solidarietà e cooperazione nel campo della istruzione e della salute a Cuba. Con loro e con le autorità cubane abbiamo discusso il nostro progetto e ne abbiano definito i dettagli organizzativi. Grazie a questa associazione, operante in molti paesi del mondo, è stata resa possibile l'iniziativa nell'isola caraibica della associazione mantovana Un bambino come amico, di cui è presidente Stefano Baù.
Pagina 1 di 2
Link correlati
Fotogallery
Ultim'ora
Londra, 09:57 GB: BROWN ARRUOLA RILUTTANTE TONY BLAIR PER ELEZIONI Kabul, 09:51 AFGHANISTAN: TEHERAN ADDESTRA I TALEBANI A FABBRICARE BOMBE Gerusalemme, 09:46 M.O.: NETANYAHU SFIDA QUARTETT0, AVANTI CON INSEDIAMENTI Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Un drappo rosso alla finestra: il corteo reagisce Un drappo rosso alla finestra: il corteo reagisce
Testate locali
Annunci (Mantova e Lombardia)
Annunci di lavoro (Mantova e Lombardia)
Enti e tribunali (Mantova e Lombardia)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Mappa del sito | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006