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Londra, la bimba cristiana affidata a una famiglia musulmana torna a casa dalla nonna

Lo ha deciso il giudice, Khatun Sapnara, anche lui di fede musulmana, dopo le polemiche scatenate da un articolo del quotidiano Times

LONDRA. La bimba cristiana data in affido dai servizi sociali inglesi a famiglie musulmane osservanti lascerà l'ultima famiglia adottiva islamica e andrà a stare con la nonna. Lo ha deciso il giudice, Khatun Sapnara, anche lui di fede musulmana, dopo le polemiche scatenate da un articolo del quotidiano Times, in cui si sottolineava la sofferenza della piccola per le imposizioni cui era sottoposta.

Le famiglie affidatarie le avevano tolto la catenina con il crocifisso, l'avevano spinta a imparare l'arabo e le avevano vietato il suo piatto preferito la pasta alla carbonara.

Ora - annuncia ancora il Times - giunge la decisione del giudice che per tutelare il benessere della ragazzina la affida a un componente della sua famiglia, anche per corrispondere alle sue esigenze fondamentali in tema di cultura e di religione.

Il Times:"Affidata ad una famiglia che non parla inglese". La piccola è stata allontanata dai suoi genitori e affidata negli ultimi sei mesi a due famiglie musulmane nella capitale. Il Times ha visto documenti riservati del municipio di Tower Hamlets, quartiere ad alta presenza islamica, in cui un responsabile dei servizi sociali descrive le enormi difficoltà della minore ad ambientarsi nelle sue nuove case dove "non si parla inglese", come lei stessa ha riferito fra lacrime e singhiozzi. In una di queste una donna che si prendeva cura della piccola, si legge nella ricostruzione, indossava il niqab, il velo islamico che lascia scoperti solo gli occhi, un'altra invece il burqa.

Esperienza traumatica per la minore. La bimba, che è stata battezzata, vivrebbe sotto la costante influenza religiosa delle famiglie molto osservanti che rischia di sconfinare in una sorta di lavaggio del cervello. La madre si è detta sconvolta per le condizioni in cui sua figlia è obbligata a rimanere. Un suo amico ha riferito al Times che la piccola ha già subito il trauma della separazione dalla famiglia di origine e ha bisogno ora di un luogo dove sentirsi al sicuro: invece è imprigionata in un "mondo dove per lei è tutto estraneo". Sotto accusa è quindi finito il municipio di Tower Hamlets.

Secondo il regolamento, un bambino dovrebbe essere affidato a qualcuno che con lui condivide lo stesso background in modo da rendere il meno traumatico possibile la separazione dai genitori. E non è la prima volta che le autorità locali sono al centro di qualche scandalo. Lo scorso aprile nel corso di una ispezione a Tower Hamlets erano emerse forti lacune dei servizi a protezione dei minori, come denunciato in un rapporto governativo in cui venivano definiti "inadeguati".

Non solo, nel 2015, Lutfur Rahman, il primo sindaco musulmano ad essere eletto in Gran Bretagna, è stato rimosso dal suo incarico dopo che si è venuti a conoscenza di una frode elettorale compiuta per diventare primo cittadino nel quartiere londinese. Nel 2014 inoltre erano emersi suoi legami con l'integralismo islamico, fra cui un gruppo che chiedeva l'affermazione della Sharia in Gran Bretagna e in tutta Europa. Sempre a Tower Hamlets nel 2011 i giornali avevano parlato del caso di una donna asiatica di 31 anni che aveva ricevuto minacce di morte per non voler indossare il velo.

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