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«L'interim? Insulto alla cittá»

Carra prepara un'interrogazione sulla sovrintendenza

 Da Ponte di Legno giù fino a Pavullo, e dal lembo occidentale della provincia di Cremona dritti a Felonica, dove il dialetto cambia colore. Missione impossibile per Stefano Casciu, sovrintendente al cubo. Titolare a Modena e Reggio, "sostituto" a Mantova, Brescia, Cremona. Dopo Fabrizio Magani, Sandrina Bandera e la parentesi di un Magani bis, adesso la "croce" è toccata a lui. Che è pure direttore della Galleria Estense. E la politica che fa? A battere un colpo è il deputato del Pd Marco Carra, che col nuovo anno rompe gli indugi e sposa un tono esclamativo: "La nomina del sovrintendente ad interim è un insulto alla cittá e al suo patrimonio storico-artistico-culturale!". L'indignazione è affidata a una nota di battaglia, che striglia il sindaco Nicola Sodano ("avrebbe potuto tirare le orecchie all'amico Sandro ma non l'ha fatto solo per interesse di partito") e annuncia un'interrogazione urgente, chiamando a raccolta i colleghi deputati di Brescia e Cremona "a prescindere dell'appartenenza politica". L'intento è strappare al ministro l'incarico a una figura effettiva che non abbia altri impegni o distrazioni. Insomma, un sovrintendente di serie A.  Il primo passo è compattare il fronte dei deputati mantovani. Difficile sondarne gli umori prima del 10 gennaio, quando riprenderanno i lavori in aula. I cellulari squillano a vuoto, oppure non suonano affatto. Il leghista Gianni Fava è in vacanza all'estero, Bruno Tabacci e la senatrice Irene Aderenti "non sono al momento raggiungibili", informa la voce metallica dell'operatrice. Rispondono Pietro Marcazzan, Udc, che non sa della nota di Carra ma condivide la necessitá di «muoversi congiuntamente», e Matteo Colannino del Pd, che approva la mossa dell'interrogazione e s'impegna, a sua volta, «a interloquire con il Governo». Risponde pure Claudio Bottari, consigliere regionale (e comunale) della Lega, che peró sposa la linea della prudenza. Sarebbe interessante capire come si concilia la prassi elefantiaca dell'interim con la snellezza federalista, ma Bottari confessa di non sentirsi sufficientemente informato da esprimere un'opinione che assumerebbe subito eco politica. Stessa linea anche per il segretario provinciale Marco Prandini.  Sull'esito della vicenda pesa comunque la mozione di sfiducia presentata da Pd e Idv contro il ministro. Talmente turbato, Bondi, da aver preso carta e penna per appellarsi ai "cari compagni". Anche se Mantova aspetta un sovrintendente a tempo pieno dal dicembre 2009, quando Filippo Trevisani, andó in pensione. E il ministro non aveva ancora grattacapi a rubargli il sonno.  Interrogazione o meno, Carra assolve peró Casciu, vittima pure lui "delle sciagurate scelte di Governo e ministro". Costretto a correre da Ponte di Legno fino a Pavullo.

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