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Kabul, strage nell’hotel di lusso

Terroristi fanno irruzione all’Intercontinental. Paura per gli ostaggi. Un testimone: "Persone gettate giù dalle finestre". Secondo la Tv Tolo le vittime sarebbero almeno 18

Kabul, attacco in hotel: ospite si cala dalla finestra per salvarsi, ma precipita nel vuoto La tv afghana ha mostrato le immagini di alcuni ospiti dell'Hotel Intercontinental di Kabul che cercano di mettersi in salvo dopo l'assalto di quattro uomini armati, uno dei quali si è fatto esplodere all'ingresso dell'edificio. Per sfuggire all'incendio divampato all'interno della struttura, tre clienti dell'albergo si calano dal balcone dell'ultimo piano a quello sottostante, con una corda e con una tenda (o un lenzuolo). Uno dei tre però ha perso la presa ed è caduto. Non si sa se sia sopravvissuto

I talebani afghani hanno rivendicato oggi, domenica 21 gennaio, l'attacco portato ieri sera da un commando armato all'Hotel Intercontinental di Kabul, sostenendo che esso ha provocato "decine di vittime fra nemici stranieri e loro mercenari". In un tweet in inglese il portavoce Zabihullah Mujahid ha precisato che l'operazione è stata condotta da 5 mujaheddin e che nell'albergo era in corso un incontro fra responsabili militari stranieri e personalità del governo afghano.

Bilancio dell'attacco ancora incerto - Sarebbero almeno sei i morti, fra cui una donna straniera, ed una decina i feriti, dell'attacco all'Hotel Intercontinental. Ma secondo la Tv Tolo le vittime sarebbero almeno 18.

Permane una relativa incertezza sull'effettiva fine dell'emergenza. Un giornalista di 1TvNews ha infatti assicurato che nonostante le assicurazioni fornite dal governo della conclusione dell'attacco terroristico, alle 12:55 locali (le 9:25 italiane) si è chiaramente sentita una nuova esplosione all'interno dell'hotel. Il vice portavoce del ministero dell'Interno afghano, Nasrat Rahimi, ha precisato che il cadavere della donna straniera, di nazionalità imprecisata, è stato rivenuto in una stanza del sesto piano dell'albergo dopo l'uccisione del terzo terrorista. Finora si parla di almeno una decina di feriti, trasferiti in vari ospedali di Kabul, fra cui anche il Centro Emergency di Gino Strada. Nel contempo nelle oltre 14 ore di tensione legate all'attacco, sono state portate in salvo quasi 160 fra clienti e staff dell'albergo, di cui 41 stranieri. Fra le vittime fatali afghane identificate finora, vi sono il responsabile del Dipartimento di Information & Technology (IT) della provincia di Farah, Jamaluddin Padshahkhil, e un importante membro dell'Alto Consiglio per la Pace afghano, Ahmad Farzan.


L’attacco è iniziato attorno alle 21 locali quando gli assalitori sono entrati nelle cucine dell’albergo sparando all’impazzata sui clienti. Secondo le prime confuse testimonianze uno di essi si è fatto esplodere all’entrata, consentendo agli altri di entrare. Il commando si è spostato poi nei vari piani dell’edificio, mentre la gente terrorizzata cercava riparo nelle stanze piombate improvvisamente nel buio dopo che gli attaccanti hanno tagliato l’energia elettrica. Quasi subito è divampato un incendio che ha avvolto i piani alti dell’edificio: le fiamme, secondo fonti ufficiali afghane, sono state appiccate in una cucina del quarto piano.

Immediato l’intervento delle forze speciali, anche perché l’albergo era sotto stretta sorveglianza da quando, nel 2011, un attacco analogo provocò la morte di 20 persone, inclusi nove assalitori. L’albergo, una struttura a 5 stelle che sorge nella zona occidentale di Kabul, era già stato colpito anche in precedenza, nel 2008 e nel 2009. L'ultima volta il 9 febbraio del 2017.

Un giornalista della tv Tolo ha riferito che secondo un uomo riuscito a fuggire gli attaccanti, sparando, alcuni ospiti sono stati gettati fuori dalle finestre del terzo e quarto piano, al grido di 'Allah u Akbar'.

Secondo il portavoce del ministero dell’Interno Najib Danish due deglio attentatori sono stati uccisi. «Chiedo alle forze di sicurezza di aiutarci il prima possibile, prima che ci raggiungano e ci uccidano» è stato l’appello disperato lanciato da un ospite dell’Intercontinental, probabilmente via cellulare, e ripreso dai media internazionali. Le strade di accesso all’edificio, che si trova su una collina nella zona ovest della capitale afghana, sono state chiuse mentre fuori, nella notte, le ambulanze aspettavano il via libera per far entrare i soccorritori.

Giovedì scorso il Dipartimento di Stato americano aveva diramato un’allerta su possibili, imminenti attacchi contro alberghi a Kabul. In un tweet, il ministero degli Esteri americano scriveva: «Allerta sicurezza a Kabul. Notizie che gruppi estremisti potrebbero preparare un attacco contro hotel a Kabul, come l’hotel Baron vicino all’aeroporto Hamid Karzai». Un obiettivo sensibile, l’Intercontinental, che ospita di frequente incontri internazionali. Anche ieri mattina si era svolta una conferenza sugli investimenti cinesi nel Paese. Secondo fonti di intelligence, nessun italiano risulta essere alloggiato nell’albergo, né vi sarebbero italiani direttamente o indirettamente coinvolti.

Il rischio è che si ripeta il copione drammatico dell’attentato del 2011, quando nel lussuoso hotel per ricchi afghani e per uomini d’affari occidentali fu ingaggiata una battaglia durata ore da parte delle forze governative contro i talebani. Furono impiegate armi pesanti, perfino razzi, e l’incubo finì solo a notte fonda, con l’aiuto degli elicotteri della Nato che eliminarono i cecchini sul tetto. Dopo l’allarme, numerose ambulanze sono arrivate sul posto «in attesa del via libera» per far entrare i soccorritori, ha dichiarato il ministro della Sanità afghano Wahid Majrooh.


 

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