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La sua passione: i video porno con minori

A processo un insospettabile impiegato di 33 anni. Sequestrato il computer

MANTOVA. Con l'accusa di detenzione di materiale pedo-pornografico, P.F., 33 anni, un impiegato residente in città, è stato rinviato a giudizio. A scoprirlo è stata la polizia postale di Ancona nell'ambito di un'indagine condotta a livello nazionale a partire dal luglio di cinque anni fa.

Ai poliziotti marchighiani erano giunte segnalazioni della presenza di un file molto sospetto, denominato Woman White Kid, presente nella rete con contenuti pedo-pornografici.  Nel corso delle indagini la polizia postale ha scoperto numerose persone, in tutt'Italia, che avevano condiviso e scaricato quel file. Tra queste anche l'impiegato mantovano. Da qui la perquisizione eseguita dagli agenti di Mantova, su richiesta dei colleghi di Ancona, al termine della quale è stato posto sotto sequestro il computer.

Il 33enne è accusato di essersi consapevolmente procurato e aver conservato materiale di chiaro contenuto pedopronografico, prodotto attraverso lo sfruttamento o comunque la presenza di minori. Si tratta di diversi filmati e immagini, reali o virtuali, mescolate a disegni, fumetti o creazioni informatiche. Tutti raffiguranti minorenni impegnati in approcci sessuali con adulti e in pose sessualmente molte esplicite, con esibizione di genitali.

I materiali erano contenuti in file informatici, rinvenuti nella memoria del pc, in particolare nelle cartelle salvate ad hoc. Il reato è punito con la reclusione fino a tre anni e con una multa non inferiore ai 1500 euro ma la pena è aumentata se il materiale è di ingente quantità. Per materiale pornografico s'intende tutto ciò che consiste in raffigurazioni e rappresentazioni attinenti la sfera sessuale. L'utilizzo invece consiste nell'approfittarsi di coloro che fanno commercio del proprio corpo, recependone i guadagni.

Tre anni fa era finito nei guai un altro professionista quarantenne di Medole, indagato con altri 26 in tutt'Italia. Scambiava filmati pornografici con minori. Tutto era partito dalla procura di Catania che aveva disposto perquisizioni in 21 città, eseguite dalla polizia postale e delle comunicazioni, nei confronti di ventisette persone indagate per divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet.  La polizia postale di Mantova, incaricata dai colleghi di Catania, aveva sequestrato in casa dell'uomo due computer, tre hard disk, una pen driver, una smart card, dieci floppy e otto fra dvd e cd. A volte, avverte la Postale, mentre si cerca anche un cartone animato in internet, può comparire un file porno. L'importante però è non scaricarlo.

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