Quotidiani locali

La politica si dice snella ma forse è "falsa magra"

Che fine ha fatto la bella storia di un sistema politico semplificato nelle forme e leggero nella sostanza? Tentiamo un riassunto: potevamo avere una sola Camera per cancellare doppioni, perdite di tempo, instabilità, sul modello delle moderne democrazie; ne abbiamo ancora due. Il popolo sovrano col referendum del 4 dicembre 2016 ha detto “No”. Sognavamo una maggioranza forte al governo e un’opposizione, possibilmente seria, a fare da contrappeso. Il bipolarismo è morto e la prossima volta voteremo con il proporzionale. Come nella Prima Repubblica, ma senza i partiti della Prima Repubblica.

A proposito: la specie è cresciuta e si è biblicamente moltiplicata. Sono 85 i gruppi ufficialmente elencati nel registri parlamentari, con tendenza al rialzo, cinque volte di più rispetto al ’92 che fu un Quarantotto. Ma costano meno i magnifici 85 perché il finanziamento pubblico è stato abolito? No, costano come prima: circa 50mila euro per ciascun deputato e senatore. Torta da trenta milioni con un nuovo nome: rimborsi elettorali.

In Italia cambia il vocabolario ed evapora regolarmente il desiderio di riforme autentiche. Si dà per scontato che la prossima legislatura si dipanerà all’insegna del buio oltre la siepe: difficile immaginare governi durevoli, con buona pace di quanto auspicavano i sudditi dopo la finta rivoluzione di venticinque anni fa: un bel repulisti nella selva oscura degli “ogm della politica”. Che cosa sono gli “ogm della politica”? Sono organismi geneticamente modificabili a seconda delle esigenze di potere che di volta in volta si presentano e si nascondono, anche perché micro, sotto la foglia di fico delle alleanze di coalizione. Si tratta per lo più di stelle cadenti: reminiscenze democristiane, socialiste, comuniste, fasciste lanciate nel firmamento partitico a dispetto dei seguenti fatti incontestabili.

Primo: la Dc, quella vera, non possono reincarnarla vessilliferi dell’arroganza senza preparazione e con una diffusa fame di denaro. Secondo: il partito socialista è definitivamente sepolto. Terzo: di comunismo e fascismo nessuno sente la mancanza. S’industriano a fabbricare sigle nuovisti, nostalgici, trombati e nemici di Roma. In grande spolvero i populisti, a destra e a sinistra. Quelli che volevano uscire dall’Europa sono andati a Cernobbio giorni fa per annunciare che non vogliono uscirne più. Ci stanno benissimo, guarda un po’. E quelli che rifiutavano i compiti a casa per non essere ammoniti da Bruxelles hanno cambiato strategia. Calma e gesso.

Che cosa alimenta lo smodato “stop and go” è presto spiegato: la voglia di entrare in Parlamento, anche per il buco della serratura, complice il “dentro tutti” garantito dal redivivo sistema proporzionale. Se una volta schierate le forze si dividono, amen. All’asciutto non resta nessuno. Il cambio di casacca a partita iniziata è metodo collaudato.

L’Italia non ripudia, sulla carta, soltanto la guerra. È allergica, per storia, anche alla battaglia leale, netta, trasparente tra una maggioranza solida, inequivocabile, riconoscibile e un’opposizione altrettanto definita. Ci sarà un motivo se i nostri eserciti raramente hanno terminato i conflitti mondiali mantenendo le posizioni che avevano all’inizio.

Per dire che il ritorno a un proporzionale, spacciato per tedesco anche se di tedesco ha poco, pare il minore dei guai. Questo sistema ha salvaguardato gli equilibri democratici quando erano in pericolo più di oggi. Poi è esplosa l’euforia del (falso) maggioritario che ha avuto due effetti: il numero dei partiti è aumentato e coalizioni disomogenee hanno mostrato tutta la loro fragilità operativa. Viene da pensare che il più furbo di tutti sia Berlusconi col suo stare fermo. Non solo davanti alla vetrina di un autogrill.

Quanto al referendum, strumento delicato, lo si usi per dare un senso governativo e mitteleuropeo alla figura del presidente della Repubblica. Che negli altri Paesi è un potere effettivo, da noi una bandiera. A mezz’asta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie