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IL COMMENTO: CATTIVA DOMENICA 

Il calcio, il saggio Sarri e il sacrilego Ringhio

Maurizio Sarri non piace alla Congrega dei Pindari, quella degli ex giocatori che quando fanno domande premettono sempre «noi che abbiamo giocato lo sappiamo». Non piace perché è uomo che si è guadagnato tutto. Che non ha paura, in un mondo che non si schiera mai, a dire cosa pensa. Il contrario di Rino Gattuso e di quei sacrileghi che l’han messo sulla panchina di Rocco, Liedholm, Sacchi, Capello e Ancelotti...

Maurizio Sarri non piace alla Congrega dei Pindari, quella degli ex giocatori che quando fanno domande premettono sempre «noi che abbiamo giocato lo sappiamo». Non piace, perché lo hanno visto spuntare da ciò che considerano il nulla. E quindi, brandendo il loro odioso latinorum covercianese, han goduto nel darlo per finito in anticipo al primo mezzo inciampo, con un verdetto da saltimbanchi dell’opinione. Certo, Sarri non è infallibile (ha senz’altro mal calibrato l’impegno Champions) e qualche sciocchezza gli è sfuggita (quando dette del finocchio a Mancini, ad esempio). Però è innegabile che le parole di Federico Buffa («Guardare il Napoli fa bene al calcio») siano condivise dai più.

Sarri, al di là del bel gioco che offre, piace anche perché è uomo che si è guadagnato tutto. Che non ha paura, in un mondo che non si schiera mai, a dire cosa pensa («a Renzi preferirei uno come Landini») o a esaltare valori smarriti: «Andare almeno una volta l’anno a Superga per me è un dovere». E anche a dire no a sciarpe di questue benefiche: «Penso che della ricerca contro il cancro o la distrofia debba farsi totalmente carico lo Stato, in un Paese civile».

Tutte cose che vanno oltre l’estetica, che fanno venir voglia di vederlo vincere perché tracci una strada sulla quale il calcio ha tanto bisogno di incamminarsi, lasciando perdere gli amici degli amici dei Pindari. Prendete Rino Gattuso e quei sacrileghi che l’han messo sulla panchina di Rocco, Liedholm, Sacchi, Capello e Ancelotti. Sarebbe bastata una telefonata ad Antonio Scuglia, che da anni per Il Tirreno segue il Pisa, ultimo disastroso approdo di Ringhio, per evitare lo scempio. Non il peggiore di questo calcio sempre più in mano ai profeti del niente. E raccontato da quelli che odiano Sarri e che quando lo vedono si acquietano, temendo che possa dire in diretta quel che ha già detto ad altri: «Ma la finite di prenderci per il c...!». E se poi dovesse accadere, altro che 92 minuti di applausi.

twitter: @s_tamburini

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