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Olocausto, Mattarella nomina Liliana Segre senatrice a vita

Nel 1944 fu deportata da Milano al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Simbolo della memoria e dell'impegno nel tramandare la sua testimonianza ai giovani

Liliana Segre senatrice a vita, Gentiloni: "Testimone della memoria 80 anni dopo le leggi razziali" "La nomina da parte del presidente della Repubblica di Liliana Segre senatrice a vita è importante. Aveva 14 anni quando è stata deportata ad Auschwitz, adesso ha 88 anni: entra nell'aula del Senato per testimoniare la memoria". Così il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nel corso di un'iniziativa a Modena.H24, montaggio Valerio Argenio

ROMA. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato senatrice a vita Liliana Segre - sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti - per aver illustrato la patria con altissimi meriti nel campo sociale. Il decreto è stato controfirmato dal presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni. Il segretario generale della presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti provvederà alla consegna al presidente del Senato, Pietro Grasso, del decreto di nomina. Il Presidente ha informato telefonicamente la neo senatrice a vita della nomina.

Segre, milanase di 88 annni,  dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, è tra i soli 25 sopravvissuti. Memoria vivente dell'Olocausto ha messo a disposizione la sua testimonianza in tantissimi incontri e convegni rivolti soprattutto ai giovani. Il 29 novembre del 2004, su iniziativa dell'allora Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, fu nominata commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana.

"Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha chiamato stamattina comunicandomi la decisione di nominarmi senatrice a vita. Lo ringrazio per questo altissimo riconoscimento". Liliana Segre, appena nominata dal Capo dello Stato, racconta: "La notizia mi ha colto completamente di sorpresa.  Non ho mai fatto politica attiva e sono una persona comune, una nonna con una vita ancora piena di interessi e di impegni. Certamente il Presidente ha voluto onorare, attraverso la mia persona, la memoria di tanti altri in questo anno 2018 in cui ricorre l'80esimo anniversario delle leggi razziali".

Liliana Segre
Liliana Segre

"Sento dunque su di me l'enorme compito, la grave responsabilità di tentare almeno, pur con tutti i miei limiti, di portare nel Senato della Repubblica delle voci ormai lontane che rischiano di perdersi nell'oblio. Le voci - spiega la neosenatrice - di quelle migliaia di italiani, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che nel 1938 subirono l'umiliazione di essere degradati dalla Patria che amavano; che furono espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società dei cittadini "di serie A". Che in seguito furono perseguitati, braccati e infine deportati verso la "soluzione finale". Soprattutto le voci di quelli, meno fortunati di me, che non sono tornati, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono finiti nel vento".

Per Liliana Segre "salvare dall'oblio quelle storie, coltivare la Memoria, è ancora oggi un vaccino prezioso contro l'indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza. E la può usare". "Il mio impegno per tramandare la memoria, contrastare il razzismo, costruire un mondo di fratellanza, comprensione e rispetto, in linea con i valori della nostra Costituzione, continuerà ora anche in Parlamento - conclude la senatrice a vita -, ma, lo dico sin d'ora, senza trascurare la mia attività con gli studenti. Continuerò finchè avrò forza a raccontare ai giovani l'orrore della Shoah, la follia del razzismo, la barbarie della discriminazione e della predicazione dell'odio. L'ho sempre fatto, non dimenticando e non perdonando, ma senza odio e spirito di vendetta. Sono una donna di pace e una donna libera: e la prima libertà è quella dall'odio".

"A nome di tutte le comunità ebraiche in Italia, esprimo la nostra commozione per la decisione del presidente Mattarella" che "risponde esattamente alla profonda esigenza di assicurare che l'istituzione chiamata a legiferare abbia a Memoria quanto avvenuto nel passato e sappia in ogni atto associare al formalismo della legge anche l'intrinseca giustizia e rispondenza ai fondamentali principi etici, in un contesto sempre più preoccupante nel quale l'oblio rischia di divenire legge oltre che fenomeno sociale". È il commento della presidente Ucei Noemi Di Segni sulla nomina di Liliana Segre.

La nomina avviene ai sensi dell'articolo 59, secondo comma, della Costituzione: "Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario".

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