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Morto mentre torna dalla figlia neonata

Il ventottenne ex studente del liceo Virgilio era uscito a comprare i pannolini

Era uno spirito libero, Nazareno Haupala, 28 anni di Mantova, morto mercoledì sera in un incidente mentre percorreva strada Cinciana verso Borgochiesanuova in sella alla sua Kawasaki. Un sognatore, pieno di estro artistico e con mille progetti. Viveva a Milano, ma da nemmeno un paio di mesi era diventato papà. E allora, con la sua compagna Maria, aveva lasciato tutto per ritornare a Mantova.

Gli sembrava una città meno caotica e più adatta alla crescita di un figlio. Aspettavano una bambina, e a luglio era arrivata Anna. Tornando a Mantova, dove era nato e cresciuto (con alcune lunghe parentesi a Castel d'Ario, dove vive il padre Antonio) Nazareno era andato a stare nella casa della madre, Maria Grazia Cortesi, a Borgochiesanuova. La donna è separata da anni dal papà del 28enne, dal quale aveva avuto anche una figlia più giovane, Anita. La donna vive al piano superiore della villetta di via Revere, mentre a quello di sotto la coppia di neogenitori stava programmando l'avvenire.

Nazareno non aveva ancora trovaton un impiego fisso, faceva tanti lavoretti e in particolare il barista, mestiere che aveva imparato quando si era trasferito a Milano per l'università. «Stava ancora cercando» racconta qualche amico, ma a lui le idee nascevano come niente. «Da qualche tempo - dice un'amica di famiglia - aveva il sogno di portare a Mantova un birrificio sul modello di quelli che aveva visto a Milano, un posto dove vendere la birra dopo averla prodotta in proprio sul posto. Aveva già il progetto e una stima del costo dell'investimento. Si sarebbe fatto aiutare dalla madre».

Un cognome che richiama origini lontane, Haupala. Il papà Antonio, diventato un pittore dopo la laurea in giurisprudenza, è figlio di un'insegnante di lingue mantovana e di un medico thailandese. Nato a Mantova, ha trascorso l'infanzia a Bangkok e poi a Indianapolis, per poi tornare qui quando doveva frequentare la terza media e iscriversi al Belfiore. L'arte ha preso il sopravvento sulla passione per le leggi e la professione di avvocato, e Antonio è diventato un noto pittore.

Anche Nazareno era molto portato per l'arte. Dopo le elementari e le medie a Castel d'Ario si era iscritto al liceo classico Virgilio, dove amici e insegnanti lo ricordano ancora per la sua simpatia, il suo temperamento fuori dagli schemi, il suo impegno nella vita studentesca.  La passione per il disegno l'aveva portato dopo la maturità a iscriversi allo Ied, Istituto europeo di design di Milano, anche se poi aveva cambiato per cominiciare a studiare Lingue all'università.  Milano era diventata la sua città, grazie anche al lavoro nei bar che gli aveva permesso di mantenersi. Lì aveva conosciuto la sua compagna, di origini romene, e appena pochi mesi fa era tornato qui per la sua nuova avventura di padre.

Questo era il bel film della sua vita, che si è interrotto bruscamente mercoledì sera.  Nazareno era uscito con la sua moto (che aveva da pochi anni) per andare a prendere i pannolini. Poi era passato a trovare la nonna materna, a cui era molto legato. Sulla strada del ritorno da sua figlia lo schianto. Una tragedia senza senso, che lascia solo l'incredibile dolore di parenti e amici.

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