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Sfrattato, fa esplodere l'appartamento
Si cerca il corpo sotto le macerie LE FOTO

Un 49enne da giorni si era asserragliato in casa. Una trappola preparata con due bombole di gas: lo scoppio appena vigili del fuoco e carabinieri hanno aperto la porta. Sette i feriti

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Non voleva abbandonare quella casa da cui era stato sfrattato, in cui era rientrato abusivamente e che ora sarebbe andata all'asta. Era disposto a tutto, anche ad ammazzarsi e a compiere una strage. Ci è quasi riuscito: Lukuman Busari, 49 anni, nigeriano, residente in via Molini, all'arrivo di carabinieri e vigili del fuoco, ha aperto il gas di due bombole ed ha innescato l'esplosione. Bilancio: cinque militari e due vigili del fuoco feriti, fortunatamente in modo non grave. Lo stesso Busari è rimasto sepolto sotto le macerie.

La casa dove viveva l'extracomunitario si trova a metà di via Molini, traversa della centralissima via Chiassi. Una casetta a tre piani, addossata alle altre, con un cortile comune su cui si affacciano una decina di appartamenti.

Lukuman Busari, già a novembre aveva ricevuto l'ingiunzione di sfratto. Messo alla porta, subito era tornato a viverci, rompendo i sigilli, infrangendo la legge. E da lì non aveva più voluto uscirne. Da un mese a questa parte, in particolare, si era barricato in casa.

Ieri, il drammatico epilogo. A metà pomeriggio, il sindaco Paganella insieme alla psichiatra e ad alcuni carabinieri della Compagnia di Castiglione in borghese hanno raggiunto l'abitazione per tentare di convincere il nigeriano a lasciarla. Il capannello di persone sotto, lui alla finestra. La trattativa per un po' è proseguita in toni pacati. Oltre che a supporto del sindaco, i carabinieri avrebbero dovuto arrestarlo, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, per violazione dell'obbligo di dimora. Ma, conoscendo l'individuo, l'avrebbero fatto con circospezione, cercando di convincerlo prima con le buone per non mettere a repentaglio l'incolumità dei vicini, una decina di famiglie, nel frattempo fatti uscire di casa.

Ma lui niente. Prima si è rifiutato di uscire, poi ha cominciato ad imprecare contro un tabaccaio da cui pretendeva una grossa vincita, a suo dire, non riconosciuta; poi ha iniziato a minacciare gli stessi presenti. Finché verso le sette di sera, i carabinieri sono stati costretti a far intervenire i vigili del fuoco, per forzare la porta ed entrare, prima che la situazione degenerasse. Ma il nigeriano, senza far conoscere le sue intenzioni, aveva preparato due bombole a gas davanti alla porta (l'allacciamento al metano gli era già stato tagliato) e nel momento in cui le forze dell'ordine sono riuscite a far saltare la serratura, lui ha dato fuoco al gas, generando l'esplosione.

Due deflagrazioni fortissime a distanza di pochi secondi l'una dall'altra, che hanno distrutto l'interno dell'abitazione, peraltro già fatiscente, facendo crollare tutti i solai. L'onda d'urto ha scaraventato a terra i soccorritori, colpiti da schegge di vetro e di detriti: due pompieri più cinque carabinieri feriti. Fortunatamente nessuno di loro è in gravi condizioni: hanno riportato lievi ustioni ed escoriazioni. Il più grave è il maresciallo Angelo Calvetti, vicecomandante della Compagnia di Castiglione, che ha riportato la frattura di un paio di costole ed è ricoverato ad Asola. Ferito leggermente anche il colonnello Gerardo Renzi, numero due del Comando provinciale dei carabinieri.

Lukman Busari è finito sotto le macerie provocate dall'esplosione, ma al momento di andare in stampa, il corpo non era ancora stato trovato. Grande la mobilitazione di forze dell'ordine e del soccorso: 118 di Mantova, Castiglione, Asola; vigili del fuoco di Mantova, Castiglione, Desenzano; protezione civile; polizia locale. Difficilissimo il lavoro dei pompieri che per cercare il corpo dell'uomo, essendo la casa inagibile, hanno dovuto raggiungere il tetto con un'autoscala e calarsi all'interno con le corde, al buio completo, con il rischio di ulteriori crolli.

A mezzanotte si sono consultati con il magistrato, Fabrizio Celenza, presente sul posto, per decidere il da farsi. Il magistrato di turno ha escluso la possibilità di interrompere le ricerche, non avendo la certezza che l'uomo sia morto: in caso contrario sarebbe equivalso a omissione di soccorso. Mezz'ora d'ora dopo sono stati fatti intervenire a supporto i cani del Nucleo carabinieri. Tutti i vicini, nel frattempo, non hanno potuto rientrare in casa: sono stati ospitati chi da parenti, chi in albergo messo a disposizione dal Comune.

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