Quotidiani locali

G8, a Bolzaneto fu tortura: Strasburgo condanna l'Italia

La Corte europea dei diritti umani condanna il nostro Paese per le azioni delle forze dell'ordine durante il G8 e per la poco efficace indagine condotta dallo Stato. Riconosce inoltre i danni morali subiti

STRASBURGO. Gli atti commessi dalle forze dell'ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 furono atti di tortura. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia per le azioni dei membri delle forze dell'ordine, e perché lo Stato non ha condotto un'indagine efficace.

Bolzaneto, Bonini: ''Danni alle vittime da un'Italia in ritardo di 28 anni sul reato di tortura'' Sedici anni dopo le violenze delle forze dell'ordine sui manifestanti nella caserma di Bolzaneto, l'Italia riconosce che le vittime sono state torturate, petteggia un risarcimento, promette alla Corte europea dei diritti dell'uomo che presto farà una legge sul reato di tortura. Un impegno che aveva preso ben 28 anni fa e che nell'autunno scorso si è arenato al Senato per l'ennesima voltail commento di Carlo Bonini

I giudici hanno riconosciuto ai ricorrenti il diritto a ricevere una somma tra i 10mila e gli 85mila euro a testa per i danni morali subiti.

Bolzaneto, lo Stato riconosce i torti e risarcisce, Antigone: ''Che si approvi ora la legge sulla tortura'' Il governo italiano ha riconosciuto i propri torti nei confronti di sei cittadini per quanto subito nella caserma di Bolzaneto il 21 e 22 luglio 2001, ai margini del G8 di Genova, e gli verserà 45 mila euro ciascuno per danni morali e materiali e spese processuali. Lo ha reso noto la Corte europea per i Diritti umani. Il commento di Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell'Associazione Antigone

I giudici di Strasburgo, nella sentenza di condanna dell'Italia, definiscono la situazione vissuta da 48 persone a Bolzaneto con queste parole:"I ricorrenti, trattati come oggetti per mano del potere pubblico, hanno vissuto durante tutta la durata della loro detenzione in un luogo 'di non diritto' dove le garanzie più elementari erano state sospese".

2001-2016, 15 anni dal G8 di Genova Le violenze per le strade, i black block, la morte di Carlo Giuliani, la scuola Diaz e l'irruzione della polizia, gli abusi alla caserma Bolzaneto. Sono passati 15 anni da quei fatti, e l'Italia non ha mai smesso di discuterne

I togati evidenziano inoltre che "l'insieme dei fatti emersi dimostra che i membri della polizia presenti, gli agenti semplici, e per estensione, la catena di comando, hanno gravemente contravvenuto al loro dovere deontologico primario di proteggere le persone poste sotto la loro sorveglianza".

Bolzaneto, Pisapia: "Ora fiducia su ddl tortura". Orlando: "Ora non approvarlo rendere ridicola l'Italia" "E' gravissimo che l'Italia - unico paese europeo - non abbia ancora compiuto quello che sarebbe un dovere giuridico, oltre che morale". Così a margine dell'evento per i 60 anni dell'Arci, l'ex sindaco di Milano e leader di Campo Progressista che chiede l'apposizione della fiducia da parte del governo sul ddl tortura da tempo fermo al Senato. Il dibattito sul tema si è riacceso dopo che l'Italia ha riconosciuto davanti alla Corte Europea dei diritti umani un risarcimento alle vittime di tortura nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova, ammettendo di fatto le violenze commesse in quell'occasione dalle forze dell'ordine nei confronti delle forze dell'ordine. A Pisapia risponde il ministro della giustizia Orlando che dice: "Credo si possa approvare il ddl sulla tortura anche senza fiducia, il meccanismo degli emendamenti si è rimesso in moto e penso si possa arrivare a un rapido via libera del senato".Video di Marco Billeci

leggi anche:

Nella sentenza è anche messo in risalto il fatto che "nessuno ha passato un solo giorno in carcere per quanto inflitto ai ricorrenti". E la Corte osserva che questo è stato causato principalmente da due elementi. Il primo, dicono i giudici, è stata l'impossibilità di identificare gli agenti coinvolti, sia perché a Bolzaneto non portavano segni distintivi sulle uniformi, che per la mancanza di cooperazione della polizia con la magistratura. Il secondo fattore invece "sono le lacune strutturali dell'ordine giuridico italiano" al tempo dei fatti. Nella sentenza infatti, la Corte afferma di "aver preso nota della nuova legge sulla tortura entrata in vigore il 18 luglio di questo anno, ma che le nuove disposizioni non possono essere applicate a questo caso".

G8 Genova, De Gennaro non risponde ai giornalisti dopo l'attacco di Gabrielli "La gestione dell'ordine pubblico a Genova fu una catastrofe e quello che successe a Bolzaneto fu tortura. Se fossi stato al posto di De Gennaro mi sarei dimesso". Queste le parole del capo della Polizia Franco Gabrielli in un'intervista a Repubblica in merito all'operato delle forze dell'ordine durante il G8 di Genova del 2001. Dichiarazioni a cui il capo della polizia dell'epoca e attuale presidente di Finmeccanica Gianni De Gennaro preferisce non replicare. Intercettato dalle telecamere davanti al Centro Studi Americani di Roma, De Gennaro si è limitato a sorridere e allargare le braccia di fronte alle domande dei cronistivideo di Marco Billeci

leggi anche:

A fare ricorso a Strasburgo sono state 59 persone tutte condotte a Bolzaneto tra il 20 e il 22 luglio 2001. Alcuni di loro provenivano dalla scuola Diaz, dove avevano già subito numerose violenze che la Corte di Strasburgo ha definito come torture in una sentenza di condanna dell'Italia emessa lo scorso giugno .

Tutti i ricorrenti affermano di aver subito violenze. Alcuni sono stati picchiati più volte, sono stati fatti spogliare davanti ad agenti del sesso opposto, a molte delle ragazze sono stati fatti togliere anche gli assorbenti ed è stato poi negato l'uso di salviette igieniche. Ad altre persone gli agenti hanno sottratto, a volte strappandoli via, gli oggetti personali, mai restituiti. Altri hanno dovuto gridare "viva il duce, viva il fascismo, viva la polizia penitenziaria". Le celle in cui erano una parte dei ricorrenti sono state spruzzate con gas urticanti. Tutti si sono visti negare la possibilità di contattare un avvocato, la famiglia, o per gli stranieri i loro consolati.

Undici dei 59 ricorrenti hanno accettato un accordo con il governo italiano che si è impegnato a versargli 45mila euro per danni morali e materiali e le spese legali sostenute. Agli altri la Corte, avendo stabilito che sono stati vittime di tortura e che "nonostante gli eccezionali sforzi dei magistrati italiani" nessuno ha passato un solo giorno in carcere per quanto inflitto ai ricorrenti, ha riconosciuto risarcimenti per danni morali che variano tra i 10 e gli 85 mila euro. La differenza nelle somme dipende da due fattori: la gravità delle torture subite, e il fatto se lo Stato ha già versato oppure no gli indennizzi accordati dai tribunali nazionali.
 

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista