Le risposte di Giovanni Pavesi alle vostre domande
Infrastrutture, sicurezza, servizi ai cittadini: il testo del filo diretto con il sindaco di Viadana
Ormai da qualche anno la coalizione di centrodestra che
governa la Regione Lombardia, nel nome della cosiddetta 'libertà di
scelta del cittadino/utente' ha, nella sostanza, drasticamente
ridotto i finanziamenti destinati agli enti gestori dei più
importanti servizi sociali (Rsa, centri diurni integrati, servizi
di assistenza domiciliare, ecc.). In questo panorama che vede
bisogni sempre crescenti (l'aumento della popolazione
anziana/l'incremento dell'indice di invecchiamento delle persone/le
dimissioni sempre più precoci dei pazienti dagli ospedali e dalle
strutture di cura) a fronte di risorse sempre più ridotte, come
pensa di assicurare una adeguata tutela ai suoi 'fragili' cittadini
interessati dai predetti servizi?
Lorenza
G.P. - Il Comune di Viadana non ha ridotto le
risorse finanziarie per l'area servizi alla persona, anzi vi è
stato un incremento per poter sopperire ai tagli nazionali e
regionali. Si è inoltre costituito un consorzio coi Comuni del
distretto per servizi riguardanti l'area dei minori, degli anziani
e dei portatori di handicap per gestire al meglio le risorse
finanziarie e ricercare un sempre migliore rapporto tra costo e
qualità dei servizi offerti. Si continua inoltre a ricercare
innovativi metodi di selezione, in accordo con le parti sociali per
scoraggiare gli opportunisti ed individuare i casi di effettivo
bisogno. E' un percorso non facile ma ci stiamo lavorando. Resta
costante il nostro rapporto con l'Asl, le aziende ospedaliere, le
Rsa e tutte le aziende che offrono servizi sul territorio per
garantire la qualità dei servizi ed evitare in tal modo che i
continui tagli fatti dagli enti superiori non vadano a ridurre in
modo selvaggio quanto queste aziende debbono dare al territorio.
L'aumento delle tariffe a carico dei cittadini è una delle
principali preoccupazioni che diventa percorso sempre più difficile
da mantenere vista l'oggettiva qualità e quantità a tutt'oggi
erogata.
Che analisi politica fa sul fatto che lei sia stato
eletto, cinque anni fa, come primo sindaco post-comunista dal 1948
a Viadana, al secondo turno, e quest'anno stravotato, addirittura
con quasi il 60% dei voti al primo turno anche da un cospicuo
numero di elettori post-fascisti?
Giacomo Bellina
G.P. - Le appartenenze ideologiche del passato non
sono più il supporto che motiva l'elettorato. Il pragmatismo è la
nuova ideologia. Alle elezioni amministrative, non ha più senso
parlare di post comunisti e di post fascisti. I dettami delle
segreterie di partito e/o gli schemi ideologici fissi imposti dai
superiori livelli non sono più alla base delle ragioni
politico-amministrative con le quali i cittadini scelgono il
proprio sindaco. Non importa a quale partito politico esso
appartenga. Per le amministrative di quest'anno le cose fatte, le
risposte e i servizi prodotti sul territorio, la volontà costante e
continuata a fronte di un'opposizione pregiudiziale, in particolare
della Lega costantemente avversa ad ogni provvedimento prospettato
e realizzato, hanno deciso il resto confermando con quasi il 60% di
voti il sindaco uscente, segno evidente di una soddisfazione e di
un indice di gradimento incontestabile da parte dei
cittadini.
Come ha fatto a farsi riconfermare in un Comune nel
quale le ultime elezioni amministrative hanno visto sparire i
comunisti dal consiglio comunale e le ultime elezioni politiche
hanno assegnato al centrodestra la maggioranza assoluta nonostante
il centrosinistra avesse con sé Verdi e Pensionati? Inoltre, come
ha fatto a battere nel 2001 il centrodestra, che in quell'anno era
al top e al quale bastava candidare qualsiasi cittadino per
vincere?
Michele Calavalle
G.P. - Considero lo straordinario risultato delle
elezioni amministrative del 2001 e riconfermato nelle recenti del
maggio 2006 come il frutto di una strategia volutamente perseguita
dal sottoscritto perfettamente coincidente con le scelte della CdL
locale erroneamente e forzatamente perpetrate in entrambi i
passaggi con un'arroganza politica ed una supponenza mai
registrata. Nel 2001 è stato imposto a tutta la coalizione di
centrodestra un candidato leghista non condiviso dagli alleati.
Analogamente nel 2006 è stata sostituita gli ultimi giorni la lista
di Forza Italia, nata da riflessioni locali, con un seconda voluta
dai livelli dirigenziali regionali. Tali imposizioni non sono state
in entrambi i casi supinamente accettate. E' evidente che
l'egemonia leghista nella CdL locale non è assolutamente premiata
dall'elettorato di centrodestra. La scelta fideistica al partito di
appartenenza non è più la categoria che spinge l'elettore a
decidere quali debbano essere i suoi amministratori locali. Ritengo
siano queste le ragioni fondamentali per le quali 2 cittadini su 3
appartenenti al centrodestra, abbiano scelto un sindaco
appartenente al centrosinistra. Sono altresì certo che ciò non sia
una misura di confusione, di disorientamento ma di cosciente
riflessione, preciso il giudizio di scelta, adeguata valutazione
sulle persone in campo.