Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
giovedì 18.03.2010 ore 14.10
PUBBLICITÀ
condividi:

Moldova, la rivoluzione via Internet

di Paolo Bergamaschi
Contrariamente a quanto avviene con le altre repubbliche dell'ex Unione Sovietica i collegamenti fra la Moldova e l'Italia sono comodi e veloci. Non c'è bisogno di scali intermedi in qualche hub dell'Europa centrale: ci sono voli diretti per Chisinau da Milano, Roma e Verona.

Pochi sanno che il nostro Paese ospita la più grande comunità moldava all'estero. Te ne accorgi la domenica pomeriggio quando nel giorno di riposo catturi qualche parola di chiara origine latina fra le badanti che vanno a passeggio nei giardini semi-deserti dei nostri centri storici oppure in campagna fra i braccianti durante la raccolta di meloni, angurie e pomodori.

Sono 132.000 i cittadini moldavi registrati ufficialmente in Italia, ma si presume che fra stagionali, ricongiungimenti familiari, e immigrati illegali il numero reale sfiori i 300.000. Le statistiche indicano, da qualche anno, la Moldova come il paese più povero del vecchio continente. Un quarto della popolazione, un milione di persone circa, vive fuori patria contribuendo in maniera decisiva con le proprie rimesse alla sopravvivenza del Paese.

C'è ressa all'aeroporto Catullo. Il volo per Chisinau è esaurito in ogni ordine di posti; in Moldova ricorre la festa dei morti e chi può approfitta dell'occasione per far ritorno al paese di origine. Vedendomi con solo uno zainetto sulle spalle, la signora bionda che mi precede al check-in mi supplica di registrare a mio carico uno dei tanti bagagli che vorrebbe portare con sé. Accetto, ovviamente, di buon grado.

Risiede da qualche tempo in provincia di Verona, dove svolge le mansioni di badante. In patria l'aspetta la famiglia, che vive a pochi chilometri dalla capitale. In valigia, confessa, ha messo anche pezzi di carne congelata. Le condizioni di vita spiega in un buon italiano sono ancora estremamente difficili per chi abita fuori città. Aliona, la signora che siede in aereo al mio fianco, lavora, invece, come infermiera con la sorella, seduta poche file dietro, nella casa di riposo di Valeggio sul Mincio.


Le ore di volo sono per me tempo di lavoro prezioso da sfruttare per leggere documenti e approfondire le questioni che dovrò affrontare all'arrivo. La Moldova è l'unico paese dello spazio post sovietico, dove il partito comunista è ritornato al potere, nel 2005, per via democratica. Lo scorso 5 aprile i moldavi sono andati alle urne per rinnovare il parlamento confermando i comunisti al governo.

Sono rimasti solo gli anziani nel mio paese - dice Aliona - non conoscono quello che succede altrove e sono ancora legati al vecchio regime, spiega I giovani, però, non la pensano allo stesso modo. La televisione è una formidabile finestra sul mondo che in un Paese povero come la Moldova accresce le frustrazioni di chi non vede un futuro degno di tal nome in patria.


La stampa internazionale l'ha definita la Twitter revolution riferendosi all'omonimo sito web di relazioni sociali. E' stato, infatti, grazie ad un appello comparso su Twitter, Facebook e a centinaia di Sms rilanciati in pochi minuti come un'interminabile catena di Sant'Antonio che, all'indomani della consultazione elettorale, decine di migliaia di giovani, per lo più studenti, si sono mobilitati nel centro di Chisinau per denunciare presunte frodi. I partiti di opposizione, spiazzati in un primo momento dalla manifestazione spontanea, si sono successivamente accodati ai cortei riprendendo le accuse.

Alcuni dimostranti hanno, poi, fatto irruzione nel parlamento e nel palazzo presidenziale saccheggiando gli uffici, rubando computer e appiccando fuoco ad archivi e mobilia. La reazione della polizia non si è fatta attendere ed è stata pesante, spietata, brutale. Gli ospedali della capitale hanno avuto il loro da fare per soccorrere e curare i feriti e più di trecento persone sono state arrestate dalle forze di sicurezza e trasferite, in seguito, nei commissariati e nelle prigioni del Paese.

Le immagini degli scontri e delle violenze sono subito arrivate tra i banchi del parlamento europeo che, prima di esprimersi sull'accaduto, ha deciso di inviare in Moldova una commissione d'inchiesta. Sui pennoni degli edifici occupati i manifestanti avevano issato le bandiere di Romania e Unione Europea. E all'Europa e all'ex madre patria che affidano le proprie speranze le giovani generazioni moldave.
Pagina 1 di 4
Altri contenuti che parlano di Paolo Bergamaschi
L'orgoglio del Kosovo indipendente Gaza, la vita in una gabbia Tutti i contenuti
Ultim'ora
Roma, 14:02 INCHIESTA TRANI: SU INNOCENZI VALUTERA' COMITATO ETICO AGCOM Roma, 13:40 FIAT:SCHIFANI,ASSORBITE INGENTI RISORSE,NON CHIUDA T.IMERESE Varsavia, 13:18 POLONIA: 3 CONDANNE PER IL FURTO DELL'INSEGNA DI AUSCHWITZ Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Riccardo Rossi: alla mia et- Riccardo Rossi: alla mia età
Testate locali
Annunci (Mantova e Lombardia)
Annunci di lavoro (Mantova e Lombardia)
Enti e tribunali (Mantova e Lombardia)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Mappa del sito | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006