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domenica 21.03.2010 ore 09.59
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Le risposte di Giovanni Pavesi alle vostre domande

Infrastrutture, sicurezza, servizi ai cittadini: il testo del filo diretto con il sindaco di Viadana
Ormai da qualche anno la coalizione di centrodestra che governa la Regione Lombardia, nel nome della cosiddetta 'libertà di scelta del cittadino/utente' ha, nella sostanza, drasticamente ridotto i finanziamenti destinati agli enti gestori dei più importanti servizi sociali (Rsa, centri diurni integrati, servizi di assistenza domiciliare, ecc.). In questo panorama che vede bisogni sempre crescenti (l'aumento della popolazione anziana/l'incremento dell'indice di invecchiamento delle persone/le dimissioni sempre più precoci dei pazienti dagli ospedali e dalle strutture di cura) a fronte di risorse sempre più ridotte, come pensa di assicurare una adeguata tutela ai suoi 'fragili' cittadini interessati dai predetti servizi?
Lorenza

G.P. - Il Comune di Viadana non ha ridotto le risorse finanziarie per l'area servizi alla persona, anzi vi è stato un incremento per poter sopperire ai tagli nazionali e regionali. Si è inoltre costituito un consorzio coi Comuni del distretto per servizi riguardanti l'area dei minori, degli anziani e dei portatori di handicap per gestire al meglio le risorse finanziarie e ricercare un sempre migliore rapporto tra costo e qualità dei servizi offerti. Si continua inoltre a ricercare innovativi metodi di selezione, in accordo con le parti sociali per scoraggiare gli opportunisti ed individuare i casi di effettivo bisogno. E' un percorso non facile ma ci stiamo lavorando. Resta costante il nostro rapporto con l'Asl, le aziende ospedaliere, le Rsa e tutte le aziende che offrono servizi sul territorio per garantire la qualità dei servizi ed evitare in tal modo che i continui tagli fatti dagli enti superiori non vadano a ridurre in modo selvaggio quanto queste aziende debbono dare al territorio. L'aumento delle tariffe a carico dei cittadini è una delle principali preoccupazioni che diventa percorso sempre più difficile da mantenere vista l'oggettiva qualità e quantità a tutt'oggi erogata.


Che analisi politica fa sul fatto che lei sia stato eletto, cinque anni fa, come primo sindaco post-comunista dal 1948 a Viadana, al secondo turno, e quest'anno stravotato, addirittura con quasi il 60% dei voti al primo turno anche da un cospicuo numero di elettori post-fascisti?
Giacomo Bellina

G.P. - Le appartenenze ideologiche del passato non sono più il supporto che motiva l'elettorato. Il pragmatismo è la nuova ideologia. Alle elezioni amministrative, non ha più senso parlare di post comunisti e di post fascisti. I dettami delle segreterie di partito e/o gli schemi ideologici fissi imposti dai superiori livelli non sono più alla base delle ragioni politico-amministrative con le quali i cittadini scelgono il proprio sindaco. Non importa a quale partito politico esso appartenga. Per le amministrative di quest'anno le cose fatte, le risposte e i servizi prodotti sul territorio, la volontà costante e continuata a fronte di un'opposizione pregiudiziale, in particolare della Lega costantemente avversa ad ogni provvedimento prospettato e realizzato, hanno deciso il resto confermando con quasi il 60% di voti il sindaco uscente, segno evidente di una soddisfazione e di un indice di gradimento incontestabile da parte dei cittadini.

Come ha fatto a farsi riconfermare in un Comune nel quale le ultime elezioni amministrative hanno visto sparire i comunisti dal consiglio comunale e le ultime elezioni politiche hanno assegnato al centrodestra la maggioranza assoluta nonostante il centrosinistra avesse con sé Verdi e Pensionati? Inoltre, come ha fatto a battere nel 2001 il centrodestra, che in quell'anno era al top e al quale bastava candidare qualsiasi cittadino per vincere?
Michele Calavalle

G.P. - Considero lo straordinario risultato delle elezioni amministrative del 2001 e riconfermato nelle recenti del maggio 2006 come il frutto di una strategia volutamente perseguita dal sottoscritto perfettamente coincidente con le scelte della CdL locale erroneamente e forzatamente perpetrate in entrambi i passaggi con un'arroganza politica ed una supponenza mai registrata. Nel 2001 è stato imposto a tutta la coalizione di centrodestra un candidato leghista non condiviso dagli alleati. Analogamente nel 2006 è stata sostituita gli ultimi giorni la lista di Forza Italia, nata da riflessioni locali, con un seconda voluta dai livelli dirigenziali regionali. Tali imposizioni non sono state in entrambi i casi supinamente accettate. E' evidente che l'egemonia leghista nella CdL locale non è assolutamente premiata dall'elettorato di centrodestra. La scelta fideistica al partito di appartenenza non è più la categoria che spinge l'elettore a decidere quali debbano essere i suoi amministratori locali. Ritengo siano queste le ragioni fondamentali per le quali 2 cittadini su 3 appartenenti al centrodestra, abbiano scelto un sindaco appartenente al centrosinistra. Sono altresì certo che ciò non sia una misura di confusione, di disorientamento ma di cosciente riflessione, preciso il giudizio di scelta, adeguata valutazione sulle persone in campo.
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