Quotidiani locali

SEI NAZIONI 

Italrugby, che beffa! Vince la Scozia all’ultimo calcio

Gran primo tempo e super avvio di ripresa poi sorpasso, controsorpasso e ko in extremis

Prendiamo i twitter di J.K.Rowling, “madre” di Harry Potter, ieri all’Olimpico a tifare gli Highlander: «La Scozia ha vinto. E io ho bisogno di un defribillatore», «L’Italia è stata fantastica».

La fotografia del match. La sintesi di un sentimento, al di là del risultato, per i 60.412 spettatori, per i giocatori sfiniti, per O’Shea e Parisse con quel «non so dirvi come abbiamo fatto a perdere questa partita» che al 76’ vedeva l’Italia su di un punto. E al fischio finale giù di due sul 27-29. E solo un punto di bonus in classifica.

Un’Italia bella e reattiva a soli sei giorni da Cardiff e da quelle lacune “indifendibili” in difesa, non la vedevamo dal 2013. È mancato l’acuto due volte, subito prima e subito dopo la pausa.

leggi anche:

VBN-C_WEB

Italrugby, come dare un senso a una (buona) sconfitta

Adesso il nostro rugby è di fronte a un bivio: accontentarsi di questo “saper stare” con le più brave o ripartire da qui e  andare oltre. Le lacrime e la rabbia di ieri, la sana incoscienza di alcuni debuttati di talento e le grandi prove dell’Under 20  danno seguito a ciò che ripete il ct Conor O’Shea da un po’ di tempo: «Lavoriamo sul lungo termine, non sul breve» 



Il motivo certifica al tempo stesso i progressi della cura O’Shea e i limiti del gruppo azzurro. La Scozia soccombente inaspettata, poi sbandata per l’uscita del regista Finn Russell, ha saputo leggere il problema azzurro, esplorare l’area di gioco e ripartire passo passo. Bravi a far scendere giù di giri il motore italiano, umiliandolo con dei drive chilometrici, dei “carrettini”. L’Italia capace di contenere la Scozia e rompere il copione avversario “touche nei 22 e drive” va in dissolvenza. L’inerzia cambia e le mete ne sono la conseguenza.

L’Italia messa in campo è quella confermata da O’Shea, titolare dal via del Sei Nazioni, parte male al solito ma stavolta rimedia subito. E stupisce. Certe volte basta un ingranaggio, stringere meglio una vite, per far marciare un motore. Costruire pezzo a pezzo dice sempre O’Shea. E, diciamolo, quel in più ieri è sembrato Jake Polledri, con cui le nostre terze linee sono decollate. Da quanto non si vedeva Parisse dialogare in attacco con i flanker? Polledri e Negri, studenti-giocatori dell’Hartpury College hanno messo sprint nei punti di incontro, hanno scavato nel mucchio. Si sono esaltati Minozzi (quattro mete a quattro squadre, record italiano e due centri in meno di Stockdale metaman del torneo) e poi Allan (doppietta e man of the match).

Si parte al 10’ subendo sotto i pali con addirittura un pilone, Gordon Reid, nel ruolo di mediano di mischia ad aprire maldestramente al largo, a palombella, e il tallonatore Fraser Brown ad aspettare due rimbalzi prima di raccogliere e segnare. La reazione è 3’ dopo. Penaltouche procurata da Parisse, che ci trasporta a lanciare la rimessa sui 5 metri avversari. Palla vinta e ruck da cui Violi estrae per Allan capace di leggere lo scalino fra i centri e infilarsi libero fin sotto l’acca. Poco dopo il capolavoro in regia quando nella stessa zona del campo, non passa e non fugge, ma disegna un rasoterra a tagliare la difesa su cui si avventa per primo il solito Minozzi togliendo l’ovale da sotto le mani di Wilson ed è 17-5. Poco dopo capitan Barclay riesce a chiudere il primo drive da touche e accorcia sul 17-12.

L’Italia risponde ed è sfrontata, per due volte dopo la mezzora respinge il monotono schema avversario: gli highlander scendono il campo e non segnano. Polledri causa la punizione che li porta nei nostri 22 e Polledri risolve procurandosi un calcio. Al 39’ gli azzurri trovano touche e minuti extra time di passione, ma si fermano sulla linea di meta. Pausa. L’avvio di ripresa illude. Incursione di Parisse, pallone sparato indietro per Allan che con due tocchi scarica per Negri che spacca placcaggi e va fra i pali. Meta in volo. Gauzere ci ripensa e il Tmo annulla per in avanti. Si riprova subito: Violi lancia Polledri a rompere placcaggi e sprint fra i pali. È 24-12 e qui c’è l’episodio contestato da Parisse quando lancia in meta Ghiraldini, Gauzere fischia in avanti, ma sarebbe stato Russell a toccare. Sul possibile 31-12 il match sarebbe stato chiuso, invece gli scozzesi ripartono a suon di carrettini. Prima Hogg, poi Maitland varcano la porta ed è il sorpasso (24-26); troviamo un piazzato per Allan ed è ri-sorpasso da thriller (27-26). Basterebbe nascondere la palla un paio di minuti, invece la mischia crolla al 79’ sull’ennesimo carrettino ed è il piazzato che Laidlaw da molto distante centra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik