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Italia fuori dal Mondiale. Per Tavecchio sfratto vicino

In fumo 100 milioni per il sistema calcio. Serve una ventata di aria pulita in Federcalcio 

INVIATO A MILANO. Il freddo di San Siro punge meno della bordata di fischi che piovono all’indirizzo degli azzurri a fine partita. L’Italia è fuori dal Mondiale, con buona pace di chi credeva che in un modo o in un altro ce l’avremmo fatta.

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A San Siro finisce 0-0 contro la Svezia che si qualifica dopo aver vinto l'andata dello spareggio. Azzurri in lacrime, Buffon all'addio: "Fallito anche a livello sociale". De Rossi furioso, lite in panchina. La Rai annuncia: "Ventura si è dimesso". Ma il ct non ha fatto alcun passo, per ora tutto congelato

Non è così, tutti a casa con il nostro carico di speranze finite regolarmente nello scarico del bagno. Nei box sponsor di San Siro si vedono chiaramente i volti dei principali partner commerciali degli azzurri. Musi lunghi, molta delusione. Anche per loro l’addio al Mondiale è un danno: si tratta di una perdita che si aggira intorno ai 100 milioni di euro. In genere le partite degli azzurri attirano una audience di 8-12 milioni di spettatori, che diventano anche più di 20 ai Mondiali.

Tra Rai e Sky la Fifa contava di incassare dall’Italia circa 180 milioni, dovrà accontentarsi di 80. I diritti tv per l’Italia, venduti dall’advisor M&P Silva per conto della Fifa, sono ancora da assegnare e ovviamente ora verranno svenduti al “meno peggior” offerente. Un po’ quello che succederà con i diritti della serie A che di rimbalzo perderà appeal. Ma il Mondiale senza Italia pesa anche sulle casse dell'erario: può valere anche un milione di euro in meno per il Fisco. A tanto equivale infatti il gettito prodotto dalle giocate sugli azzurri, che hanno mosso 19 dei quasi 268 milioni di euro di raccolta.

Nazionale, Chiellini: "Smetto? Ho 33 anni e ho dato tanto" "Siamo arrivati al punto zero, il più basso da quando ci sono, abbiamo bisogno di tutto l'amore di una nazione per tornare ad essere l'Italia. E' una bella botta, che deve riuscire a dare uno slancio per quello che sarà il calcio italiano. Smetto? Non è il momento di parlarne ma ho 33 anni, ho dato e avuto tanto"

Per non parlare poi del tessuto economico e sociale di base, quello del popolo direbbe qualcuno. Dai rivenditori di televisori (ci sarà un calo netto nelle vendite estive) ai ristoratori che sognavano i locali pieni in occasione delle partite. Sembra una cosa incredibile, ma l’Italia a conti fatti perderà qualche punto del suo Pil grazie alla figuraccia con la Svezia. E chi ancora pensa che il calcio nel nostro Paese sia solo una cosa marginale dovrà ricredersi a partire dalle prossime ore, quando anche in Parlamento inizieranno delle interrogazioni sul futuro del nostro calcio.

Italia-Svezia, Buffon in lacrime in diretta tv dopo l'eliminazione dal Mondiale 2018 Poteva essere il suo sesto Mondiale, un record assoluto, e invece Gigi Buffon la prossima estate non andrà in Russia insieme ai suoi compagni di nazionale, eliminati ai play off dalla Svezia: 1-0 nella partita di andata e 0-0 questa sera a San Siro. Ecco le parole del portiere al termine del match, di fatto la sua ultima partita con l'ItaliaImmagini Rai


Se quella di ieri è stata la giornata della speranza tramutata in tragedia (sportiva, ci mancherebbe altro), quella di oggi sarà la prima dei processi. Il primo, ovviamente, a Gian Piero Ventura. Un allenatore che non ha mai convinto e che ieri sera ha macchiato la sua esperienza in azzurro con una debacle senza precedenti. Farà le valige e insieme con lui il suo staff. Per la sostituzione le ipotesi sono numerose, ma prima di tutto ci sarà da capire chi dovrà prendere le decisioni sulla ripartenza.

Nazionale, Barzagli: "Lascio, resta dentro qualcosa di brutto" "Una delusione immensa, un momento duro che spero di passare, ma sono cose che ti fanno male dentro". Così Andrea Barzagli nel dopogara di Italia-Svezia. "Abbiamo dato il massimo, in un'atmosfera bellissima, ma non è bastato. Io lascio, abbiamo incitato i ragazzi a portare avanti questo gruppo, l'Italia dovrà riprogrammare un futuro migliore. Ci sono giovani che possono fare esperienza e portare qualcosa di buono"

Carlo Tavecchio ha superato bufere di ogni genere (da Opti Poba alle esternazioni infelici sul calcio femminile) ma stavolta sarà dura reggere all’urto. Scalpita Cosimo Sibilla, attuale numero uno dei dilettanti, una delle componenti cardine del governo del pallone. Scalpita pure Demetrio Albertini e per lui sarebbe una bella rivincita dopo il ko elettorale proprio contro Tavecchio.

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Purtroppo l’epilogo della mancata qualificazione non era del tutto inatteso. Il peggio non è quello che abbiamo visto sul campo ma è una classe dirigente che è tale solo per la conservazione del potere. E che adesso, se vuol bene allo sport, non può far altro che togliere il disturbo

L’attuale numero uno federale però ha sette vite e potrebbe strappare una clamorosa conferma grazie al piano per la ripartenza che ha studiato a puntino negli ultimi mesi. La proposta (clamorosa) che sbatterà in faccia al consiglio federale sarà quella del ritorno di Antonio Conte oppure il colpo a sorpresa Carlo Ancelotti. Carte forti, utili per proseguire con il suo cammino al comando del calcio tricolore. Il problema è l’ingaggio (alto) di entrambi i candidati. Ventura infatti ha un contratto che si aggira intorno 1,5 milioni, Conte e Ancelotti non si muoveranno per meno di 4. Ci vorrà un guizzo economico, magari coinvolgendo uno sponsor forte. La Fifa e la Uefa hanno più volte strizzato l’occhio a Tavecchio (soprattutto nell’ultimo periodo con l’Italia che è diventata un laboratorio di idee, leggasi Var). E con certi appoggi il presidente Figc può superare anche la macchia dell’eliminazione anticipata da Russia 2018.

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