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Mantova scelta come capitale italiana della cultura per il 2016

La città lombarda ha battuto le altre nove città arrivate in finale: Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni

Mantova sarà la capitale italiana della cultura 2016. Lo ha annunciato ieri il professor Marco Cammelli, capo della commissione, durante la presentazione ufficiale al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Alla città lombarda andrà un milione di euro per la realizzazione del progetto presentato in fase di candidatura e l’esclusione delle risorse investite dal vincolo del patto di stabilità.

Mantova, in fase di candidatura, ha presentato un progetto basato sulla valorizzazione di suoi monumenti, in modo che ci sia una perfetta fusione tra la città moderna e il proprio passato rinascimentale. «Non è solo un milione di euro che ci arriverà – ha commentato a caldo il sindaco Palazzi - È il riconoscimento a una città piccola, ma con una vocazione internazionale e un patrimonio straordinario. Stiamo cercando di aprirla al mondo, molto di più, investendo sul recupero del patrimonio, sulla rigenerazione urbana, sulla fiducia di una città che ha voglia di esserci e di contare molto di più nel paese e in Europa». Il progetto presentato punta «su una riorganizzazione complessiva del territorio coinvolgendo 14 comuni e tutte le loro realtà economiche. E ci siamo già portati avanti con un investimento di 3 milioni di euro del Comune per il 2016 in un piano che comprende anche Palazzo Ducale, Torre della Gabbia, Palazzo Te, il food, la cultura, il ventesimo anniversario del Festivaletteratura», ha aggiunto ancora il primo cittadino mantovano.

L'anno scorso il titolo era andato a cinque città (Lecce, Siena, Cagliari, Perugia-Assisi e Ravenna). “Nel 2014 la decisione è stata presa a ridosso delle date, quest’anno, invece, abbiamo avuto più tempo - ha spiegato il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini - Quest’anno si tratta di un riconoscimento vero: solo una città sarà capitale della cultura per tutti i 12 mesi. L’obiettivo delle prossime edizioni è quello di annunciare all’inizio dell’anno precedente il nome della città che diventerà capitale l’anno successivo, ad esempio a gennaio 2017 si saprà quella del 2018. Spero - ha aggiunto Franceschini - che il prossimo anno si candideranno più città”. Quest'anno, infatti, se ne sono candidate 24 ma la commissione ne ha selezionate 10. Le altre nove città sono però in lizza per l’edizione del 2017.

Un po’ di delusione tra i rappresentanti delle città candidate che erano in lizza con Mantova, ma anche la speranza di poter essere scelte per l’edizione successive. Tra le finaliste battute, infatti, il 25 gennaio si proclamerà la Capitale del 2017. Proposte interessanti anche dalle nove città uscite sconfitte. Aquileia, ad esempio, ha presentato un progetto che ha al centro l’archeologia e che tende a valorizzare i propri tesori, riportando ai giorni nostri i valori della convivenza e del dialogo. Per fare questo, il Museo della città ospiterà le opere d’arte dei paesi dove questo dialogo è a rischio, come ad esempio i paesi del medio oriente.

Como ha invece scelto la musica. Il progetto "Estro armonico : le stagioni del lago" si ispira alle stagioni di Antonio Vivaldi e ha come obiettivo quello di creare un distretto culturale lungo le sponde del lago. Teatro, musica e festival all'aperto saranno alla base del programma primaverile ed estivo, mentre autunno e inverno saranno dedicati rispettivamente a scuola e ricerca.

Ercolano punta sull’archeologia. Il progetto della città campana prevede l’organizzazione di eventi culturali che mettano in relazione quattro elementi: mare, tradizioni, tecnologia e archeologia.

Pisa ha deciso di puntare su tradizione e innovazione, con un progetto sulla navigazione per ricordare sia il passato (Repubblica marinara), sia il presente (internet). L'altra città toscana in corsa, Pistoia, ha puntato sui festival come il "Pistoia Blues", le rassegne di antropologia "Dialoghi sull'uomo" e sulle trasformazioni urbane "Leggere la città".

Parma cerca, invece, un “nuovo equilibrio tra tradizione e attualità”. Lo slogan è “Cultura in ascolto”, tema che viene declinato nella letteratura, nella moda, nel disegno, nella musica e nel digitale. Il centro storico ospiterà un “eco museo urbano” e sarà allestito un distretto del cinema dedicato a Bernardo Bertolucci.

Il progetto di Spoleto si ispira alla Gerusalemme celeste: 12 porte attraverso le quali passano altrettanti settori. Ad esempio, quella della giustizia richiama il carcere, quella dei talenti la formazione. Taranto torna alle origini con il progetto “Taranto città spartana” che presenta mostre, manifestazioni sportive e festival musicali, teatrali e artistici. Terni vuole invece lasciarsi alle spalle l’immagine di città industriale. Con il progetto presentato in fase di candidatura, vuole dare risalto al settore delle imprese culturali nate nella città, puntando sull’architettura, sulla urban art e sui festival.

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