Quotidiani locali

Trump. Ombre di impeachment e l'alternativa Pence

L'opinione

La polvere e gli altari, in nemmeno dodici ore. La vita di Donald Trump è sempre stata un su-e-giù sulle montagne russe (che se in italiano sembra il più ironico dei destini, alle orecchie degli americani suona diversamente perché loro le chiamano “roaller coaster”) eppure, forse, nemmeno lui aveva mai visto succedersi così rapidamente fatti che lo coinvolgono, rilevanti e di segno opposto.

L’altro ieri in tarda mattinata l’ex generale Michael Flynn, rimasto al fianco di Trump per tre settimane tra gennaio e febbraio come consigliere per la sicurezza nazionale, aveva concordato con il procuratore speciale che indaga sul Russiagate, Robert Mueller, il patteggiamento sulle accuse di connivenza con i russi, in particolare con l’ambasciatore Sergey Kislyak, durante la transizione tra le amministrazioni Obama e Trump. In cambio della riduzione del rischio di passare parecchi anni in un carcere federale, aveva confessato di aver mentito due volte al Federal Bureau of Investigation.

Inoltre, la sua ammissione di aver agito su richiesta di qualcuno molto vicino all’immobiliarista e conduttore televisivo approdato alla Casa Bianca – forse il genero e superconsigliere Jared Kushner – era stata subito giudicata come la conferma di una possibile testimonianza contro Trump.

Nei confronti del quale diventerebbe quindi meno improbabile una procedura di impeachment, ossia di messa in stato d’accusa. In tarda serata il Senato americano aveva però approvato con un solo voto di scarto (51 a 49) la prima grande riforma trumpiana: il taglio delle tasse per i più ricchi e per le grandi aziende. La quota di debito federale generata, nell’ordine di 1.500 miliardi di dollari in dieci anni, è quasi impossibile da immaginare, ma dovrebbe – secondo i repubblicani – dare uno straordinario impulso all’economia e all’occupazione. Ieri, come suo solito, il presidente ha esultato via Twitter prima ancora che sorgesse il sole a Washington, felice anche del fatto che il voto che aveva chiuso il suo venerdì più lungo avrebbe oscurato gli effetti mediatici del passaggio giudiziario che l’aveva aperto.

Ovviamente, non è andata così. I siti d’informazione più seguiti, da Politico a The Hill, hanno dato massimo rilievo al caso Flynn per l’intera giornata, dedicandogli spazio, commenti e aggiornamenti; il New York Times e il Washington Post hanno solo invertito le priorità, mantenendo inalterato lo spazio riservato all’evoluzione del Russiagate.

C’è tuttavia cautela nelle previsioni su quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi, perfino nel caso Mueller mettesse con le spalle al muro Kushner, sempre di più il tallone di Achille di Trump. L’impeachment è procedura lunga e complessa. Quasi vent’anni fa fu il calvario al termine del secondo mandato di Bill Clinton, chiamato a rispondere del reato di spergiuro riguardo la sua relazione con Monica Lewinsky. Il Senato l’assolse. Nel 1974 non arrivò all’onta della formale incriminazione Richard Nixon, che si dimise pur di non dover rispondere della miriade di reati compiuti da lui e dal suo staff durante le manovre del Watergate.

Tanta cautela è anche dovuta al timore che, dalla padella scoppiettante di Donald Trump, l’America finisca sulla brace ardente del vicepresidente Mike Pence, che ne prenderebbe il posto alla Casa Bianca fino a conclusione del quadriennio. Politico di lungo corso, 58 anni, sostenitore dei democratici in gioventù, evangelico, conservatore e repubblicano dopo il matrimonio, è stato eletto più volte alla Camera dei Rappresentanti e ha governato lo stato dell’Indiana dal 2013 al 2017. Pragmatico e poco avvezzo ai riflettori, alla guida della Casa Bianca potrebbe riuscire dove finora Trump ha fallito: rimettere insieme i cocci di un partito frantumato dalle continue fughe in avanti presidenziali e unire le forze del popolo proletario dell’America profonda, che ha scelto come proprio campione il miliardario di Manhattan, con quelle della folta base ultrareligiosa che odia i gay e vorrebbe che l’aborto tornasse a essere un reato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista