Maltempo, i fiumi tornano a far paura
Straripano il Chiese e il Secchia. Ancora allerta. Piena fuori stagione. Case allagate e 50 sfollati, ponti chiusi e stop ai treni
MANTOVA. Cinquanta sfollati. Ponti stradali e
ferroviari chiusi. È massima allerta per la situazione degli
affluenti del Po per l’inconsueta piena invernale causata da
pioggia ed alte temperature che hanno sciolto la neve hanno fatto
repentinamente alzare i livelli. Ad Asola il Chiese è esondato
allagando campagne ed isolando alcune abitazioni; nella Bassa il
Secchia ha raggiunto i massimi storici arrivando in alcuni punti a
lambire la sommità degli argini.
La situazione più critica permane quella del bacino del Secchia.
In quattro giorni qui si sono registrate tre ondate successive di
piena. La prima, il giorno dell’antivigilia, ha fatto segnare a
Ponte Alto, nel Modenese una quota di +9.33, vicina ai massimi
storici. Il passaggio di quest’ondata e stata seguita da una
seconda, il giorno della vigilia. Ma mentre questo grande volume d’a
cqua scendeva lentamente a valle, da monte, sull’Appennino, si è
verificato il giorno di Natale un fenomeno raro: l’innalzamento di
dieci gradi della temperatura provocato dallo scirocco con il
limite del gelo, lo zero termico, salito sopra i mille metri. La
pioggia è quindi caduta sulla neve già in via di scioglimento.
L’improvviso disgelo ha fatto precipitare a valle un muro d’acqua
che in poche ore ha innalzato il livello del Secchia di 7 metri. Ma
la quota delle acque era già elevata per le due precedenti piene.
Si è quindi generato un effetto combinato che ha fatto schizzare il
fiume a livelli record. Sempre a Ponte Alto, punto di riferimento
idraulico del Secchia, ieri l’idrometro dell’Aipo, tarato sino a
dieci metri, è andato fuori scala. Il colmo di piena, ricostruito
con altri idrometri, è stato stimato in +11.93 centimetri,
superando tutte le serie storiche di piena. Anche all’idrometro
delle Mondine di Bondanello, la quota raggiunta si è assestata nel
pomeriggio fra quelle storiche, facendo segnare in serata un +27.30
sul livello del mare, quota mai raggiunta da quarant’anni a questa
parte. In serata la piena ha raggiunto Quistello e in nottata San
benedetto Po. Da qua la decisione di chiudere io ponte stradale di
Bondanello, dove il transito è stato vietato dalle 10.30, ma anche
quello ferroviario fra Quistello e Bondanello, della linea Suzzara
Ferrara. I treni sono stati sostituiti da pullman che hanno
effettuato il trasbordo fra Quistello e San Benedetto Po generando
disagi e ritardi.
Il ponte della ferrovia, un manufatto del 1954, è stato chiuso per
permettere alla protezione civile di colmare con sacchi di sabbia
il varco nei due argini dove passano i binari. I terrapieni,
infatti, sono stati innalzati di un metro dalla piena storica del
1971. Non così il ponte, che in serata è stato in parte sommerso
dall’acqua.
Critica, ma il giorno di Natale, la situazione invece per il
Chiese, che è esondato ad Asola isolando completamente alcune
abitazioni poste nelle zone più basse del territorio, in frazione
di Barchi e ad Acquanegra. Le acque hanno invaso i giardini
pubblici, circondando la casa della Musica, e il villaggio del
Chiese, dove i residenti sono stati invitati a togliere le auto dai
garage interrati. Eccezionale l’opera della Protezione civile,
della croce Rossa e dei Vigili del fuoco che nella notte di Natale
e nella mattinata del 25 hanno aiutato a svuotare cantine a rischio
allagamento e posizionato sacchi di sabbia a difesa delle case
isolate.
Tranquilla la situazione del Po, dove una ondata è transitata ieri,
facendo toccare i + 4.50 a Borgoforte. Chiuso, infine, il ponte di
Torre d’Oglio.
(
fr.r.)
(27 dicembre 2009)