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domenica 21.03.2010 ore 22.37
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Le risposte di Anna Maria Cremonesi alle vostre domande

Edilizia scolastica, viabilità, tempo libero: il testo del filo diretto con il sindaco di Castel Goffredo
Richiamiamo la sua attenzione sui lavori di ristrutturazione della scuola dell’infanzia Don Ferrari. Vorremmo conoscere quando sarà terminato l’intervento e chiederle se possibile pensare ad una soluzione per il rifacimento della facciata, dei bagni nelle sezioni e la sistemazione del giardino.
Le insegnanti

A.M.C. - La scuola dell’infanzia Don Ferrari è in ristrutturazione seguendo un ben preciso progetto con una spesa per i lavori deliberata e stanziata. Essendo la spesa un punto fisso, non è possibile pensare di aggiungere altre opere che aumentano l’i mporto di appalto. E’ chiaro che nel plesso vi è una scuola appena realizzata ed una che ha diversi anni; il confronto balza subito agli occhi ed è anche logico fare in modo che non vi sia troppa differenza estetica tra le due costruzioni. A parere dell’A mministrazione Comunale la tinteggiatura della facciata e la sistemazione del giardino sono da realizzare successivamente, dopo aver vagliato l’importo finale dei lavori e la relativa capacità di spesa nel bilancio.

Quali cambiamenti importanti vorrebbe vedere a Castel Goffredo?
Marco Borsari

A.M.C. - Sarebbe necessario differenziare la produzione industriale poiché la calzetteria, come monosettore, presenta difficoltà nelle possibilità di crescita ed anche di tenuta. Ma per differenziare agli imprenditori servono più coraggio, più passione, e serve loro vedere il capitale meno come fine e più come mezzo. Alcuni imprenditori hanno investito soprattutto nel settore immobiliare ed oggi Castel Goffredo rischia di diventare una città dormitorio per il fatto che offre molti servizi, è diminuito il costo delle aree fabbricabili, sono disponibili tante abitazioni nuove ed in costruzione. Il nostro Comune registra - e non è un caso - il 15% di presenze straniere, un dato in continua crescita. Credo che sarebbe buona cosa, Governo permettendo, investire nella produzione di energia della quale l’I talia ha fortemente necessità. E poi bisognerebbe riqualificare il settore agricolo, considerando che abbiamo tanta ricchezza di acqua e terreni fertili.


Ci vuole spiegare la questione del parco La Fontanella?
Alida Dassena

A.M.C. - Il parco La Fontanella è stato gestito fino alla fine dell’estate 2005 dalla Pro-Loco. Tale gestione, meritevole per certi aspetti, creava tuttavia alcuni problemi di rapporti con le altre associazioni castellane, cresciute in questi ultimi anni sia di numero sia d’importanza. Così abbiamo voluto dare vita ad una nuova associazione che fosse espressione di tutte le associazioni del territorio. La Pro-Loco non ha voluto farne parte perché non ha condiviso la decisione dell’Amministrazione di elargire il contributo comunale alla associazione La Fontanella invece che alla sola Pro-Loco. Ora è il Consiglio Direttivo de La Fontanella a garantire il funzionamento del parco tutti i giorni dell’anno con programmi varati mensilmente.

Da qualche tempo anche Castel Goffredo ha installato nelle vie di ingresso del paese un nuovo cartello con questo divieto: E’ proibita la sosta delle carovane dei nomadi su tutto il territorio comunale. Vorrei chiedere al sindaco perché i nomadi non possono fermarsi nel nostro paese? Non usufruiamo forse anche noi delle loro attività? I nostri bambini aspettano sempre con grande entusiasmo l’arrivo delle giostre. I giostrai non sono forse nomadi? Allora perché non attrezzare adeguatamente delle aree di sosta per tutti?
Cleopatra Giazzoli

A.M.C. - Abbiamo inserito nella segnaletica posta all’inizio dell’area urbana anche quella che vieta la sosta ai nomadi, come già hanno fatto altri Comuni prima del nostro. Perché? Perché vogliamo difendere i cittadini pacifici, onesti e inermi da individui che da secoli vivono per loro libera scelta di furti, borseggi, accattonaggio e anche rapimenti di bambini. Non lo dico io ma la cronaca quotidiana, oltre all’esperienza diretta di tanti nostri concittadini che hanno avuto la disgrazia di ‘usufruire delle attività dei nomadi’. I giostrai sono nomadi che invece lavorano, ma siccome alcuni di loro riescono a dare qualche problema di sicurezza, finita la fiera deve finire anche la loro sosta tra noi.
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