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CALCIO: CATTIVA DOMENICA 

Attenti a quei due, con Sarri e Spalletti lo show è infinito

Non sarà certo una sola partita o una serie di belle partite a riconciliarci con l’italico pallone in deficit di qualità. Però Napoli-Inter e i due mister hanno saputo farci divertire prima, durante e dopo la partita. Al netto della solita regia unica stile un po’ Minculpop e un po’ fotoromanzi Lancio che oscura i cori pro-Vesuvio. Grande calcio e battute stile Panariello: ma non date merito solo all’essenza toscana, ricordatevi di quello che dava colpa alla pioggia dopo una confitta

Non sarà una sola partita o una serie di belle partite a riconciliarci con l’italico pallone da tempo in deficit di qualità. Però Napoli-Inter del San Paolo – prima, durante e dopo – un po’ di bello e buono ce l’ha raccontato insieme con qualcosa di meno apprezzabile, nascosto abilmente dalla regia unica un po’ Minculpop, un po’ fotoromanzi Lancio: i soliti cori pro-Vesuvio di una minoranza di cretini che non meritano l’oblio preventivo e che il tecnico napoletano Maurizio Sarri non ha mancato di sottolineare. Insieme con il fatto che gli arbitri abbiano beatamente fatto spallucce, speriamo non inconsapevolmente rapiti dall’idea di ignorare il peggio di contorno.

Peggio che, anche se mostrato, peraltro non avrebbe mai fatto passare in secondo piano il bello che comincia a riaffiorare. Merito anche di partite come Napoli-Inter e dei condottieri Sarri e Spalletti. Quei due non li vedrete mai andar via tenendosi per mano, però insieme sono una gioia per il calcio e per il modo di viverlo. Non è stato dunque un cattivo risveglio domenicale, quello dopo Napoli-Inter dove tutti hanno avuto da guadagnare, non solo la Juventus che è tornata ad avvicinarsi.

Anche uno 0-0, dunque, può riconciliare con il pallone. E può riconciliare anche il sano cabaret del prima e del dopo messo in scena da due tecnici che sembrano usciti dalla scuola di Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello. Sarri è più spalla che caratterista, però ci mette del suo nel tenere botta all’insuperabile Luciano che vince la sfida dell’applausometro quando definisce Insigne come «il figliolo di Goldrake» o invita a stare a casa («te non ci venire») un collega che alla vigilia fa una domanda del tipo: «Il Napoli è favorito, quindi lo affronterete con più leggerezza?». I due si riempiono di lodi e un po’, come direbbe Sarri, si prendono «anche per il culo». Spalletti dice che l’altro se fosse rimasto in banca «sarebbe diventato ministro dell’Economia» e la replica è altrettanto spassosa: «Sì, e lui ministro della Difesa». Gioia in campo e anche fuori ma non date meriti solo all’essenza toscana. Pensate a quell’allenatore di San Vincenzo che quando perdeva diceva: «Però poi ha cominciato a piovere». Carina sì, il problema è che diceva sul serio.

twitter: @s_tamburini

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