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Siem: sì alla nuova società con Tea e Sisam

 L'assemblea della Siem ha dato il via libera, ieri, alla costituzione della nuova società partecipata da Tea, Sisam e Siem che gestirà nei prossimi anni l'intero ciclo dei rifiuti nel mantovano. In pratica si è chiuso un lungo periodo di discussioni, e anche di contrapposizioni politiche, con l'ok a quello che sarà l'asse portante del futuro piano rifiuti provinciale. A favore ha votato la stragrande maggioranza dei Comuni; l'unico a dire di no è stato quello di Gazoldo degli Ippoliti. La futura società, che poi si aprirà ai privati, verrà alla luce sulla base di un accordo quadro che regolerà ogni passaggio. Difficile, però, stabilire fin da ora i tempi necessari per arrivare al soggetto unico, anche se l'assemblea ha chiesto di accelerare.

«E' iniziato un percorso - dice il presidente Luigi Salardi -. C'è stata la volontà politica dei sindaci dei Comuni grandi e piccoli, di centrodestra e di centrosinistra, di trovare il giusto equilibrio per ottimizzare le risorse pubbliche. Con la fusione si realizzeranno economie di scala che porteranno il cittadino a pagare meno per il servizio». Con l'accordo quadro è stato approvato anche il piano industriale che vedrà la nuova società investire 32 milioni 900 mila euro per potenziare gli impianti di Ceresara e Pieve e per costruirne altri che completino il ciclo dei rifiuti.

C'è, dunque, un termovalorizzatore dietro l'angolo?: «Ne dovremo discutere visto che nel piano non è previsto» afferma Salardi. Prima di arrivare alla fusione Siem e Tea dovranno effettuare la gara per individuare il soggetto privato che entrerà col 20% nel ramo rifiuti. Mantova ambiente (società operativa di Tea nel campo dei rifiuti) la effettuerà in settembre; Siem, invece, prima dovrà scindersi in due società (Patrimoniale e Gestione); dopodichè Siem gestione farà la gara.

Una volta individuati i soci privati si procederà alla fusione e alla formazione della nuova spa che adotterà un modello di governance dualistico. Ciò prevede la creazione di un consiglio di sorveglianza formato in maggioranza dai sindaci dei Comuni soci Siem, mentre il consiglio di gestione sarà composto dai rappresentanti di Siem, Tea, Sisam e dei privati, con Tea che avrà la maggioranza. E' stata proprio l'introduzione del regime dualistico di governance, come chiesto dai 17 Comuni del Destra Secchia e da alcuni altri, l'ultimo scoglio da superare per avere la quasi unanimità dell'assemblea.

Intanto, ieri la Provincia ha presentato ai Comuni la cartografia delle zone inidonee ad accogliere impianti per rifiuti. Si tratta delle aree a vocazione agricola di pregio e quelle di ricarica delle falde (Alto Mantovano, compresa l'area della Pirossina). Il piano rifiuti andrà in giunta ad inizi luglio.

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