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Fioriere e new jersey: così le città italiane proteggono dai terroristi i luoghi a rischio

Prefetti al lavoro: blindati monumenti e punti sensibili. Da Palermo a Milano le misure per rispondere all’allarme

ROMA Dopo l’attentato di Barcellona e le minacce dello Stato Islamico al nostro Paese, da Nord a Sud continua il dispiegamento di misure di sicurezza per proteggere i luoghi sensibili da eventuali terroristi. 

Ieri in tutti i capoluoghi si sono riuniti i comitati provinciali per la sicurezza, per individuare i punti a rischio dove predisporre oppure rafforzare i dispositivi di protezione, e in molte città sono state posizionate le barriere anti-sfondamento che dovrebbero impedire l’accesso dei veicoli alle zone sensibili: new jersey o fioriere in cemento.
 
A Napoli l’accesso a via Toledo, una delle principali strade dello shopping, è stato bloccato con delle fioriere collocate a zig zag in modo da permettere l’accesso ai mezzi di soccorso. Lo stesso a Palermo, dove le barriere sono state collocate agli ingressi delle centrali via Maqueda e corso Vittorio Emanuele. A Genova ed Ancona sono state piazzate delle barriere fisse nei luoghi a rischio, e nel centro storico di Pisa sono stati collocati trenta new jersey, mentre per la passeggiata sul lungomare di Viareggio si pensa a pesanti fioriere che impediscano il transito di mezzi pesanti. 
 

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A Roma, invece, le fioriere verranno rimesse all’inizio di via dei Fori Imperiali, mentre è allo studio l’ipotesi di posizionarle anche all’accesso di via del Corso, che è parzialmente pedonale. Inoltre, verrà rafforzata la presenza delle forze dell’ordine nelle zone più frequentate la sera, sia in centro che nei quartieri più periferici, oltre che sul litorale di Ostia, Anzio e Nettuno, affollato da romani e turisti.
 
Anche a Milano sono state posizionate delle nuove barriere, sulla Darsena e i Navigli e a corso Como, vicino alla torre Unicredit. L’amministrazione comunale ha poi  lanciato un appello  ai writer milanesi per colorare le barriere di cemento per renderli meno antiestetici, anche se l’idea resta quella di sostituire i new jersey con dei dissuasori di altro tipo: ad esempio i piloni uniti da catene d’acciaio collocati sul lungomare di Nizza dopo l’attentato del luglio 2016, che sono in grado di frenare la corsa dei tir.
 
E c’è anche chi, come l’architetto Stefano Boeri, propone di usare come barriere gli alberi: «Invece che snaturare gli spazi più vitali e aperti delle nostre città riempiendoli di barriere in calcestruzzo», ha scritto Boeri su Facebook, «dovremmo contrapporre all’istinto di morte di queste belve umane la calma presenza delle piante», progettando «grandi vasi, all’occorrenza riposizionabili, ciascuno ospitante un albero», da collocare agli ingressi di ogni spazio pubblico da proteggere. 
 
L’innalzamento dell’allerta non riguarda però solo le vie delle città: l’attenzione è alta anche in musei e centri commerciali, e nei luoghi delle grandi manifestazioni estive. Nei giorni scorsi sono state aumentate le misure di controllo e filtraggio al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, e alle feste dell’Unità in corso in diverse città: e anche per i festival culturali al via nelle prossime settimane – come quello della Filosofia di Modena – è prevista una vigilanza rafforzata. 

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