Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
mercoledì 17.03.2010 ore 00.03
PUBBLICITÀ
condividi:

Mafia, sequestrati due locali e un residence

di Corrado Binacchi
 Ville, appartamenti e terreni. Ma anche auto di lusso, locali notturni, aziende e attività commerciali. E' finito tutto sotto sequestro preventivo, perché secondo la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Brescia si tratterebbe di beni, del valore complessivo di 30 milioni di euro, di proprietà dei clan camorristici e dell'ndrangheta che avrebbero scelto l'area compresa tra il lago di Garda e le province di Brescia, Mantova e Cremona per mettere radici. E per ripulire il fiume di denaro sporco frutto delle attività della criminalità organizzata. Un centinaio i militari dei reparti di Verona, Cremona, Mantova, Lamezia Terme e Catanzaro, impiegati nell'operazione 'Mafia sul lago'. Un'indagine partita nel novembre del 2005. «E' il primo caso di emissione di questo provvedimento preventivo antimafia - hanno sottolineato al Comando della Finanza di Brescia presentando i risultati dell'indagine coordinata dal pm Silvia Bonardi - e questo implica il riconoscimento dell'esistenza, tra il Garda, Brescia, Mantova e Cremona, di soggetti che operano a tutti gli effetti in nome e per conto di associazioni criminali mafiose». E' seguendo la pista del riciclaggio di capitali illeciti che la Direzione distrettuale antimafia è arrivata a Roverbella. Gli uomini del Gico hanno bussato alle porte di uno studio di contabilità ed elaborazione dati, sede legale della Ast. Qui la All Stationary Tecnopaper ha tenuto i libri contabili («Li hanno cercati i Carabinieri e la Finanza ma noi non li vediamo da tempo» ha spiegato ieri al telefono un'impiegata dello studio). Ufficialmente la srl, attiva dal 1996, si occupa di attività immobiliari e di vendita all'ingrosso di materiali e prodotti tipografici. Secondo gli inquirenti è invece uno strumento della 'ndrangheta per riciclare il denaro. Tra i 49 immobili sequestrati c'è anche un complesso composto da 46 appartamenti che si trova a Ginepri, vicino a Lamezia Terme. Per la Procura di Brescia l'intera struttura - valore di 11 milioni di euro - è riconducibile alla Ast di Roverbella, e quindi a Gaetano Commercio, catanese che vive a Desenzano, e a Gaetano Antonio Fortugno, nato a Gioia Tauro ma residente a Lonato. E' una delle persone colpite da un'ordinanza di prevenzione della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Fortugno - finito nel mirino della giustizia tra il 2004 e il 2006 con due ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa - e i suoi fratelli, Marcello Domenico e Rocco (entrambi sottoposti alla misura di prevenzione), sono ritenuti dagli investigatori affiliati al clan Piromalli di Gioia Tauro. Dai controlli effettuati dalle Fiamme Gialle risulterebbe che il complesso immobiliare sequestrato a Ginepri sia stato acquistato nel 2000 dalla Ast (al prezzo di un miliardo e mezzo di lire di lire) da una società immobiliare di Malta ma con domicilio fiscale in Sicilia. La società maltese lo avrebbe acquistato nel 1996 (anno in cui inizia l'attività della Ast di Roverbella) per poi venderlo ad un'altra società, con la stessa sede della Ast, da cui lo avrebbe riacquistato dopo quattro mesi, sempre per un valore di un miliardo e mezzo di lire, e per poi rivenderlo alla Ast. Altri due immobili della Ast sono stati sequestrati in provincia di Vibo Valentia.

Ci sono anche due locali notturni del lago di Garda nell'elenco degli immobili sequestrati dal Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Brescia nell'ambito dell'inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nelle province di Brescia, Mantova e Cremona. Si tratta della discoteca Backstage, nata dalla ceneri del Biblò di Desenzano, e del night club Lamù (ex Vanity) di Lonato.
Secondo la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Brescia le società di gestione di night e discoteche, la G&G srl e la Milleventi srl, riconducibili a Gennaro Laezza e a Giuseppe Grano (entrambi nati ad Afragola ma residenti a Desenzano), rappresenterebbero gli strumenti operativi per il riciclaggio del denaro proveniente da attività criminali esercitate nel Sud dalla camorra, dalla famiglia denominata 'I pastori di Afragola'. Nel mirino degli uomini del Gico sono finite anche altre tre società di gestione di locali notturni: la Gst e la Beta Due snc di Desenzano (la seconda attività risulta di Patrizia Grano, sorella di Giuseppe e moglie di Gennaro Laezza), e l'Area Building, una srl con sede a Verona (secondo gli investigatori riconducibile a Francesco Carmelo Pisano, nativo di Gioia Tauro ma residente a Lonato) attiva nella gestione dei locali notturni e della sicurezza. Grano e a Laezza sarebbero collegati anche alla Imh, una holding finanziaria con sede a Lugano, in Svizzera, mentre sempre nel Bresciano (tra Gussago, e Padenghe) opererebbero, nel riciclaggio, società attive nell'edilizia, nel trasporto, nella pulizia e nel commercio, con un negozio di moda uomo a Desenzano.


(13 luglio 2007)
Ultim'ora
Baghdad, 23:27 IRAQ: PROIEZIONI, MALIKI E ALLAWI SONO TESTA A TESTA Roma, 22:52 BONAIUTI: BERSANI CAVALCA GIUSTIZIA PER QUALCHE VOTO Roma, 22:49 REGIONALI: BERLUSCONI, ANCORA UNA VOLTA VINCEREMO Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Gli editori contro la Gelmini Gli editori contro la Gelmini
Testate locali
Annunci (Mantova e Lombardia)
Annunci di lavoro (Mantova e Lombardia)
Enti e tribunali (Mantova e Lombardia)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Mappa del sito | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006