Quotidiani locali

Il debutto da leader di Grasso

Acclamato da 5mila persone. «Il voto utile è per noi, la sinistra rassegnata rialzerà la testa»

Sinistra, Grasso lancia Liberi e Uguali: "In gioco futuro dell'Italia, ripartiamo da Costituzione" "Fare politica è un orgoglio, non una vergogna. Questa è la nostra sfida: battersi perché tutti, nessuno escluso, siano liberi e uguali". Così il Presidente del Senato, Pietro Grasso, lancia il nuovo soggetto politico di sinistra chiudendo l'assemblea unitaria di Mdp Sì e Possibile.- H24

ROMA. «Tocca a noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato. Una nuova proposta per il Paese. Io ci sono». Una lunga standing ovation accompagna il debutto da leader politico di Pietro Grasso. Il teatro Atlantico dell’Eur è gremito, tutti in piedi mentre lui si tocca il petto con la mano e si asciuga una lacrima. Un discorso breve per mettere in fila l’agenda dei valori di “Liberi e uguali”, la nuova lista di sinistra che si presenterà alle elezioni ma guarda già al dopo, a un «lavoro lungo e paziente» di costruzione di una «nuova proposta» per l’Italia.

Sinistra, la commozione della signora Grasso nel giorno dell'incoronazione di Pietro Ad ascoltare il presidente del Senato Pietro Grasso nel giorno della presentazione della sua candidatura per la premiership a capo della lista unica della sinistra c'era anche la moglie Maria Fedele. La signora Grasso ha applaudito il discorso del marito e si è visibilmente commossa per i calorosi applausi che la platea gli ha riservato. Alla fine, ancora emozionata, ha preferito non rispondere alle domande dei cronisti


Grasso offre all’affollatissima platea (cinquemila presenze secondo gli organizzatori) la sua storia di magistrato, di “uomo delle istituzioni”, ma anche di “ragazzo di sinistra” che ha lasciato il Pd per una convinzione interiore. «Dare le dimissioni dal gruppo del Pd è stata una scelta politica e personale che ha fatto molto rumore. Mi hanno offerto incarichi e chiesto di fermarmi un giro, mi hanno chiesto di fare la riserva della Repubblica. Mi dispiace, ma questi calcoli - puntualizza Grasso - non fanno per me. In tutte le battaglie della mia vita sono stato in prima fila, senza calcoli di convenienza». Segue un lunghissimo applauso.

La standing ovation del popolo di sinistra per Grasso Un'ovazione ha accolto Pietro Grasso sul palco della manifestazione a Roma per la presentazione della lista unica della sinistra di cui il presidente del Senato sarà il leader. Le migliaia di persone presenti hanno accolto Grasso con un lungo applauso. di Marco Billeci


Ad ascoltare, nelle prime file, ci sono i leader delle tre forze che si uniscono: Roberto Speranza (Mdp), Nicola Fratoianni (Si) e Pippo Civati (Possibile). Più defilati i leader della sinistra sulla scena da decenni. Massimo D’Alema è in seconda fila, dietro alla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ed è entusiasta: «È stato bravissimo. Parole autentiche. L’obiettivo 10 per cento è più vicino». Pier Luigi Bersani si scorge addirittura in sesta fila, come un delegato qualsiasi, e a chi gli ricorda che era stato lui a candidare l’attuale seconda carica dello Stato quando guidava il Pd, risponde secco: «Quindi non le ho sbagliate tutte...».

Sinistra, D'Alema "fotografo" per Grasso. Bersani: "Come vedete non le ho sbagliate tutte" Seduto in platea per l'assemblea fondativa della lista unica della sinistra, Massimo D'Alema ha applaudito più volte l'intervento con cui Pietro Grasso ha accettato di guidare il nuovo schieramento. D'Alema - che con il suo cellulare ha anche scattato diverse foto dell'evento - alla fine ha commentato: "Grasso è un uomo capace di una straordinaria empatia, è una persona autentica rispetto a tanti politici costruiti in laboratorio". Anche Pierluigi Bersani promuove Grasso, che proprio l'ex segretario del Pd nel 2013 volle prima candidato e poi presidente del Senato. "Vuol dire che non le ho sbagliate tutte", scherza Bersani. di Marco Billeci


Il presidente del Senato evoca un «cambiamento radicale», una «totale discontinuità» rispetto al centrosinistra degli ultimi anni, una «visione» che parte dal lavoro. Il target sono «le tante persone amareggiate, con la testa china, simbolo di una nazione rassegnata che rinuncia al futuro. Il nostro compito è far rialzare a loro lo sguardo, farli tornare a credere che questo paese si può cambiare», dice Grasso, che non nomina Matteo Renzi ma non rinuncia a una stoccata: «Non aspettatevi da me, neanche in campagna elettorale, fiumi di parole. Altri sono bravissimi in questo, suggestionano con le parole. Io parlerò di cose concrete: noi faremo proposte serie. Le fake news le lasciamo ad altri...». E ancora: «Non può avere successo l’uomo solo al comando magari circondato da “yes man”. Perché non può funzionare un soggetto fondato sui personalismi». E se Renzi chiede di non “disperdere” il voto, Grasso replica secco: «L’unico voto utile è per chi costruisce speranze portando in Parlamento i bisogni e le richieste della metà d’Italia che non vota. È questo il voto utile».

Liberi e Uguali, Renzi: "Bisogna capire se comanderà Grasso o D'Alema" "A Grasso faccio in bocca a lupo. Poi bisognerà capire se questo partito lo guiderà lui o D'Alema". Matteo Renzi commenta così la discesa in campo del presidente del Senato, nuovo leader dei gruppi a sinistra del Pd. "D'Alema lo ha fatto di mestiere quello di attaccare il leader più vicino. Lo ha già fatto con Occhetto, con Prodi, con Veltroni, con Fassino"


Il clima da incoronazione era già chiaro in mattinata, quando un lungo applauso ha accompagnato le parole di Roberto Speranza, che aprendo il suo intervento si è rivolto a Grasso dicendo: «C’è un filo rosso fra le nostre generazioni, molti ragazzi della mia età hanno cominciato a fare politica dopo gli attentati a Falcone e Borsellino. E noi siamo orgogliosi del fatto che tu sia qui. Significa che siamo dalla parte giusta».

Nicola Fratoianni spiega invece che “Liberi e uguali” non è una «cosa rossa» e chiede l’immediata cancellazione degli accordi raggiunti da Minniti con la Libia mentre Pippo Civati mette nel mirino Giuliano Pisapia: «C'era chi diceva “mai con Alfano”, patrimoniale, ius soli. E allora perché poi va con Alfano, con chi non vuole lo ius soli, con chi quando nomini la patrimoniale gli viene un colpo? Il mio appello è: Giuliano, dove campo vai?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista