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Furbetti del cartellino licenziabili, via libera del governo ai dl Madia

Primo via libera del Consiglio dei ministri a due dei tre decreti correttivi della riforma Madia della Pubblica amministrazione, ritenuti illegittimi dalla Corte Costituzionale lo scorso novembre. La riunione ha esaminato il decreto bis sulle partecipate pubbliche e quello sui licenziamenti lampo dei cosiddetti "furbetti del cartellino"

ROMA. Primo via libera del Cdm ai decreti Madia bis sul taglio delle partecipate e il licenziamento lampo per i "furbetti del cartellino". Sono i provvedimenti correttivi dei testi originari, già in vigore, che il Governo ha deciso di varare dopo la sentenza della Consulta sulla riforma della P.a. Pronuncia che ha imposto l'intesa con le Regioni. Secondo quanto si apprende, invece il s al riordino della dirigenza medica delle Asl è stato rinviato, visto che Madia avrebbe chiesto la presenza anche di Lorenzin, firmataria del decreto,oggi assente.

Le modifiche sul decreto partecipate riguardano la proroga dei termini per la presentazione dei piani di razionalizzazione (dal 23 marzo al 30 giugno) e dei conseguenti elenchi degli esuberi. Spostata in avanti anche la scadenza per l'adeguamento degli statuti alle novità (fine luglio). C'è poi un maggior coinvolgimento delle Regioni nelle decisioni. Inoltre la regola dell'amministratore unico risulta un po' ammorbidita, visto che non sarà più un decreto ad hoc a stabilire i criteri per la deroga ma basterà la delibera, seppure motivata, dell'assemblea. Sui furbetti del cartellino non cambia invece nulla (solo l'ampliamento dei termini per l'azione contro il danno d'immagine).

Così i furbetti del Comune di Sanremo Su 528 dipendenti del Comune di Sanremo, 196 hanno commesso irregolarità nella timbratura dei cartellini e nella presenza sul luogo di lavoro: timbravano il cartellino e poi se ne andavano via - uno a fare canottaggio - oppure se lo facevano timbrare da un collega per coprire ritardi o uscite anticipate. È quanto risulta da un'operazione della compagnia della Guardia di Finanza di Sanremo che ha portato a 35 arresti domiciliari, otto persone soggette alla misura cautelare dell'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, 71 denunciati a piede libero e altri 82 dipendenti risultati colpevoli di condotte illecite di minore gravità

Resta quindi confermato tutto l'impianto: sospensione in 48 ore e licenziamento entro un mese per chi viene colto a strisciare il badge e andare poi a casa. Viene anche responsabilizzata la figura del dirigente: chi si gira dall'altra parte rischia a sua volta il licenziamento. Per quanto riguarda, invece, i dirigenti sanitari delle Asl, il decreto correttivo sarà esaminato in uno dei prossimi Cdm.

La ministra della P.a, Marianna Madia, ha preferito rinviarne l'approvazione per cortesia istituzionale: mancava alla riunione la titolare della Salute, Beatrice Lorenzin, ovvero il ministro che segue nel merito il provvedimento. I decreti correttivi passati oggi in Cdm dovranno ora acquisire l'intesa in Conferenza unificata e Stato-Regioni, e i diversi pareri previsti dalla legge, inclusi, ovviamente, quelli delle commissioni parlamentari competenti. Nel frattempo sono fatti salvi tutti gli effetti, come precisato dal Consiglio di stato e dagli stessi correttivi. Quanto alla riforma degli statali, con novità dalla valutazione alle assunzioni, i testi sono attesi, sempre per il via libera preliminare, nel Cdm della prossima settimana, probabilmente gioved 23 febbraio.

Al bar o ad allevare bovino, blitz conrto i furbetti del cartellino nel Milanese Uno alleva bovini, un altro supervisionava i lavori di ristrutturazione di una casa, il terzo andava a bar, prendeva un caffè e leggeva i giornali. Tutti e tre, però, erano dipendenti del comune di Paderno Dugnano. Il giudice per le indagini preliminari della procura di Monza ha messo la parola fine sulla carriera dei tre furbetti del cartellino. A segnalare che qualcosa non andava erano stati gli stessi colleghi del terzetto. Da lì sono partite le indagini condotte dalla polizia locale di Paderno Dugnano e durate sei mesi: da gennaio a luglio dello scorso anno. Uno di loro, il 55enne, impiegato negli uffici del comune è agli arresti domiciliari. Per altri due è arrivato l'obbligo di dimora

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