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Strage di Barcellona, ucciso il killer delle Ramblas

Il terrorista Younes Abouyaaqoub sarebbe stato neutralizzato a Sant Sadurní d'Anoia. L'autore della strage di Barcellona indossava una cintura esplosiva falsa. Prima di essere abbattuto dalla polizia ha gridato "Allah è grande"

BARCELLONA. Younes Abouyaaqoub, il 22enne marocchino autore della strage sulla Rambla di Barcellona, è stato ucciso dalla polizia a Subirats, una cinquantina di chilometri a ovest del capoluogo catalano. Lo hanno confermato su Twitter i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana.

Il jihadista indossava una finta cintura esplosiva. Il giovane indossava una cintura esplosiva finta - come quelle dei 5 terroristi che venerdì notte hanno attaccato il lungomare di Cambrils - e ha invocato Allah prima di morire. Inizialmente si era diffusa la notizia che il giovane fosse stato arrestato.

La cellula costruita a Ripoll, tranquilla e insospettabile cittadina dei Pirenei dall'imam Es Satty, ora è smantellata. Erano 12. Il capo della polizia catalana Josep Lluis Trapero oggi ha confermato che l'imam è morto polverizzato manipolando esplosivi mercoledì notte nel covo di Alcanar con un altro terrorista. Altri 5 sono stati abbattuti venerdì notte sul lungomare di Cambrils. Oggi è morto Younes, 4 sono in manette. .

Secondo i media spagnoli, è stata una donna a riconoscere Younes Abouyaaqoub mentre il 22enne si avvicinava ad alcune abitazioni a Subirats. La donna gli ha urlato da lontano e l'uomo è fuggito tra i vigneti, dove è stato ucciso.

I Mossos d'Esquadra hanno invaso la zona e subito individuato l'uomo. Due agenti gli hanno intimato l'alt. Lui ha aperto la giacca mostrando una cintura esplosiva (che poi si è rivelata finta). Loro hanno sparato mentre Younes gridava 'Allah è grande' in arabo, e lo hanno abbattuto. Abouyaaqoub era l'uomo più ricercato di Spagna. La caccia era stata estesa a tutti i paesi europei, nel caso fosse riuscito a passare la frontiera. Ma lui era lì nei vigneti del Penedes, apparentemente solo.

La caccia all'uomo. I Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, in mattinata avevano diffuso un identikit e 4 foto dell'uomo ancora in fuga. Alto 1,80, pelle scura, capelli corti e forse con la barba, l'uomo è stato definito "pericoloso e probabilmente armato". Dopo aver seminato morte per 500 metri lungo una delle strade più famose al mondo, il giovane è fuggito a piedi nascondendosi nei banchi del mercato della Boqueria, a quell'ora già chiuso, come mostrano le registrazioni delle telecamere che lo hanno immortalato.

Attacco a Barcellona, nella casa dell'imam della cellula jihadista di Ripoll Ripoll è una cittadina di 10 mila abitanti a nord di Barcellona, a pochi chilometri dal confine con la Francia. Una comunità schiva, dove si parla solo catalano e si fa campagna per il ‘sì’ al referendum sull’indipendenza della Catalogna. Da tempo qui vivono molti marocchini, una volta impiegati nel settore tessile, oggi venditori nei mercati della zona. E’ in questa comunità che l’imam del paese, Abdelbaki El Satty, sembra abbia reclutato giovani radicalizzandoli e dando vita alla cellula autrice dell’attentato di Barcellona. Siamo andati nella casa di Abdelbaki - ancora disperso, forse morto nell’esplosione della casa di Alcanar dove stava organizzando l’attacco - e abbiamo incontrato il suo coinquilino: Nordden, anche lui marocchino, 45 anni, che ha chiesto di non essere ripreso in volto. Ecco il suo raccontodi Giulia Destefanis

"Non si erano radicalizzati di recente". Secondo un cugino di quattro dei componenti la cellula, "è sbagliato" dire che la radicalizzazione dei terroristi sia avvenuta di recente, perchè alcuni di loro incontravano l'imam da almeno un anno, e poi per strada facevano finta di non conoscersi. Secondo il racconto pubblicato da El Pais, l'imam si riuniva regolarmente con Mohamed Hichamy, con suo fratello Omar, con Moussa Oukabir e con Youssef Aalla. "Si vedevano in un furgone e vi restavano per due ore o più", ha raccontato. "A giugno, durante il Ramadan, non hanno più avuto paura di morire, credo che in quel momento hanno saputo quello che avrebbero dovuto fare. Da quel momento hanno iniziato a essere più carini con le loro madri e con le famiglie", ha assicurato. Un comportamento che sarebbe tipico tra i giovani radicalizzati prima di un attentato.

Barcellona, folla alla Sagrada Familia per la messa in onore delle vittime Affollatissima la messa per la pace celebrata oggi alla Sagrada Familia in onore delle vittime degli attentati di Barcellona e Cambrils. Presenti alla cerimonia anche i reali Felipe VI e la regina consorte Letizia Ortiz, oltre a molti rappresentanti del mondo politico. Seduti in prima fila c’erano infatti il premier spagnolo Mariano Rajoy, il presidente della Catalogna Carles Puigdemont, la sindaca di Barcellona Ada Colau e il sindaco di Cambrils, Camí Mendoza. Realizzato da H24, montaggio di Valerio Argenio

Il bilancio delle vittime degli attacchi terroristici. Il bilancio ufficiale delle vittime degli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils la settimana scorsa è di 15 morti. Lo ha detto il ministro degli Interni catalano, Joaquim Font. La polizia ha infatti stabilito che Pau Perez, il giovane trovato morto all'interno di un'auto che aveva forzato un posto di blocco sulla Meridiana poco dopo la strage della Rambla, è stato ucciso dal terrorista Younes Abouyaaqoub, in fuga dopo l'attentato. In totale le vittime spagnole sono sei, tre quelle italiane più due portoghesi, una cittadina belga, uno statunitense, un canadese e un australiano. Ecco cosa sappiamo:

- Tre italiani: Bruno Gulotta di Legnano, 35 anni, Luca Russo di Bassano del Grappa, 25enne, e l'italo-argentina di 80 anni Carmen Lopardo.
- Un bambino di sette anni, Julian Cadman, di origine britannica ma cittadino australiano, la cui morte è stata confermata domenica.
- Un bambino spagnolo di tre anni con lo zio e la madre.
- Una donna spagnola di 75 anni.
- Un'argentina-spagnola di 40 anni, Alejandra Pereyra.
- La belga 44enne Elke Vanbockrijck, madre di due figli.
- Una donna portoghese di 74 anni e la nipote ventenne.
- Un americano in luna di miele, Jared Tucker di 42 anni.
- Un nonno canadese, Ian Moore Wilson.
- Una 61enne di Saragozza, Ana Maria Suarez, è l'unica vittima dell'attentato di Cambrils: è stata accoltellata al volto da un terrorista in fuga.

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Giovedì 17 agosto intorno alle 16:50 un furgone bianco ha travolto la folla che passeggiava sulla Rambla di Barcellona, uccidendo 14 persone e ferendone almeno 130. Tra le vittime tre italiani. Nella notte secondo attacco a Cambrils, 120 chilometri a sud di Barcellona, nella provincia di Tarragona, con diversi feriti: nello scontro a fuoco sono rimasti uccisi cinque terroristi. Tutti morti i 4 attentatori in fuga, secondo la polizia spagnola. L'Is ha rivendicato gli attacchi

Un jihadista arrestato sta collaborando. Uno degli arrestati della cellula jihadista che ha colpito Barcellona sta collaborando con gli inquirenti fornendo nomi e movimenti del commando e sul ruolo chiave dell'imam Abdel Baki Essati. E' quanto rivela stamane Repubblica. "L'uomo - scrive il quotidiano - si chiama Mohamed Houli Chemlal, ha 21 anni, è originario di Melilla ed è l'unico sopravvissuto all'esplosione del covo della cellula ad Alcanar". Secondo quanto riferisce Repubblica, "solo Mohamed sapeva chi e quanti uomini fossero all'interno di quella casa al momento dell'esplosione. Solo lui era in grado di ricordare che fossero tre, oltre a lui. Al punto da indirizzare il lavoro della Scientifica tra cumuli di macerie e lamiere di bombole divelte (ne erano state ammassate 120) alla ricerca di ciò che restava di brandelli carbonizzati appartenenti, appunto, a tre corpi diversi.

Barcellona, furgone sulla folla: la Rambla subito dopo l'attentato Un furgone ha travolto diverse persone sulla Rambla a Barcellona, causando morti e feriti. Nel video, gli attimi immediatamente successivi al passaggio del van

Di cui Mohamed ricorda bene l'identità, tanto da far dire ufficialmente alla Polizia catalana che già ora, nonostante non siano stati ancora completati gli esami del Dna, almeno due dei tre uomini attualmente ricercati, sono sicuramente ciò che resta dei resti umani trovati ad Alcanar".

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Barcellona, nel covo dei jihadisti trovate 120 bombole di gas. Morto Julian il bimbo dato per disperso

Ad Alcanar ritrovate 120 bombole di gas che sarebbero servite agli jihadisti per compiere più attacchi. Intanto arriva conferma dai media:"Il piccolo Julian è morto a Barcellona".  Continua la caccia all'uomo: decine e decine di posti di blocco innalzati nel nord-est della Catalogna. Il terrorista ricercato è Younes Abouyaaquou, marocchino di 22 anni, sospettato di essere il guidatore del furgone killer

"Per tre giorni - prosegue ancora il quotidiano che cita una qualificata fonte di Intelligence - la collaborazione di Chemlal è stato uno dei segreti meglio custoditi dall'indagine. Al punto che, per oltre 36 ore, nonostante figurasse tra gli arrestati, non era stata rivelata neppure la sua identità. Ora, quel segreto cade e, domani, marted, comparirà a Madrid di fronte ai giudici istruttori antiterrorismo dell'Audienca Nacional assieme agli altri arrestati perchè i suoi verbali di polizia entrino formalmente nel fascicolo dell'indagine sulla strage della Rambla".

Barcellona: famiglia Russo attenderà salma a Roma. Sono quasi finite a Barcellona le pratiche burocratiche per il nulla osta al rientro in Italia delle salme di Luca Russo e Bruno Gulotta. Lo conferma  la sorella della vittima bassanese, Chiara Russo, in partenza con la madre per Roma, dove stasera attenderà l'arrivo del Boeing dell'Aeronautica con i feretri. Il rientro in Veneto, sempre con volo militare, avverrà domani, ha riferito la ragazza. I funerali di Luca si svolgeranno a Bassano del Grappa (Vicenza), dove il ragazzo risiedeva. Marta Scomazzon, la fidanzata di Luca Russo , il giovane bassanese ucciso a Barcellona, non sarà sull'aereo dell'Aeronautica militare che riporterà a casa nelle prossime ore la salma del suo fidanzato. Lo conferma la zia Lucia, spiegando che la ragazza, che ha un braccio e un piede fratturati a causa dell'urto con il furgone dell'attentatore, rientrerà in Italia presumibilmente dopodomani.

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