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Nucleare, la rivolta delle città sul Po
La Lega Nord: "Non ci mobiliteremo"

Da Viadana parte la grande mobilitazione dei Comuni sul Po contro la ventilata centrale nucleare. In un'affollata assemblea sono state programmate decise azioni di contrasto e protesta: "Siamo pronti a combattere". Criticata per l'assenza all'assembea, la Lega si difende affermando che "non si mobiliterà contro una cosa che non c'è. La centrale è un'invenzione della sinistra". A parlarne per prima, però, è stato il ministro Romani

MANTOVA. La Lega Nord, criticata per l'assenza all'assemblea di Viadana contro il nucleare, non crede alla mobilitazione dei sindaci del Po e delle associazioni ambientaliste contro l'eventuale centrale atomica tra Mantova e Cremona. «Non riteniamo utile partecipare a una mobilitazione rispetto a una cosa che non c'è» dichiara Gianni Fava, capogruppo in Provincia e deputato del Carroccio.

I padani ritengono la questione puramente «strumentale». «Una centrale a Viadana _ aggiunge Fava _ è l'invenzione della sinistra per la prossima campagna elettorale». A parlare per la prima volta di una centrale nucleare in Lombardia è stato, invece, il ministro per lo Sviluppo economico Romani. Per i Verdi c'è la probabilità che l'impianto venga costruito tra Mantova e Cremona, sul Po, il fiume simbolo della Lega, ma anche luogo ideale per il governo, stando alle indiscrezione degli ambientalisti, per ospitarvi una centrale atomica.

L'ASSEMBLEA DI VIADANA

Più di trecento persone hanno partecipato all'assemblea del Coordinamento anti-nucleare, indetta dal Comune di Viadana per concordare iniziative di contrasto e di protesta contro la realizzazione di una centrale nucleare. Al termine di oltre due ore di dibattito, è stata lanciata una bozza di documento, da sottoporre a tutti gli enti locali del Po, contenente proposte a 360 gradi (raccolte firme, incontri pubblici, sostegno alle fonti alternative, mozioni, manifestazioni).

LA RABBIA DEI SINDACI
Giorgio Penazzi (sindaco di Viadana): «Siamo in tanti, e stiamo lanciando un messaggio d'amore per il territorio, la nostra volontà di tutelarlo».
Claudio Silla (sindaco di Casalmaggiore, Cremona): «La legge 99 sul ritorno al nucleare appare incostituzionale: prevede addirittura il commissariamento dei Comuni contrari all'installazione di una centrale, in barba ai principi di democrazia ed autodeterminazione. Il nostro no sia trasversale e democratico, per dimostrare che i cittadini non vogliono l'atomo».
Concetto emerso più volte; molti oratori hanno tra l'altro evidenziato l'assenza di rappresentanti della Lega Nord «che pure si propongono come tutori dei territori».
Michela Canova (sindaco di Colorno, Parma): «Il referendum del 1987, che disse no al nucleare, non aveva una scadenza. Chi vuole oggi il nucleare, ottenga il sì da un altro referendum. E non vale l'obiezione "tanto abbiamo le centrali appena al di là del confine": se uno sbaglia, non dobbiamo sbagliare anche noi».
Marco Giavazzi (sindaco San Benedetto Po): «I Comuni credono nella possibilità dell'autosostentamento energetico, ma il patto di stabilità impedisce di investire ad esempio negli impianti fotovoltaici. Voglio, allora, che i limiti di spesa riguardino anche i costruttori di centrali».
Giovanni Pavesi (consigliere regionale Pd): «E' necessario essere uniti in questa battaglia. Nessuno caschi nell'illusione dei benefici compensativi e delle opportunità per l'economia. Dal governatore regionale Roberto Formigoni ci aspettiamo che esca dall'ambiguità e dica cosa pensa veramente». Formigoni si era detto favorevole al nucleare, ma non in Lombardia; negli interventi di ieri, peraltro, è in genere emerso un no tout-court: «Siamo solidali, non contrapponiamo un territorio ad un altro».

IL GRANDE FIUME
«Riconquistiamoci il Po - ha detto Marco Pezzoni (associazione Creare Futuro) - basta coi riti vuoti dell'ampolla». Apprezzata è stata la proposta di una grande manifestazione nazionale su tutta l'asta del fiume.
Wainer Melli (sindaco Suzzara) ha notato che «il governo saggio delle acque, e non il loro sfruttamento, è fattore di sviluppo».

CON LE RINNOVABILI PIU' LAVORO

Si è parlato anche di lavoro. Silvano Saccani (Cgil): «Il fotovoltaico oggi è l'unico settore che tira. Occorre puntare sulle fonti energetiche alternative». Stime autorevoli indicano in almeno 150mila i posti di lavoro che potrebbero essere creati dal settore, contro i massimo 10mila legati alla costruzione di quattro centrali atomiche. «E Caorso - ha ricordato l'ex presidente della Provincia di Piacenza Gianluigi Boiardi - è stato un flop sociale ed economico»

LA MOBILITAZIONE
Diversi gli appelli. Andrea Costa (sindaco Luzzara): «E' impegno etico di tutti lasciare un mondo migliore di quello che si è trovato». Elisabetta Poloni (Cia): «I nostri trattori sono già pronti per i blocchi». Umberto Chiarini (movimento anti-nucleare): «Abbiamo i mass media contro? Mobilitiamoci con gli sms, le mail, casa per casa».
Luigi Gardini (associazioni ambientaliste viadanesi) ha proposto che ad ogni balcone sia appesa una bandiera no-nukes. «La strada è tracciata - ha concluso Adriano Saccani (assessore di Viadana) - c'è tanta carne al fuoco, andiamo avanti così».

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