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Vaticano, il mandato del pontefice dalla parte dei poveri

«I poveri, prima di tutto», giurò il cardinale Jorge Mario Bergoglio quando ascese al Soglio di Pietro col nome di papa Francesco. È stato di parola. Non “contento” di aver impostato quasi tutto il suo pontificato al richiamo delle esigenze delle popolazioni più bisognose e meno abbienti, il Pontefice argentino ha indetto per oggi la prima Giornata mondiale dei poveri, un momento di celebrazione, per alcuni aspetti anche di festa, ma soprattutto di analisi e di presa di coscienza sulle cause che in tutto il mondo sono alla base di diseguaglianze, sfruttamenti, bisogni.

Una giornata che avrà il suo punto focale nella basilica di San Pietro, in Vaticano, dove papa Bergoglio stamane celebrerà, davanti a circa 7mila poveri provenienti dai 5 continenti, una rappresentanza dei quali lo affiancherà sull’altare della benedizione a servire la messa.

Sarà la prima volta che la Chiesa cattolica dedica una intera giornata al dramma dei poveri – destinata ad avere una cadenza annuale – con momenti di preghiere e di presa di coscienza in tutte le diocesi del mondo, in ogni parrocchia e in tutte le comunità religiose. Ma non solo. Per la prima volta al momento della celebrazione dell’Eucarestia sull’altare posto a “tutela” della sottostante tomba di San Pietro, ci saranno poveri e senza fissa dimora, un gesto fortemente voluto da papa Francesco che non avrà certamente bisogno di ulteriori spiegazioni. Come non sarà proibitivo immaginare il contenuto dell’attesa omelia che il Pontefice pronunzierà durante la Messa odierna con parole di condanna per «tutte le povertà che oggi gravano su miliardi di persone», ad appena tre giorni dallo “scompiglio” che lo stesso Bergoglio ha provocato tra i politici italiani su un altro tema altrettanto spinoso, la legge sul Biotestamento, pronunciando un deciso altolà contro tutte le forme di accanimento terapeutico e a «cure sproporzionate e non necessarie», ma nello stesso tempo ammettendo il «diritto» alla libertà di cura che spetta a ogni persona in collaborazione col proprio medico. Parole nuove per un Pontefice che, pur ribadendo che l’eutanasia è sempre un peccato mortale e quindi sempre condannabile per la Chiesa cattolica, hanno inevitabilmente provocato una salutare scossa che – con tanti saluti a quanti potranno vedere negli interventi bergogliani forme più o meno palesi di ingerenza politica – potrebbe spingere i politici nostrani a dotare l’Italia di una legge sul fine vita attesa ormai da anni. Come pure per le piaghe delle povertà nel mondo che, ha denunziato più volte il pontefice, sono cause di sfruttamenti, oppressioni e fughe di migliaia di migranti.

La Giornata odierna comunque è il gran finale di una settimana di iniziative promosse dalla Chiesa di Roma iniziata con la presentazione del rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista” e del sussidio pastorale “Non lasciamoli soli. La pedagogia della carità come scelta educativa”, entrambi realizzati dalla Caritas diocesana di Roma. Stamane, dalle 10 nella basilica vaticana messa e a seguire Angelus del Papa. Al termine, 1.500 poveri pranzeranno col Pontefice nell’Aula Paolo VI.

I poveri provengono soprattutto dall’Europa (Italia, Francia, Spagna, Germania e Polonia), ma ci sono anche tanti migranti e rifugiati. Uno dei lettori della messa è un rifugiato siriano (Tony). Alla preghiera dei fedeli partecipano un peruviano e un brasiliano, entrambi bisognosi che sono riusciti a essere a Roma grazie a due borse di studio. All’Offertorio sarà presente una famiglia bisognosa in precarie condizioni, proveniente da Torino, con una bimba piccola di un anno malata. Insieme all’acqua e al vino per l’Eucaristia, all’Offertorio verrà portato il pane che quotidianamente la Caritas raccoglie e distribuisce nella mense dei poveri. Lo stesso pane sarà poi consumato durante il pranzo nell’aula Paolo VI.

Momenti sacri e profani che papa Francesco vivrà costantemente affiancato alle rappresentanze di quei poveri a cui non si limiterà a dedicare una “sola” Giornata all’anno, ma tutto il suo Pontificato.

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