IL PRESIDIO DEI GONZAGA RIFUGIO DEI DISPERATI
Salviamo dal degrado la Rocca
di Sparafucile e di Rigoletto
L'area circostante è diventata un parcheggio per camper, ma la
rocca di Sparafucile versa ancora in condizioni di massimo degrado.
Materassi, poltrone e i segni inquevocabili che fino a poco tempo
fa qualcuno viveva in mezzo alla sporcizia del fortino. O ci vive
ancora. Tra rifiuti di ogni genere e topi.
Dal 1994, quando fu chiuso l'ostello della
gioventù, la situazione è peggiorata di anno in anno, tra immigrati
che usano la struttura come dormitorio, un paio di incendi dolosi e
persino un'occupazione pacifica del collettivo studentesco.
Una rete divide l'area di sosta, in
perfette condizioni, dall'edificio fatiscente e abbandonato a se
stesso. Nella rocca ancora oggi si può entrare senza difficoltà, da
una porta di fronte al parcheggio: da lì si comincia un tour tra
scalini di legno pericolanti, odori nauseabondi, decine di
bottiglie di plastica e quel che rimane di mobili e poltrone.
Una quindicina di poltroncine di cui è
impossibile intuire il colore, sparse nelle varie stanze. Tutti i
pavimenti sono ricoperti da fogli di giornali italiani ed esteri.
Zone umide, in cui non filtra luce, si alternano a stanze che un
tempo erano dei bagni. Ci sono anche i resti delle docce.
C'è perfino un libro di storia per ragazzi delle
medie, in buone condizioni: non è coperto da polvere e ragnatele
come il resto degli oggetti. Ma allora, qualcuno vive ancora
nell'ex presidio militare dei Gonzaga, all'ingresso della città? E
ci sono anche dei bambini?
Squallore, sporcizia, pavimenti invasi da insetti
di ogni genere. In alcune stanze ci sono ancora i segni degli
incendi che hanno danneggiato gravemente gli interni nel 2003 e due
anni fa. Altre stanze sono 'arredate' come camere da letto: un paio
di materassi e dei comodini. Le condizioni igieniche, neanche a
dirlo, sono raccapriccianti. Tutto è avvolto da polvere, ragnatele
e sporcizia.
E pensare che la rocca, nei progetti comunali, dovrebbe
essere il luogo dell'accoglienza mantovana, un ufficio turistico
dove informarsi sulle bellezze della città. Ad oggi, subito prima
di percorrere il ponte di San Giorgio e ammirare il profilo della
città, sulla destra si nota una struttura fatiscente. La vergogna
della rocca rimane. Così come rimane il sospetto che qualche
disperato pensi che la struttura possa essere un luogo
insospettabile dove rifugiarsi.
(Vincenzo Corrado)
IL COMUNE RISPONDE...
L'assessore comunale al Demanio , Luciano Battù spiega:
««La zona va rivalutata e la rocca diventerà un punto d'accoglienza
per i turisti che arrivano in città». Ma è la stessa frase
rassicurante con cui sindaci e assessori da anni commentano la
vicenda. Il problema è che la rocca è di proprietà demaniale e le
trattative del Comune per la concessione non sono ancora andate a
segno.
«Nelle prossime settimane avremo un nuovo
incontro con il Demanio perché la rocca è una delle nostre
priorità. In quanto tempo si potrà sbloccare la trattativa? Non si
può prevedere, speriamo il prima possibile» aggiunge l'assessore.
L'area circostante è già in concessione al Comune che l'ha
riqualificata, facendone un parcheggio per camper.
Ma qualcuno vive ancora nell'ex presidio militare
dei Gonzaga?
E ci sono anche dei bambini? Battù spiega che secondo il Comune e
le forze dell'ordine la struttura è chiusa: nessuno potrebbe
entrarci né tanto meno abitarci
E pensare che la rocca, nei progetti comunali, dovrebbe
essere il luogo dell'accoglienza mantovana, un ufficio turistico
dove informarsi sulle bellezze della città. Ad oggi, subito prima
di percorrere il ponte di San Giorgio e ammirare il profilo della
città, sulla destra si nota una struttura fatiscente, abbandonata.
«Il resto dell'area è stata riqualificata al
meglio - conclude Battù - faremo di tutto per accelerare il più
possibile le trattative per la concessione della rocca. E' una
questione che ci sta molto a cuore e non lasceremo che trionfi il
degrado». (
V.C.)
(30 settembre 2009)