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Uscita dall’Ue e dall’euro sono un rischio possibile

Il fatto che Salvini e Di Maio abbiano abbassato i toni sull'Europa mostra che in Italia c'è una maggioranza europeista, di cui vogliono i voti

La campagna elettorale italiana offre alcune anomalie che meritano di essere analizzate. La prima è che mentre lo scontro sull'Europa è stato centrale nelle campagne elettorali degli altri Paesi, in Italia si assiste a un paradosso: vi è una polarizzazione delle posizioni europeista e nazionalista tra i diversi partiti, ma, con l'eccezione di +Europa, la si mimetizza e nasconde. Salvini e Di Maio hanno abbassato i toni sull'Europa in campagna elettorale, ma le loro posizioni su Euro e Ue non sono cambiate.

La seconda è che nei grandi Paesi europei esiste un forte partito anti-sistema e anti-europeo, mentre in Italia sono diversi: da un lato il M5S, e dall'altro la Lega e Fratelli d'Italia. Ciò rende possibile in Italia una maggioranza anti-europea, a differenza che negli altri Paesi europei. Di qui le preoccupazioni europee rispetto all'Italia mostrate dalla stampa mondiale.

La terza è che in Europa i partiti moderati non si alleano con partiti anti-europei. In Germania la Cdu non prende in considerazione un'alleanza con l'Alternative fur Deutschland; lo stesso avviene in Francia per i gaullisti rispetto al Fronte Nazionale della Le Pen. In alcuni Paesi i partiti afferenti al partito popolare europeo hanno spostato a destra il loro baricentro, come Fidesz in Ungheria, senza però mettere in discussione l'adesione all'Ue. Lo stesso avviene per la Fpo austriaca, alleata di governo dei democristiani. Invece da noi Forza Italia è alleata con la Lega e Fratelli d'Italia, che nel Parlamento Europeo sono in gruppo con la Le Pen, e che hanno un'esplicita posizione a favore dell'uscita dall'euro, che è possibile solo uscendo dall'Ue - infatti il M5S al Senato ha proposto l'inserimento nei Trattati di una procedura per uscire dall'euro. E i rapporti di forza fanno temere che un governo di centrodestra sarebbe a trazione nazionalista, o che si rischi un'alleanza tra M5S e Lega per uscire dall'Ue e dall'euro.

Infine, la campagna elettorale non discute dei risultati dei governi - del punto di partenza della legislatura e della situazione attuale, che vede crescere Pil e occupazione e ridursi deficit, debito e pressione fiscale - ma si svolge in un universo parallelo senza contatto con la realtà e senza memoria.

Così non c'è tassa di cui qualcuno non proponga l'abolizione. Alcuni aboliranno misure che hanno votato: come Forza Italia con la legge Fornero. Girano promesse costosissime e slogan radicali, spesso incostituzionali, senza possibilità di realizzazione. Così è impossibile per i cittadini valutare cosa alcune forze intendano davvero fare.

Cosa possiamo trarre da tutto questo? Il fatto che Salvini e Di Maio abbiano abbassato i toni sull'Europa mostra che in Italia c'è una maggioranza europeista, di cui vogliono i voti e che cercano di rassicurare. Così però risulta poco chiaro che la maggiore posta in gioco in queste elezioni è proprio la collocazione europea e internazionale dell'Italia, come mostrano anche le reazioni agli appelli ai candidati lanciati dalle organizzazioni europeiste, a partire dal Movimento federalista europeo, fondato da Altiero Spinelli.

Al fondo la questione è: dentro o fuori dall'Unione Europea e dall'euro? Perché Lega Nord, Fratelli d'Italia, Forza Nuova, Casa Pound, M5S, e Potere al popolo vogliono uscirne. E non ci sarà alcun referendum al riguardo, poiché la Costituzione vieta i referendum sui Trattati internazionali. Per uscire basta una semplice maggioranza parlamentare.

Se nel loro insieme quelle forze avranno la maggioranza dei parlamentari l'Italia probabilmente uscirà dall'Unione, abbandonando l'ancoraggio fondamentale della stabilità democratica economica e della sicurezza italiana. Una scelta con conseguenze drammatiche e durature verrà presa il 4 marzo. Merita lo sforzo di andare a votare. Per quanto la democrazia sia la scelta del meno peggio, e per quanto sia imperfetta, essa resta il miglior regime politico perché mette le scelte nelle mani dei cittadini e fa appello al loro senso di responsabilità.

@RobertoCastaldi

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