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Boldrini: Io vittima delle bufale create a tavolino

Boldrini: "Io vittima delle bufale create a tavolino"

Intervista al presidente della Camera e candidata in Lombardia per Leu

MANTOVA. Spinge sul neofascismo da combattere e sul voto utile a Liberi e uguali «che fa bene al paese». Laura Boldrini, presidente della Camera e candidata in Lombardia per Leu, prima di partecipare all’iniziativa su femminicidio e diritti non riconosciuti alle donne, rilascia un’intervista alla Gazzetta di Mantova in cui affronta anche i temi dell’immigrazione e delle fake news di cui è costantemente vittima.

Le divisioni a sinistra potrebbero penalizzare il centrosinistra alle elezioni. Non era possibile evitare questa frattura?
«Il centro sinistra unito idealmente dovrebbe essere la formazione a cui mirare, ma ci sono state obiettive difficoltà. Il Pd non ha voluto andare incontro alle istanze di un elettorato di sinistra che chiedeva discontinuità».

In Liberi e uguali ci sono davvero due anime nel rapporto con M5S: la sua, intransigente, e quella possibilista di Bersani?
«Penso che vi siano sensibilità diverse con i Cinque Stelle, ma poi la sintesi verrà fatta quando sarà il momento. Io ritengo che siano troppe le cose che ci dividono, soprattutto rispetto al fascismo e all’antifascismo. Di Maio, Di Battista e altri dicono che sono categorie sorpassate, e invece non lo sono affatto. Per non parlare dell’attacco al sindacato. E poi l’immigrazione e non da ultimo la campagna denigratoria contro gli organismi non governativi che in mare invece hanno salvato decine di migliaia di vite umane, e a cui dovremo sempre dire grazie».

Cosa pensa del ritorno sulla scena politica dei movimenti neofascisti? L’unica via per arginarli è quella di scioglierli?
«Io l’ho detto chiaramente. Vanno sciolti perché lo dicono la Costituzione e la legge Scelba. Io sono preoccupata che fino ad ora ci sia stata la tendenza a sottovalutare, a evitare di prendere posizione. Intanto, questi gruppi si sono moltiplicati e hanno dato dimostrazioni violente in diverse parti d’Italia. E poi quello che accade sul web penso sia eloquente e sotto gli occhi di tutti: ci sono migliaia di pagine Facebook che si ispirano al fascismo e al nazismo, con molti centinaia di migliaia di followers. 600 pagine sono chiaramente apologetiche e ricordo che l’apologia di fascismo è un reato. Però, si fa finta di non vedere e non si vuole procedere. Io credo che si arrivato il momento di mettere questo tema al centro perché è facile creare il corto circuito: lo abbiamo visto a Macerata col fascio-leghista Traini. Non si può stare zitti come vogliono i Cinque Stelle, ma dire forte che in una Repubblica democratica non c’è posto per i fascisti».

Perché la gente oggi attribuisce agli immigrati tutti i problemi di sicurezza nelle città e la mancanza di lavoro?
«È Salvini che pensa questo. La sicurezza ha molte facce e lui non le vuole vedere. Sicurezza vuol dire dare ai sindaci risorse per tenere il decoro nelle città, fare attività culturale nelle piazze; sicurezza è anche sicurezza sul lavoro, nel 2017 sono state 1.029 le vittime sul lavoro. Sicurezza è assetto idrogeologico del territorio, dire no alle mafie. Colpevolmente, Salvini non mette mai in rilievo l’aspetto positivo dell’immigrazione: che i migranti producono l’8,9% del Pil, 127 miliardi di ricchezza, che ci sono 600mila pensioni date ogni anno grazie ai loro contributi».

Lei è oggetto di duri attacchi sui social network su questioni inventate. Come vive questo momento dal punto di vista umano?
«Questioni inventate che vengono create a tavolino. C’è il capogruppo della Lega al Senato, Centinaio, che passa il tempo a creare fake news conto la presidente della Camera e la sua famiglia. Quando la politica arriva a questo punto è raschiare il fondo. Queste bufale vengono create a tavolino con una precisa agenda, e chi le fa ci guadagna».

Come si potrebbe arginare il fenomeno delle notizie non vere veicolate da Facebook per sfruttarle politicamente?
«Una grande questione che si può risolvere solo a livello internazionale. Da anni me ne occupo perché credo sia una priorità. Questi giganti del web non sono semplici autostrade su cui circolano informazioni e false notizie; sono dei media company e dovrebbero prendersi la responsabilità di quello che riproducono. Bisogna che quanto prima Facebook raddrizzi questa piattaforma diventata uno strumento potente che può influenzare le elezioni democratiche».

Le larghe intese sono così demoniache come si dipingono?
«Gli elettori e le elettrici non amano le larghe intese: se io voto un partito che poi si allea col suo opposto tradisce la mia fiducia. Laddove si arriva a larghe intese i cittadini si distaccano sempre di più dalla politica, aumenta l’antipolitica e questo non fa bene alla democrazia».

Si arrabbia quando il Pd fa l’appello al voto utile dicendo di non votare Leu perché è come dare un voto alla destra?
«È molto utile al paese votare Liberi e uguali perché l’Italia ha bisogno di una forza di sinistra che metta al centro del suo operato la lotta alla diseguaglianza e all’evasione fiscale, una tassazione progressiva ed equa e non la flat tax; che metta al centro la posizione della donna nella società, l’ambiente, l’economia circolare e la sostenibilità ambientale dell’economia».

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