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Malore in spiaggia, morto ex agente "Faccia da mostro"

Giovanni Aiello, che aveva 71 anni, è deceduto tra i bagnanti mentre cercava di portare a riva la propria barca. Nei giorni scorsi il suo nome - in passato entrato nelle indagini su casi irrisolti aperte dalla Procura di Palermo - era tornato alla ribalta per i suoi presunti rapporti con Bruno Contrada

MONTAURO (Catanzaro). E' morto stamani stroncato probabilmente da un malore Giovanni Aiello, l'ex poliziotto della Mobile di Palermo con passato nei servizi, conosciuto alle cronache come "Faccia da mostro" e al centro di alcune vicende controverse. A dare la notizia è il sito Weboggi. L'uomo, che da anni viveva a Montauro, sulla costa ionica catanzarese, è deceduto tra i bagnanti mentre cercava di portare a riva la propria barca.

Dopo avere tirato su l'imbarcazione assieme ad altri bagnanti che lo hanno aiutato Aiello si è accasciato. Giovanni Aiello, che aveva 71 anni, è stato soccorso immediatamente dalle persone che si trovavano nella spiaggia. E' stato anche utilizzato un defibrillatore, recuperato in una struttura balneare vicina, ma non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono immediatamente intervenuti anche i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso di Aiello.

Morte Aiello, Bellavia: "Un mistero chiamato faccia da mostro" Fino a pochi anni fa non conoscevamo il suo nome, poi grazie a una foto di Repubblica, il riconoscimento da parte dal padre di Nino Agostino, l'agente ucciso. La figura di Giovanni Aiello compare in tante indagini che fanno da contorno alla stagione cominciata con fallito attentato a Giovanni Falcone all'Addaura dell'89 e culminato con le stragi del '92 e del '93. Era un ex poliziotto congedato in circostanze mai chiarite. Ha compiuto operazioni di massima segretezza.
il ritratto di Enrico Bellavia

La morte potrebbe essere stata causata da un infarto. Giovanni Aiello era chiamato "faccia da mostro" per la lunga cicatrice sul volto conseguenza di una esplosione nella quale era stato coinvolto. Da anni Aiello viveva in Calabria dove si dedicava alla pesca. Nei giorni scorsi il suo nome - più volte in passato entrato nelle indagini su casi irrisolti aperte dalla Procura di Palermo - era tornato alla ribalta per i suoi presunti rapporti con Bruno Contrada, nell'ambito di una inchiesta della Procura di Reggio Calabria che indaga su un patto stretto tra 'ndrangheta e Cosa nostra, negli anni delle stragi, per destabilizzare lo Stato.

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