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Le tappe 

Elezioni 2018, un governo per il Paese: il rebus di Mattarella

Esecutivo tecnico, di scopo, di programma o di maggioranza: le opzioni possibili. Spetta ai presidenti delle due Camere decidere la strada da intraprendere

ROMA. Governo tecnico, di scopo, di programma o di maggioranza? Tutte le opzioni sono possibili. È tuttavia probabile che le urne non consegneranno al Parlamento nessuna maggioranza stabile. Dunque toccherà a Sergio Mattarella decidere che strada intraprendere per dare al Paese un governo. E ci vorrà come minimo un mese, forse di più per capire come finirà la partita. Se nessuno dei tre schieramenti in campo raggiungerà la soglia del 40% dei consensi la strada della XVIII legislatura comincerà in salita. Se non è ancora chiaro come il capo dello Stato affronterà la questione delle alleanze post elettorali, la maratona post voto comincerà con la registrazione dei nuovi parlamentari. Deputati e senatori potranno registrarsi in Parlamento tra l’8 e il 9 marzo: foto, tesserino di riconoscimento e altri adempimenti burocratici le tappe. La prima data significativa sarà il 23 marzo quando Camera e Senato si riuniranno per decidere chi presiederà il primo appuntamento delle nuove assemblee: l’elezione dei presidenti. A Palazzo Madama vale il criterio dell’anzianità, dunque toccherà all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (93 anni). A Montecitorio il regolamento prevede che a presiedere i lavori sia uno dei vicepresidenti della passata legislatura, partendo da quello più votato. Potrebbe toccare al Pd Roberto Giachetti, (se sarà rieletto). Oppure a Luigi Di Maio. Se nessuno dei vecchi vice di Laura Boldrini fosse stato rieletto toccherà al deputato più anziano.

La prima seduta di entrambe le Camere sarà dedicata alla elezione dei nuovi presidenti. E già questo sarà un adempimento importate per dare lumi al Colle. Al Senato si farà presto, massimo due giorni. Se dopo tre votazioni nessuno supera la maggioranza assoluta si va al ballottaggio tra i due più votati. Alla Camera invece le cose potrebbero andare per le lunghe. Per eleggere il presidente serve la maggioranza dei due terzi nei primi tre scrutini, poi la maggioranza assoluta. Si va avanti a oltranza fino alla fumata bianca. Nella prima Repubblica di prassi una delle due presidenze era assegnata all’opposizione.

Per l’inizio della legislatura altre due date decisive sono il 25, quando i parlamentari dovranno comunicare a quale gruppo vogliono iscriversi, e il 27 quando tutti i gruppi eleggeranno i loro presidenti. Una volta formati i gruppi parlamentari Paolo Gentiloni salirà al Colle per rassegnare le sue dimissioni e a quel punto il Quirinale farà partire le consultazioni. Saremo tra fine marzo e i primi di aprile. Da Mattarella saliranno i presidenti di Camera e Senato, l’ex presidente Napolitano e nuovi capigruppo. Se la situazione risultasse ancora confusa Mattarella potrebbe decidere di dare un incarico esplorativo invece che uno pieno per formare il governo. Nel frattempo l’attuale governo Gentiloni resterà in carica per il disbrigo degli affari correnti.

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